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Bergamo città dei giovani: “Dimostriamo che facciamo la pace ogni giorno”

Appuntamento sabato 11 maggio alle 15 per fare esplodere la piazza di gioventù, futuro e pace

Bergamo, 11 maggio, Piazza Vittorio Veneto, ore 15.

giovani per la pace

Conflitti di epoche diverse, ma gli stessi strappi, la stessa esperienza: la guerra come una lama che segna il prima e il dopo, la normalità e l’incertezza assoluta.

Sarà questo il filo conduttore del 6° Appuntamento internazionale dei Giovani della Pace, in programma a Bergamo, sabato 11 maggio. A partire dalle ore 15 fino alle 19, piazza Vittorio Veneto accoglierà decine di migliaia di giovani da tutta Italia e delegazioni da altri Paesi del mondo che si metteranno in ascolto di storie di morte e di vita. Quelle di un anziano, un adulto e una giovane che condivideranno se stessi.

“Stiamo girando tutta l’Italia da tutto l’anno: verranno in tanti, anche dall’estero, come dal Brasile e dalla Giordania, e tante altre saranno le delegazioni. Verranno raccontate storie dall’estero, ma anche belle storie vere di pace che appartengono al nostro piccolo territorio bergamasco. Come quella di una classe della scuola elementare di Bonate che, per accogliere e stare tutti vicino al loro compagno disabile, cambiano posto ogni settimana. O un’altra in cui i bambini hanno scritto un libro di favole dedicato alla propria insegnate che ha perso una figlia e i soldi della vendita sono andati alla ricerca. Vogliamo trasmettere l’idea che si può sempre fare la pace anche se con piccoli gesti”, racconta Chiara 22enne del Sermig (Servizio Missionario Giovani) di Bergamo, con sede a Bonate Sopra e di cui fa parte da 10 anni.

Lei, insieme a molti altri giovani volontari, lavora da anni per rendere la nostra città la città dei giovani della pace, dopo l’esperienza a Napoli nel 2014 e Padova nel 2017. 

“Basta guerre. Questo il nostro grido, che vogliamo venga ascoltato. In molti pensano ‘ma cosa me ne frega a me? Io non vivo in un paese in guerra’. Ma non si pensa mai che la guerra non è così lontana da noi e che, in realtà, ci facciamo guerra ogni giorno facendoci cattiverie a vicenda, respingendo chi è diverso da me e non ascoltando il mio vicino di casa perché ‘sono troppo impegnato’. Noi vogliamo portare in piazza una testimonianza di bene e di pace per dare speranza al mondo”, afferma Thais, 28 anni e brasiliana, parte del Sermig da quando aveva 17 anni, avendo trovato in questa realtà le risposte che da sempre cercava, quel tutto che non riusciva a trovare altrove.

Uno dei momenti più belli e significativi del 11 maggio – mi raccontano Chiara e Thais – sarà una sorta di gioco di ruolo in piazza in cui verrà distribuita a tutti una nuova d’identità con una provenienza diversa dalla propria, così da rappresentare tutto il mondo.

“In quell’istante idealmente ci sarà tutto il mondo in piazza. Sarà una possibilità di rinascere, senza poter scegliere dove venire alla luce con carte d’identità ‘vere’ perché raccontano storie di vita reali che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino”, continua Thais.

Trecento giovani volontari. Ottomila iscritti agli incontri nei teatri in mattinata, per un totale di migliaia di giovani nell’arco della giornata.

Un “pugno” di ragazzi e ragazze che scenderanno in piazza mossi dalla volontà di cambiare il mondo, per dimostrare la loro forza a tutti coloro che hanno una certa diffidenza nei confronti dei giovani, dipingendoli come irresponsabili, sognatori e pigri. Perché noi non siamo il futuro, siamo il presente e vogliamo viverlo davvero.

“Quando ho conosciuto il Sermig qualcuno mi ha detto che i giovani erano i più poveri di tutti, perché erano privi di fiducia, sogni e ideali. Ma non è vero, noi giovani stiamo tenendo in mano tante cose. E in questi 10 anni con il Sermig io sono cambiata: sono più felice e più sicura. Vedo la bellezza che c’è nei giovani, anche c’è difficoltà nell’investire su di loro. Credo in quello che faremo l’11 maggio perché ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, non solo perché è giusto, ma perché ti rende più felice. Vorrei che a fine giornata tutti si chiedano: cosa posso fare per il mio compagno di classe? Per la mia famiglia? Per la mia scuola? Il mio paese? Facciamo una catena d’amore e costruiamo un futuro migliore”.

Una piazza che è pronta ad esplodere di gioventù, futuro, pace e azioni positivi per il mondo.

A fine giornata i giovani volontari ripuliranno la piazza per dare il buon esempio e per mostrare che anche in questo si può fare la pace. Non ci saranno autorità o istituzioni: o, meglio, ci saranno, ma non faranno la “passerella”, non saliranno sul palco, dovranno solo ascoltare i giovani che saliranno sul palco.

