BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Ca’ San Marco, alla scoperta di uno dei più antichi rifugi delle Alpi foto

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che oggi fa tappa nell'Alta Valle Brembana

Prendete una domenica d’estate, una passeggiata lungo le creste delle Orobie fra Val Brembana e Valtellina e, per concludere al meglio l’escursione, un pranzo gustoso contornato dall’immancabile polenta in un ospitale rifugio.

Questa è l’esperienza che vivono migliaia di turisti che durante la bella stagione raggiungono Ca’ San Marco, rifugio posto a circa 1830 metri d’altezza nei pressi dell’omonimo passo, incuranti al tempo stesso di trovarsi però in uno dei luoghi di ristorazione più antichi di tutta la catena alpina, un tempo fulcro dei traffici che univano l’Italia al Nord Europa.

Edificata nel 1593 su progetto di Alvise Priuli, Casa San Marco (o come comunemente nota anche come Ca’ San Marco), nacque inizialmente come casa cantoniera utilizzata per offrire ristoro ai mercanti di passaggio lungo la via Priulia e diretti verso il Cantone dei Grigioni.

La struttura, presidiata da un “cantoniere” che si occupava della gestione dell’edificio e dell’accoglienza dei viandanti, si divideva inoltre su due piani, il pianoterra dedicato alla stalla e al deposito utilizzato anche come dormitorio e il primo dove erano presenti un locale riscaldato e la cucina dello stabile.

Il compito del gestore di Ca’ San Marco non si fermava all’obbligo di offrire un alloggio a qualsiasi ora del giorno o della notte fosse necessario, ma comprendeva anche quello di battere durante l’inverno una pista che avrebbe così permesso ai mercanti di raggiungere il passo nonostante i cumuli e di lasciare eventualmente le merci a Mezzoldo o lungo la valle del Bitto.

Nel peggiore dei casi, quando la nevicata si faceva fitta o la nebbia diveniva impenetrabile, a soccorrere viandanti vi erano i rintocchi della campana posta sopra Ca’ San Marco che ripetutamente venivano scanditi dal cantoniere e che permettevano così a chi si dirigesse verso il passo di non perdere la strada.

Ca’ San Marco continuò a fungere come casa cantoniera almeno sino a che Venezia mantenne il dominio su Bergamo, mentre con l’arrivo dei Francesi l’edificio venne dismesso e abbandonato fino al 1954, anno in cui venne ristrutturata e riaperta come rifugio.

Ca’ San Marco rimane un luogo dove, dopo una gita domenicale, è possibile sostare e rifocillarsi, tuttavia grazie al leone di Venezia scolpito nel bassorilievo voluto dallo storico bergamasco Bortolo Belotti, ancora oggi è possibile avvertire l’atmosfera che lo scrittore inglese Thomas Coryate percepì nell’agosto 1608 osservando il simbolo di Venezia dipinto su uno sfondo dorato.

Foto Wikipedia

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.