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Peracchi: “Quota 100? Un flop: ogni 10 pensionati solo un giovane assunto”

La bocciatura arriva da Gianni Peracchi, segretario generale della Cgil Bergamo che non nasconde la sua amarezza di fronte ai risultati di Quota 100 e del reddito di cittadinanza.

“Chi ha progettato Quota 100 pensava che ogni lavoratore accompagnato alla pensione avrebbe fatto posto a tre nuovi posti di lavoro. Purtroppo ci troviamo a guardare in faccia ad una triste realtà: per ogni dieci lavoratori che vanno in pensione viene assunto un giovane. Siamo ben lontani dai parametri annunciati”. La bocciatura arriva da Gianni Peracchi, segretario generale della Cgil Bergamo che non nasconde la sua amarezza di fronte ai risultati di Quota 100 e del reddito di cittadinanza.

gianni peracchi

Peracchi esprime questo disappunto nell’osservare i dati dell’occupazione e della disoccupazione giovanile nella provincia di Bergamo.
“Smettiamola di definirci un’isola felice, è vero che nel 2018, il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) in provincia di Bergamo è più basso della media regionale (il 12% rispetto al 15%) e di tutte le altre province lombarde, con esclusione di Brescia (11,3%) – dichiara Peracchi – ma in bergamasca si registra un 20% di perdita secca dal 2004 al 2018. Un dato che sicuramente va pensare”.

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Disaggregando la disoccupazione giovanile per genere, l’11,1% è il tasso che riguarda le donne, il 12,6% è relativo agli uomini, percentuali che capovolgono le statistiche rilevate per tutta la popolazione in età lavorativa, con il tasso di disoccupazione femminile più elevato (5,9%) rispetto al dato degli uomini (4,9%). Va tuttavia rilevato che l’indice disoccupazione risulta in sensibile crescita rispetto al 2017 (dal 10,1% al 12%), l’anno forte della ripresa, in controtendenza con quanto avvenuto nella maggior parte delle province (7) . Il dato appare riconducibile, almeno in parte, al disallineamento che nel 2017/2018 si registra tra il tasso di attività e quello di occupazione. Il primo, che calcola la quota di giovani occupati e in cerca di lavoro, è aumentato dell’1,2%, con conseguente entrata nel mercato del lavoro di giovani precedentemente scoraggiati e più fiduciosi rispetto al passato; il tasso di occupazione è invece rimasto sostanzialmente stabile.

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Un aspetto interessante riguarda la lettura dei dati di medio-lungo periodo. Il tasso di occupazione dei giovani (15-29 anni) bergamaschi si è ridotto dal 2004 al 2018 di ben 20 punti percentuali, la più sensibile diminuzione rilevata in Lombardia, con l’eccezione di Mantova. Sarebbe interessante approfondire sia i motivi sia – soprattutto – le conseguenze del fenomeno rilevato. Per far ciò sarebbe necessario anche incrociare i dati sull’occupazione con quelli relativi alla scolarità dei giovani.
Un altro aspetto molto interessante.

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Incrociando i dati demografici con quelli delle forze di lavoro, si scopre che nella Provincia di Bergamo gli occupati con più di 55 anni sono passati da circa 29.000 a circa 83.000 tra il 2004 e il 2018 e gli occupati giovani (15-29) da circa 107.000 a circa 69.000. Si tratta di fenomeni importanti, che aprono scenari interessanti.

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