Così, per una volta, saremo noi giovani i veri protagonisti.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

I TESTIMONI

Franco Leoni Lautizi oggi ha 80 anni. Ne aveva meno di 6 quando nel 1944 a Marzabotto le SS tedesche gli uccisero la mamma incinta e la nonna. Lui stesso fu mitragliato e si salvò miracolosamente in quella che viene ricordata come la strage nazifascista più grave avvenuta in Italia durante la seconda guerra mondiale. Franco non ha mai dimenticato e da anni incontra i giovani per portare la sua testimonianza di pace.

Così padre Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo, testimone diretto della guerra civile siriana e dell’assedio della città. Una voce credibile dall’inferno di una guerra che ha rimescolato equilibri, vite, normalità. Padre Ibrahim racconterà la quotidianità di un conflitto, la carica di dolore che produce, ma anche la speranza che può nascere sotto le bombe.

Jeanette Chiapello invece è una giovane di 27 anni, arrivata in Italia nel 1994. Sopravvissuta al genocidio del Rwanda, è stata adottata da una famiglia piemontese che l’ha cresciuta con un amore totale. Solo qualche anno fa, ha scoperto l’esistenza di due fratelli e del papà naturale che in tutti questi anni non hanno mai smesso di cercarla. Dopo un momento normale di esitazione, Jeanette ha deciso di incontrarli, rimettendo insieme i pezzi della sua vita e delle sue radici.

UNA PIAZZA DI PACE

“Storie così ci aiuteranno a dare concretezza allo slogan della giornata Basta guerre! Facciamo la pace!”, spiega Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani), la realtà di pace e solidarietà che organizza da anni gli Appuntamenti dei Giovani della Pace. “Il male esiste,
ma esiste anche il bene. Lo abbiamo visto nel vecchio arsenale militare di Torino trasformato dal lavoro gratuito di giovani e adulti in Arsenale della Pace. Continuiamo a vederlo nel volto di tantissimi ragazzi pronti a mettersi in gioco”.

Anche per questo, a Bergamo saranno presentati i “Punti di Pace” dei giovani: iniziative positive, idee e buone pratiche compiute dalle nuove generazioni nei contesti di vita quotidiana. Ma non solo. Saranno raccolti fondi per promuovere tre progetti di solidarietà: la costruzione di pozzi in
Etiopia ed Eritrea, il sostegno alle giovani famiglie di Aleppo, aiuti alimentari alla Caritas di Bergamo.
Oltre alle testimonianze, la piazza rifletterà sui temi della guerra e della pace attraverso “Warld. Il prezzo della guerra, la scelta della pace”, un grande gioco di ruolo che metterà in scena le ingiustizie che segnano il destino del mondo.

Prevista poi la partecipazione artistica del Laboratorio del Suono, della cantautrice Amara, della ballerina e pittrice Simona Atzori, dell’inviato di Striscia la Notizia Max Laudadio. In piazza, sono attesi anche i rappresentanti del mondo degli adulti: autorità, esponenti dell’economia, della cultura, della spiritualità, invitati non a parlare, ma ad ascoltare i giovani. Al termine dell’incontro i partecipanti saranno protagonisti della pulizia di Piazza Vittorio Veneto.

DIALOGHI IN CITTA’

L’Appuntamento pomeridiano in piazza sarà anticipato al mattino dall’iniziativa “Dialoghi in città”. A partire dalle 10,30, in teatri, chiese e auditorium di Bergamo, esperti e testimoni dialogheranno con i giovani, per leggere le sfide del nostro tempo in una prospettiva di speranza. Una formula molto semplice: l’ospite al centro intervistato da dieci giovani. Dialogheranno con i partecipanti: Vito Alfieri Fontana e Nello Scavo, Leonardo Becchetti, Giorgia Benusiglio e Simone Riccioni, Simona Atzori, Luca Jahier, Andrea Franzoso, le mamme della Terra dei Fuochi con Maurizio Patriciello, Zia Caterina, Marco Tarquinio, padre Ibrahim Alsabagh, Federica Agosta e Matteo Iannacone (BergamoScienza), ISPI.

LE INIZIATIVE COLLATERALI

Previsti anche alcuni momenti per i bambini e le loro famiglie: laboratori teatrali al mattino e la Marcia della Pace di Felicizia alle 14. Il 6° Appuntamento internazionale dei Giovani della Pace sarà preceduto venerdì sera alle ore 21 da una veglia di silenzio e preghiera per la pace nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta.

“L’11 maggio sarà una giornata densa di contenuti, – dice Ernesto Olivero – vorremmo scaldare il cuore a chi verrà, per far sì che una volta a casa, ognuno possa dare un volto alla speranza. Per costruire un mondo migliore c’è bisogno dell’impegno di tutti. Noi ci crediamo e vorremmo dire ancora più forte: è possibile!”.

L’Appuntamento dei Giovani della Pace è organizzato dal Sermig Arsenale della Pace in collaborazione con Comune, Provincia e Diocesi di Bergamo.

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