Dai casi Foppolo e Aviatico all’operazione Yuan: l’ultimo guaio del segretario comunale
Il nome di Saverio De Vuono, 66 anni, torna in più indagini. Il sindaco di Orio: “Con noi sempre corretto. Sono garantista, ma profondamente addolorato”
Tanti, tantissimi chilometri spesi sulle strade della Bergamasca. Dove Saverio De Vuono, 66 anni, segretario comunale di origine calabresi con residenza a Leffe, negli anni ha ricoperto incarichi un po’ ovunque: Branzi, Calcinate, Orio al Serio. Ma anche Algua, Aviatico, Bianzana, Cornalba, Foppolo, Oltre il Colle, Palosco, Ranzanico, Sant’Omobono, Strozza, Valbrembo, Valleve.
Ormai prossimo alla pensione, De Vuono vanta un curriculum di tutto rispetto. Dal quale si apprende che è laureato in Scienze Politiche e padroneggia discretamente il russo e il francese. Oltre ad annoverare ruoli di vertice in alcune partecipate comunali.
Un lavoro, quello del segretario De Vuono, evidentemente molto apprezzato. Perché nonostante i cambi amministrativi nei comuni – dove il nuovo sindaco può ‘sfiduciare’ il vecchio segretario – è quasi sempre stato riconfermato nel ruolo fino all’estinzione delle convenzioni.
Qualche problema è tuttavia sorto nell’arco degli ultimi due anni. L’ultimo, in ordine cronologico, lunedì 5 maggio, quando il suo nome è finito nel calderone dell’operazione ‘Yuan’: l’indagine della Squadra mobile che ha portato 5 persone in carcere e altrettante ai domiciliari (leggi qui). A vario titolo sono accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, corruzione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e alterazione di documenti per il rilascio di un titolo di soggiorno. Secondo le contestazioni i titolari di un’agenzia di pratiche amministrative, con la complicità degli appartenenti all’amministrazione pubblica, avrebbero creato le condizioni per ottenere il nulla osta a ricongiungimenti familiari, rinnovi di permessi di soggiorno a cittadini cinesi privi dei requisiti necessari, falsificando certificati e creando residenze e attività di lavoro fittizie. Il tutto, ovviamente, dietro lauto compenso.
Ma il nome di De Vuono torna anche nella maxi inchiesta che ha portato al commissariamento del Comune di Foppolo, dove ha rassegnato le dimissioni da segretario comunale nel maggio 2018. L’accusa formulata nei suoi confronti è falso: solo uno degli oltre quaranta capi d’imputazione contestati a vario titolo dalla Procura ai 17 indagati, compresi gli ex sindaci Giuseppe Berera e il collega di Valleve Santo Cattaneo.
Dalle cime della Valbrembana a quelle della Valseriana. Dove lo scorso settembre è finito sotto indagine ad Aviatico, ancora una volta insieme a due ex sindaci. Colpa di un presunto abuso d’ufficio. La faccenda riguarda la vendita di quote della società pubblica Monte Poieto srl.
“Il lavoro del segretario De Vuono presso il nostro Comune si è sempre svolto nel pieno rispetto delle norme – commenta il sindaco di Orio al Serio, Alessandro Colletta -. Eravamo attendisti prima e siamo garantisti ora. Personalmente, in assenza di condanne, non mi sento di dare alcun giudizio”.
Nel mirino degli inquirenti – per l’operazione denominata ‘Yuan’ – è finito anche il comandante della Polizia Locale di Orio al Serio, Mattia Cirrone. “Con loro avevo un rapporto fiduciario – aggiunge Colletta -. Non posso che sentirmi profondamente addolorato per la notizia”.
Entrambi, come previsto dalla normativa vigente, saranno sospesi dall’incarico. In attesa che la giustizia faccia il suo corso e, soprattutto, faccia una volta per tutte chiarezza.


