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Bergamo

Arriva Loredana Berté col suo tour: cresce l’attesa per il concerto al Creberg

La cantante chiuderà la seconda parte del "LiBerté tour teatrale 2019" martedì 21 maggio al Creberg Teatro Bergamo.

Alle spalle una super hit estiva, una lunga serie di concerti sold-out e un Festival di Sanremo vissuto da grande protagonista. Ora un tour teatrale di successo, un brano che imperversa ovunque, la partecipazione a un programma in tv: stiamo parlando di Loredana Berté, ovviamente.

La cantante chiuderà la seconda parte del “LiBerté tour teatrale 2019”, martedì 21 maggio alle 21 al Creberg Teatro Bergamo: con la grinta che la contraddistingue, cavalcherà questo palcoscenico regalando musica ed emozioni.

“Cosa ti aspetti da me”, il brano in gara al Teatro Ariston, ha avuto ben 3 standing ovation (un evento unico nella storia del Festival di Sanremo), oltre 20 milioni di click su YouTube, 5 milioni di streaming e la certificazione “Disco d’oro” di Fimi Gfk.

Niente di strano per un’artista in scena da oltre quarant’anni, sempre attuale, sempre in sintonia – lei che è stata sempre un passo avanti per ricerca e grandezza artistica – con i gusti del pubblico.
Quando hai un talento così grande, una voce così particolare, il tempo che passa serve solamente a consolidare e ampliare il riconoscimento per una carriera sempre aperta al futuro.

“Cosa ti aspetti da me” è solo una perla di “LiBerté – Sanremo Edition”, l’album uscito dopo la partecipazione al festival sanremese che al precedente “LiBerté”aggiunge anche due medley live registrati durante il tour dello scorso anno.

LiBerté/L’Album

Liberté è una rivendicazione del diritto alla follia intesa come Libertà. Proprio come scrisse Aristotele: “Non esiste grande genio senza una dose di follia”. È l’essere fedeli al proprio io anche a costo di essere tacciati di follia, perché il pensare con la propria testa può liberarti da quella camicia di forza che possono rappresentare certe regole sociali. In sintesi, è un inno alla libertà di essere folli, di essere sé stessi. Senza compromessi. Perché è proprio questa “sana follia” a poter permetterci di realizzare grandi cose e a renderci “normali”. Perché quando si è se stessi si è unici. Non a caso, l’album si conclude con un forte messaggio della stessa artista: “Diverso uguale unico. No al bullismo”.

Loredana “non segue le regole del branco”, non l’ha mai fatto, e adesso vuole cantare a pieni polmoni la verità. La sua verità. Quella di una donna che, dopo aver festeggiato i suoi primi quarant’anni di carriera (nel 2016, con il progetto “Amici non ne ho… Ma amiche sì”, culminato con un concerto-evento all’Arena di Verona), si guarda alle spalle e traccia un bilancio della sua esistenza fino ad oggi e può permettersi di descrivere anche quello che, con l’esperienza di 10, 100, 1000 vite (quali lei ha vissuto) ha capito della condizione umana e delle sue dinamiche.

Loredana Berté

“LiBerté” è un disco importante. Non solamente perché è il suo primo album in ben tredici anni ad essere composto da soli brani inediti ma, soprattutto perché è  uno dei suoi lavori più schietti, diretti e sofferti. Ricorda per attitudine i suoi dischi degli anni ’90 (“Ufficialmente dispersi” e “Un pettirosso da combattimento”), quelli che la videro per la prima volta interprete di testi scritti di suo pugno per esorcizzare i propri demoni, paure e insicurezze. Non a caso, in “LiBerté” Loredana torna a cantare i suoi pensieri e le sue riflessioni, firmando gran parte dei brani contenuti nell’album.

Dopo quarant’anni di carriera, 14 album in studio ed oltre 7 milioni di copie vendute, sembrerebbe tutto già fatto e detto. E invece le canzoni di “LiBerté” sono dieci manifesti che raccontano chi è Loredana oggi. Una donna che non si accontenta di essere un’icona da venerare e onorare, ma che vuole dimostrare di avere ancora tante cose da dire. Finalmente libera da qualsiasi costrizione, proprio come nelle immagini che accompagnano il booklet del disco, un concept che porta la sua stessa firma.
“Se Dio ha barato a mio sfavore dovrà saldare il conto con la mia anima carbone”, ruggisce in uno dei pezzi più amari e intensi del disco, “Anima carbone”.

In questo disco c’è tutta la disobbedienza e la vena libera e politicamente scorretta di “una per cui la guerra non è mai finita” (come cantava in “Non sono una signora”, uno dei tanti manifesti scritti per lei da Ivano Fossati, che qui torna a regalare a Loredana un suo gioiello, il rock’n’roll grezzo di “Messaggio dalla luna”), di un’edonista radicale che vive alla giornata senza per forza pretendere dal domani qualcosa in cambio, che non ha soluzioni o risposte da dare.

Per avere ulteriori informazioni e per i biglietti telefonare al numero 035343434, inviare un’e-mail a biglietteria@crebergteatrobergamo.it oppure accedere a www.ticketone.it

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