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Bufera sul Salone del Libro, Gigi Riva: "Ci sarò altrimenti vincono i fascisti" - BergamoNews
L'intervento

Bufera sul Salone del Libro, Gigi Riva: “Ci sarò altrimenti vincono i fascisti”

Il giornalista bergamasco presenterà un incontro con gli autori di "Vento in scatola": "Nessuna 'Altaforte' sarà un deterrente a confrontarmi con il pubblico su un tema così importante come la situazione carceraria del nostro Paese".

La presenza al Salone del Libro di Torino di Altoforte, casa editrice vicina a CasaPound che ha pubblicato Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio, ha fatto sì che il conto alla rovescia per l’apertura della kermesse (giovedì 9 maggio) si trasformasse in un polverone polemico.

All’evento, che continuerà fino al 13 maggio, parteciperà anche il giornalista bergamasco Gigi Riva, già autore tra gli altri de “L’ultimo rigore di Faruk” e protagonista nel capoluogo piemontese della presentazione di “Vento in scatola”: abbiamo chiesto a lui cosa pensasse della questione.

“Io, sincero antifascista, figlio di partigiano, sarò al Salone di Torino per presentare il libro ‘Vento in scatola’ scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e dal detenuto Glay Ghammouri, tunisino, ex militare, detenuto in Italia perché ha commesso un grave delitto.

Ci sarò nonostante la presenza della casa editrice ‘Altaforte’ dell’autocertificato fascista Francesco Polacchi.

Ci sarò chiedendomi cosa faccia la magistratura visto che la Costituzione repubblicana vieta ‘sotto qualsiasi forma’ la ricostruzione del partito fascista e la legge Scelba sanziona l’apologia di fascismo e i metodi razzisti. E Polacchi fa apologia di fascismo.

Ci sarò perché non sono un magistrato e ho ben chiara la separazione dei poteri.

Ci sarò perché, come ho imparato durante le manifestazioni degli Anni 70 a Bergamo quando ero un ragazzo, ‘non si lasciano spazi ai fascisti’.

Ci sarò perché nessuna ‘Altaforte’ sarà un deterrente a confrontarmi con il pubblico su un tema così importante come la situazione carceraria nel nostro Paese.

Ci sarò perché altrimenti vincono loro.

Ci sarò perché la propaganda derivata dallo scandalo va tutta a vantaggio dei fascisti e voglio pieni i teatri dove si veicolano altre idee.

Ci sarò perché chi è assente ha torto, come insegna una regola basilare della democrazia.

Ci sarò perché Torino è una straordinaria occasione culturale per far sentire la propria voce.

Ci sarò perché mi piace annegare nell’odore dei libri”.

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