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L’educazione civica a scuola torna obbligatoria e basta note sul registro ai bimbi

Il deputato di Bergamo Daniele Belotti (capogruppo della Lega in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera) esprime "grande soddisfazione"

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Via libera dalla Camera alla proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria. I voti a favore sono stati 451, nessuno contrario, 3 gli astenuti. Ora il testo dovrà passare al Senato per ricevere l’esame definitivo.

La proposta prevede le reintroduzione di 33 ore annuali, il voto in pagella e la valutazione finale.

Nel testo sono state inserite anche l’Agenda 2030 e l’educazione ambientale. Inoltre tra gli obiettivi di apprendimento si prevederanno ora lo sviluppo ecosostenibile e la tutela del patrimonio ambientale e delle identità oltre che delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari. Via libera anche all’ordine del giorno con cui il governo si impegna a introdurre l’educazione emozionale.

E si è approvato un emendamento che abolisce note sul registro e sanzioni alle elementari, superando di fatto gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928. Verso gli alunni che manchino ai loro doveri – affermava l’articolo 414 – si possono usare, secondo la gravità delle mancanze, i seguenti mezzi disciplinari: ammonizione; censura notata sul registro con comunicazione scritta ai genitori, che la debbono restituire vistata; sospensione dalla scuola, da uno a dieci giorni di lezione; esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione; espulsione dalla scuola con la perdita dell’anno scolastico”.

Il deputato di Bergamo Daniele Belotti (capogruppo della Lega in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera) esprime “grande soddisfazione per l’approvazione alla Camera della nostra proposta presentata per riportare l’educazione civica sui banchi di scuola. Un passo avanti importante per la responsabilizzazione e la crescita morale dei nostri figli. Confidiamo ora in un rapido esame al Senato per il via libera definitivo a una legge che rappresenta anche una rivoluzione culturale perché questo insegnamento riguarda anche l’educazione alla legalità e questo significa anche contrasto alle mafie: è proprio dai banchi di scuola che si deve cominciare a dire che la mafia ci fa schifo”.

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