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Gasp: “Vinciamo per il sogno Champions e poi penseremo alla Coppa Italia”

"Genoa all'andata col dente avvelenato, ma per noi è fondamentale prendere i tre punti, vogliamo finire bene, non sempre abbiamo queste opportunità"

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“Non pensiamo alla Coppa ma pensiamo a vincere, che è decisivo per andare in Europa e…”. In Europa verso un obiettivo ancora più grande, cioè la Champions.

Giampiero Gasperini è molto adrenalinico, si direbbe già in clima partita (ricordando anche il duro scontro dell’andata), alla vigilia del ritorno al Mapei Stadium.

Contro il Genoa che sfida sarà? “Importante per tutte e due, all’andata è stata una partita pesante con toni agonistici accesi… Domani sarà un’altra gara, abbiamo obiettivi diversi e bisogno di punti. Loro hanno giocato col dente avvelenato contro di noi. Ma sappiamo che vincere domani vorrebbe dire mettere una seria ipoteca sul campionato”.

Lei crede che si parli o si pensi un po’ troppo alla Coppa? “Sì, da qualche mese abbiamo spostato gli obiettivi e addirittura giochiamo per la Champions e… e perciò vogliamo finire bene perché non abbiamo sempre queste opportunità. Siamo vicini a poterlo fare, però non abbiamo centrato ancora nulla e quindi la concentrazione è massima sul campionato. Poi penseremo alla Coppa”.

Fuori Toloi, gli squalificati, quanto pesa la mancanza di Gomez? “L’assenza del Papu dobbiamo per forza superarla, lui ha avuto una crescita incredibile, ha cambiato ruolo e ha dimostrato grande carisma sulla squadra. E’ un trascinatore”.

L’ultima volta al Mapei Ilicic si è portato a casa il pallone con tre gol… Gasperini sorride: “Eh, pensiamo al Genoa che ultimamente ha fatto bene e comunque si salva, però sarà una partita difficile”.

E in difesa, le assenze di Masiello e Mancini? Gasperini esclude un’ipotesi Ibanez: “Buon giocatore come Reca, ma in una partita così delicata… vediamo quali varianti tattiche adotteremo, si può giocare anche a quattro o aggiungere Castagne come aveva fatto a Torino”.

Gasp ringrazia anche “per lo striscione che mi hanno dedicato a Genova, è una piazza che seguo sempre con affetto, mi spiace per queste difficoltà ma è una piazza entusiasta e tanta gente ci segue e ci apprezza. Certo all’andata poi avevano Piatek”.

A proposito di piazza, i bergamaschi saranno tanti a Reggio come poi a Roma. “Beh, l’entusiasmo che abbiamo noi è unico, qui c’è una città che si sposta, è un fenomeno che va oltre il calcio. E noi dobbiamo arrivare alla fine. E vincere domani è decisivo per l’ Europa, fondamentale”.

Giocate prima delle altre squadre, conta poco? “Siamo sempre passati sopra a queste cose… Anche giocare a Reggio invece che a Bergamo potrebbe essere un disagio, ma c’è la costruzione dello stadio, un’impresa straordinaria ed un regalo che il presidente fa a Bergamo, alla città, ai tifosi e a se stesso: un’opera fantastica“.

Infine, una battuta sulla tenuta dei giocatori, che si stanno giocando questo finale su più obiettivi: “La squadra è fantastica e la testa è forse l’aspetto più forte di questa Atalanta”.

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