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I miei libri per diventare grande: “L’ora del ricevimento” di Spitalieri

Nuova puntata di "I libri di Livia": la rubrica della 15enne Livia per conoscere i libri che non possono mancare nella crescita di ognuno di noi

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L’Ora del ricevimento, Gianluca Spitalieri.

La scorsa notte, quando tutti in casa dormivano, e a distanza di sole cinque ore dal suono della sveglia, io me ne stavo sul letto, a gambe incrociate, con lo sguardo fisso alla parete, più attiva che mai.

Dico sul serio: avevo la forza per mettermi a ballare, e sarei riuscita a studiare due capitoli di storia greca senza fermarmi un minuto.

Quello che sto per rivelarvi ora è un mio piccolo segreto, una sorta di pratica, indispensabile ormai, che mi concedo ogni sera, prima di chiudere gli occhi.

Si tratta di scegliere un libro, uno qualunque: d’avventura, dell’orrore, un romanzo rosa oppure un giallo, qualcosa che si è già letto, o al contrario, che è abbandonato in fondo all’ultimo scaffale della libreria, polveroso e ignoto.

Non è insomma il genere o lo stile che interessa, ma l’essenza in quanto libro, e la capacità di fornire quindi idee, nuovi fronti da esplorare da cima a fondo e tanta, rilassata, ispirazione.

Ecco, proprio quella sera mi era capitato sotto mano un libricino, piccolo piccolo, regalatomi da mia madre e intitolato “l’Ora di ricevimento.”

Non è assolutamente quello che definirei un libro incentrato sull’istruzione, l’evoluzione dello studio e altre noiosissime nozioni, ma bensì un libro che viene ambientato, da un professore, proprio all’interno della scuola, e che vede come protagonisti, pagina dopo pagina, sempre nuovi studenti, con messaggi speciali da spedire al mondo, diverse ambizioni e mentalità.

Fra tutte le storie raccolte, voglio presentare quella di Matteo: un ragazzino che ha difficoltà a parlare e ad esprimersi, fin da bambino, e che è rinchiuso in una specie di bolla, rotonda e resistente.

Ogni sua parola è accompagnata da gesti impacciati, con cui tenta di sostituire le labbra e le parole, e che, inevitabilmente, attraggono lo sguardo del resto dei compagni a scuola.

Da un account anonimo viene pubblicato su internet un video, di cui Matteo è il protagonista, e che concentra immediatamente sui di lui l’attenzione di tutti, compagni di classe e non.

Stanco della continua e frustante sofferenza che lo accompagna ogni giorno, e che pare impedirgli in tutti i modi di aprire se stesso agli altri, si rifugia in casa, quando oramai sembra tutto perduto, e trova la consolazione di cui ha bisogno nel mondo virtuale, laddove ha la possibilità di esprimersi e farsi ascoltare da persone lontane che ne conoscono solo il carattere e i pensieri.

Mentre leggevo avevo la reale voglia di sapere di più, di conoscere i particolari della vita di questo ragazzo forte e perseverante, che anche tramite l’aiuto dei compagni di classe, ritrova la serenità e la voglia di esser se stesso, con i difetti e i pregi che lo rendono un degno protagonista.

Riserverei anche un paio di righe all’autore, Gianluca Spitalieri, che tesse queste preziose storie con cura e abilità, esprimendosi come un poeta, e arricchendo il testo con ampie e curiose riflessioni, nelle quali ci si immerge, come in un lago profondo e scuro, e dove è possibile trovare, calandosi verso il fondo, una serie infinita di collegamenti e sfaccettature, scrigni pieni di opinioni interessanti, lavorate dall’esperienza e dalla sapienza.

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