Logo

Temi del giorno:

Abusi sulla moglie e violenze sui figli: chiesti 7 anni di carcere

A processo un 39enne. Per sei anni la donna, pur impaurita, ha sopportato tutto in silenzio

Avrebbe violentato la moglie per sei anni e picchiato i due figli gemelli quattordicenni. Per questo il pubblico ministero Carmen Santoro ha chiesto la condanna a 7 anni di carcere per un albanese di 39 anni, incensurato, residente in provincia prima di essere rinchiuso, nel settembre scorso, nella casa circondariale di via Gleno.

Lunga la lista degli episodi citati nel capo d’imputazione per lo straniero, che deve rispondere di violenza sessuale e di maltrattamenti aggravati in famiglia. Dal 2012 al 2018, accecato dalla gelosia, oltre a costringere la consorte ad avere numerosi rapporti sessuali contro la sua volontà (e guai se osava ribellarsi: allora erano calci e pugni che volavano), l’uomo, sempre secondo le contestazioni, la picchiava quotidianamente, e in più di una circostanza le avrebbe impedito di usare il telefono cellulare e di uscire di casa senza il suo consenso.

Senza contare i pesanti insulti. In un’altra occasione, al culmine di una rabbia cieca, sempre dovuta alla sua folle gelosia, l’albanese avrebbe impugnato un coltello da cucina e l’avrebbe puntato alla gola della moglie, più volte pedinata anche sul posto di lavoro e quando si recava a fare lezioni di guida. Successivamente avrebbe anche tentato di soffocarla, mettendole le mani al collo.

Anche i due figli minori, che spesso intervenivano in soccorso della madre, non sarebbero sfuggiti, per l’accusa, alla violenza del padre e sarebbero stati picchiati più volte. In un’occasione l’uomo li avrebbe anche minacciati di morte, dicendo che avrebbe stretto intorno al loro collo una cintura.

Per sei anni la donna, pur impaurita da quel comportamento violento, ha sopportato tutto in silenzio, sperando tutto terminasse. Ma la gelosia dell’uomo peggiorava sempre di più. Così, nel giugno del 2018, la moglie lo ha denunciato ai carabinieri, i quali hanno ricostruito un quadro familiare di abusi e violenze. Il 6 settembre 2018 l’uomo è stato arrestato dai militari dell’Arma di Treviglio.

In aula il suo difensore, l’avvocato Stefania Russo, ha invocato l’assoluzione, sottolineando l’inattendibilità della moglie, albanese anch’essa, di un anno più giovane del coniuge, parte civile al processo. La sentenza del collegio giudicante del tribunale, presieduto dal giudice Giovanni Petillo, è attesa il 29 maggio.