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Atalanta da Champions sull’Eurostar: nerazzurri mai così forti fuori casa

Il Papu è l'anima della squadra grandi rimonte: 11 più 2 nelle Coppe. Lazio fuori gioco, per il 4° posto ancora due vittorie?

Mai così in alto, a un punto dal terzo posto: ma quel che conta ora è blindare il quarto posto, che vale una Champions League storica. Le altre camminano, un punticino per volta Torino e Roma e il Milan dovrebbe vincerle tutte…

Inutile insistere col giochino, meglio la Champions o la Coppa Italia? Questa Atalanta merita di conquistarsele tutte e due, impossibile scegliere o rinunciare a uno dei due traguardi. Ben lontana dai numeri e dai bilanci di qualche grande club che la precede o la sta (forse vanamente) inseguendo. Ma non arrivi ai vertici della classifica se non hai il gioco più bello della Serie A, lo dicono tanti critici e anche Gasperini, l’allenatore più bravo. “L’Atalanta è un grande club”, ha detto qualche giorno fa il ct Mancini, prima di andare all’Olimpico ad assistere al ko della sua ex squadra.

È l’Atalanta delle grandi rimonte. Praticamente una partita su tre (più o meno) in campionato è andata così: nerazzurri subito sotto e costretti a recuperare. Quello dell’Olimpico contro la Lazio è l’undicesimo risultato in rimonta, sei vittorie e cinque pareggi. Roba da mal di cuore, perché anche nella sfida alla squadra di Simone Inzaghi dopo appena 3′ l’Atalanta era già sotto. Uno choc, che in passato avrebbe dato probabilmente il la a una goleada laziale.

Invece no, i nerazzurri si sono messi a macinare gioco come niente fosse, come avevano fatto alla prima trasferta di questo campionato, il 27 agosto contro la Roma e Pastore in gol dopo appena 2′. Ma Castagne si ricorda bene e infatti, come allora, dopo il pari di Zapata il belga ha segnato anche contro la Lazio, una rete pesantissima, quella del sorpasso, quella che allontana la Lazio dalla Champions, rafforzata poi dall’autogol di Wallace.

Dicevamo di questo… vizio di prendere gol pronti via, anche col Milan (Higuain al 2′), in casa con la Juve (autorete di Djimsiti al 2′) e con la Fiorentina (Muriel al 3′), ma già il 9 agosto nella trasferta in Israele per l’Europa League, contro l’Haifa, l’Atalanta era sotto dopo 7′, per poi rimontare e vincere 4-1. O in Coppa Italia contro la Fiorentina, a Bergamo prima della magica serata in semifinale. Gasperini scherzando l’ha definito “uno schema”, questa partenza falsa che ha rischiato di complicare i piani verso l’Europa. Però lo stesso Gasp, che non l’aveva mai nominata, “Non l’ho ancora detto”, ha ammesso il sogno Champions: “Dopo la vittoria di Napoli c’è più convinzione”.

Dal Napoli alla Lazio, questa squadra non finisce più di stupire, in una cavalcata sempre più entusiasmante. Un’impresa straordinaria e ci puoi arrivare solo grazie a una personalità e forza non comuni: la capacità di rialzare la testa dopo il gol subìto e ripartire tutti assieme, come un pugile che costringe l’avversario alle corde, finché non si arrende. Non è un caso che a firmare il pareggio sia stato il carroarmato Zapata (22 gol come Jeppson), ma anche che a siglare il secondo sia stato un esterno, Castagne, pronto a cogliere l’assist di Gomez mancato da Freuler. O che il terzo sia stato un autogol provocato da un difensore, Djimsiti. È la cooperativa del gol, della squadra che più di tutte ha segnato in Serie A (71).

Gomez è l’anima della squadra, il trascinatore instancabile. Ilicic al rientro va a fiammate. Ma dietro ai colpi dei fuoriclasse c’è il lavoro dei difensori, spesso in anticipo e anche nell’area avversaria, c’è un portiere che raramente sbaglia un intervento e soprattutto una gamba che dopo un’ora di gioco finisce per sovrastare gli avversari. Con Freuler e de Roon in ogni parte del campo. Così si è arresa anche la Lazio.

Per Gasperini questa Atalanta che corre più di tutte le altre è… normale: “Non c’è nessun segreto, semplicemente i ragazzi in allenamento si divertono”. Bene, anche i bergamaschi che li hanno seguiti a Roma e saranno là, per la finale di Coppa.

Mai, nella sua storia, l’Atalanta aveva vinto 10 volte in trasferta, così cade un altro record di due anni fa. L’ultimo impegno esterno sarà dai campioni d’Italia della Juve e, prima, il ritorno a Reggio Emilia. Peccato per le assenze pesanti di Gomez, Masiello e Mancini squalificati contro il Genoa: caro Gasp, pensaci tu…

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