Sempre più cannabis in Bergamasca: "La marijuana legale è solo l'inizio" - BergamoNews
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L'allarme di Enrico Coppola dell’Aga di Pontirolo dopo i risultati della quinta campagna di monitoraggio sul consumo di droghe

Cannabis e cocaina sempre più in crescita tra i giovani bergamaschi. Lo hanno certificato i risultati della quinta campagna di monitoraggio promossa dall’Aga (associazione genitori antidroga) di Pontirolo che sono stati presentati alla Casa del giovane di Bergamo.

Ettore Zuccato, ricercatore dell’istituto farmacologico Mario Negri di Milano, che ha effettuato la campagna analizzando le acque fognarie dei 16 Comuni collegati al depuratore Cogeide di Mozzanica, ha certificato che sulla popolazione campione della ricerca di 90mila abitanti, l’assunzione di droghe è notevolmente cresciuta rispetto ai già allarmanti dati emersi dalla quarta campagna del 2017.

L’assunzione di Thc è aumentata del 76,9% passando dalle 4788 dosi consumate al giorno registrate nel 2017 alle 8471 nel 2019. Quella di cocaina è aumentata del 57,2% passando da 1067,4 dosi al giorno a 1678. Sostanzialmente stabile l’eroina di cui, rispetto al 2017, si è registrato un leggero calo del consumo, meno 4,4%, pari a 185 dosi al giorno. Si conferma bassa l’assunzione di Metanfetamina (45 dosi al giorno) e Ectasy (4,1).

Ma come si spiega questa continua crescita del consumo di sostanze stupefacenti? “Oramai bisogna rendersi conto che fra i giovani -sostiene il presidente dell’Aga Enrico Coppola– la percezione della droga come pericolo è stata progressivamente sostituita da quella di semplice prodotto di consumo, potenzialmente innocuo e controllabile. La disponibilità di tanti prodotti diversi a prezzi bassi e allineati è compatibile con le capacità di spesa dei giovani: ciò porta a un primo approccio al consumo e all’ingresso nel mercato stesso dove possono scegliere fra diverse modalità di divertimento ma dove assumere cannabis, cocaina o eroina non fa la differenza”.

E la cosiddetta “marijuana legale” come si inserisce in questo contesto? “Innanzitutto che sia legale è un errore – spiega Coppola – perchè in realtà viene venduta non per essere fumata ma come prodotto per profumare ambienti. In ogni caso rappresenta un pessimo esempio per i ragazzi che la acquistano, perchè spesso rappresenta solo l’inizio di una tossicodipendenza. Da lì infatti iniziano a consumare anche le droghe vere e proprie”.

Il problema è che, a quanto rilevato dall’Aga, anche i genitori sottovalutano la gravità del problema e, per affrontarlo, non dispongono di adeguati strumenti educativi. Si stima che vengano a conoscenza del consumo di droghe da parte dei figli in media cinque anni dopo gli esordi e spesso quando la tossicodipendenza è ormai conclamata.

Da qui la decisione dell’associazione di Pontirolo di avanzare la proposta di un innovativo sistema di prevenzione chiamato “progetto scudo-opificio famigliare”: l’obbiettivo è accompagnare il giovane durante tutta la fase psicologica più critica, che va dai 14 ai 17 anni, e la sua famiglia mettendo insieme due azioni. Da una parte l’esame tossicologico del capello a cui sottoporre il giovane ogni sei mesi. Dall’altra una formazione di gruppo rivolta ai genitori.

“Con l’esame tossicologico del capello -spiega Coppola- si vuole ottenere un effetto deterrente. Ma soprattutto responsabilizzare il nucleo famigliare con un intervento strategico che la metta nelle condizioni di acquisire consapevolezza nelle condotte disfunzionali dei figli. L’obbiettivo della formazione di gruppo è invece quella di migliorare le competenze dei genitori di comunicazione, relazione e gestione del ruolo educativo: devono capire che sono gli educatori dei loro figli e non degli amici”.

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