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Candidata arrestata, Forza Italia: “Sospesa”, Stucchi: “Incensurata, scelta dagli azzurri”

Leandra Pavorè, in lista a Bergamo per il centrodestra, è accusata di aver favorito l'immigrazione clandestina di molti cinesi

Yuan. Così si chiama l’operazione della Questura di Bergamo di lunedì mattina che ha portato all’arresto (portati in cella o ai domiciliari) di dieci persone, tra cui c’è anche Leandra Arnaldo Pavorè, conduttrice televisiva del programma “Il salotto di Leandra“, attivista contro la violenza sulle donne con l’associazione di cui è presidente LeaOnlus, scrittrice e candidata con Forza Italia per le elezioni del 26 maggio per la carica di consigliere a Bergamo, dopo essersi già candidata cinque anni fa.

L’accusa è di essere ritenuta (con lei anche i poliziotti locali di Bergamo Andrea Sciortino e Leo Pezzimienti, e Mattia Cirrone, comandante a Orio al Serio, un segretario comunale di vari paesi della Bergamasca, Saverio De Vuono, un dipendente della Questura di Bergamo, ufficio immigrazione, Pierpaolo Perozziello) “responsabile a vari livelli di favoreggiamento aggravato della immigrazione clandestina, falsità ideologica, alterazione di documenti e corruzione”.

Il commento di Giacomo Stucchi, candidato sindaco del centro destra che la Pavorè sostiene come candidata nella lista di Forza Italia, non si è fatto attendere: “Intanto un ringraziamento e complimenti alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’operazione che ha portato agli arresti odierni a Bergamo. Per quanto concerne la candidatura della signora Leandra Pavorè, che non conosco personalmente e credo di aver incrociato una sola volta ad un recente evento elettorale, ricordo che si tratta di una persona incensurata e che finora non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia, pertanto, esattamente come gli altri 127 candidati al consiglio comunale delle quattro liste che mi appoggiano, è stata scelta da Forza Italia per via della sua militanza attiva e del suo impegno unilaterale e sociale per la città di Bergamo, come era stata candidata per le stesse ragioni anche nel 2014. Ora aspettiamo serenamente che sia la giustizia a fare chiarezza su questa vicenda, augurando alla signora Pavorè di poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che le vengono imputati.”

“Sconcertato e amareggiato” si dice Stefano Benigni, deputato e consigliere comunale di Forza Italia a Bergamo, che mai poteva sospettare che Pavorè potesse essere coinvolta in un fatto simile: “Per noi è un fulmine a ciel sereno. Tutto quello che potevamo fare per creare una lista che fosse il più pulita possibile l’abbiamo fatto: su Leandra non avevamo dubbi. Non solo perché la conoscevamo visto che si era già candidata con noi 5 anni fa, ma perché il suo certificato penale (presentato nel momento della candidatura) era assolutamente pulito. Non c’era niente che potesse farci avere dei dubbi su di lei, anche perché è sempre stata una donna attenta, rispettosa e impegnata nel campo del sociale. A livello nazionale come Forza Italia abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione, perché, anche se la vicenda non è legata alla politica, lede il nome del partito. Formalmente, tuttavia, il suo nome rimarrà nella lista perché è già stata depositata e, quindi, in essere, così come resterà sui tabelloni elettorali. Spero si possa risolvere, ma i fatti sono evidentemente gravi, per questo abbiamo chiesto una sospensione politica.”

Un commento è arrivato anche da Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: “Ringrazio le forze dell’ordine per l’intervento che oggi ha messo la parola fine a Bergamo a un circuito di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina e corruzione legato al rilascio di permessi di soggiorno. Ancora una volta l’immigrazione si trasforma in un business per alcuni dipendenti pubblici e persone legate alla politica. Salvini che ha attaccato tutti per le speculazioni sui migranti si trova il problema in casa con l’arresto di una candidata al Consiglio comunale di una lista a supporto del suo candidato sindaco. È un centrodestra ipocrita: fa propaganda per la sicurezza, a parole si dichiara contro il favoreggiamento dell’immigrazione e poi viene accusato di fare affari sui permessi di soggiorno.”

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