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Giovani teatranti in scena con Ercole e le sue fatiche

Lo spettacolo della compagnia teatrale "Giovani Dentro" in scena venerdì 3 e sabato 4 a Brembate Sopra

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Venerdì 3 e sabato 4 maggio il gruppo teatrale GIOVANI DENTRO metterà in scena lo spettacolo “La 13^ fatica di Ercole”, alle 20.30 all’auditorium dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Brembate di Sopra.

Perché venire a vedere questo spettacolo? “Perché ho un bellissimo costume”, dice Stefano, interprete di Apollo. “Perché se volete vivere qualcosa del giorno d’oggi in un mondo passato, dovete passare da noi”, dice l’eroe, Davide. “Perché viene affrontata una delle più toccanti tragedie greche”, dice l’attrice protagonista, Sara.

Quale tragedia greca? Una delle più toccanti, sì, ma anche una delle più controverse: l’Alcesti di Euripide. Andata in scena nel 438 a.C. presso il teatro di Dioniso ad Atene, quest’opera non ha ancora smesso di affascinare spettatori e studiosi. Continua a parlarci, perché questa storia fa parte di noi.

La trama è molto semplice: c’è il protagonista, Admeto, il principe della città di Fere in Tessaglia, minacciato dalla Morte, il mostro “odioso agli uomini e agli dei”. C’è la principessa, Alcesti, che dimostra il coraggio di un’eroina e che viene rapita. C’è infine l’eroe, Eracle, che porterà il lieto fine nella reggia di Admeto.
Per descrivere i nostri personaggi non ho scelto a caso parole della terminologia fiabesca: principe, principessa, mostro, eroe. Soprattutto, lieto fine. Quello di Alcesti è uno dei rari miti greci che si sovrappongono alla fiaba. Il mito greco, solitamente, attinge alle zone più dolorose dell’esistenza umana per creare una realtà immutabile che spieghi perché uomini ed eroi vengono sconfitti dal destino e dalla morte, subendo pene e angosce.
Alcesti invece è il solo mito in cui la Morte viene sconfitta e il destino viene ritessuto. Nel tempo del mito, sarà sempre Eracle l’unico e il solo a sconfiggere la Morte. Ma noi di Giovani Dentro volevamo riscrivere una favola moderna e ci siamo chiesti: che cosa sconfigge la morte, oggi?

Rispondere non è stato facile. Per capirlo, abbiamo letto l’Alcesti di Euripide, di Rilke, di Yourcenar. E ancora: le poesie di Emily Dickinson, l’Orfeo ed Euridice di Rilke. Al che ci siamo accorti che Alcesti supera la morte, mentre Orfeo ed Euridice no.
Ed ecco qui l’altra faccia della medaglia: non ci illudiamo che ci sia sempre un lieto fine. Il nostro destino è tessuto, ve lo spiegheranno le nostre tre Moire. Come scriveva Odysseas Elytis: ci trae per mano invisibile mano. Ma sta a noi scegliere in che cosa credere.

Come finisce questo spettacolo? Sicuramente con l’amicizia. O con qualunque cosa vogliate: anche con troppo mistero o silenzio. Abbiamo lasciato il finale volutamente aperto. Ma, parere della regista, non ve ne andrete senza un po’ di speranza.
E anzi, scommetto che anche Euripide la pensava proprio così.

Per comunicare ancor più quanto il nostro copione sia denso di speranza ed altruismo, abbiamo deciso di devolvere le offerte di entrambe le serate all’associazione “Amici della pediatria ONLUS” dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.
Non mancate! Non ve ne pentirete.

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