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Il flashmob dei ragazzi Down per sensibilizzare al lavoro foto

Un centinaio di ragazzi, con le relative famiglie, per un totale di 300 persone

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Una giornata all’insegna della gioia e del sole. Grandi sorrisi, musica e allegria hanno riempito Piazza Vecchia in Città Alta per il primo maggio con un coloratissimo e divertente flashmob realizzato dai ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down Bergamo (Aipd).

ragazzi down flash mob

Un centinaio di ragazzi, con le relative famiglie, per un totale di 300 persone al flashmob.

“Vogliamo ringraziare ATB che ci è venuto incontro, mettendoci a disposizione tre navette con partenza dalla fermata di via Gleno portando così in Città alta tutti i nostri giovani e le loro famiglie. E grazie anche alla Polizia Locale che ci ha permesso di vivere la giornata in sicurezza”, ha dichiarato Stefania Roncalli dell’Aipd Bergamo.

È dal 27 aprile, infatti, che il “Down Tour” è in giro per le strade di Bergamo. Si tratta di un camper, con a bordo persone con Sindrome di Down, familiari ed accompagnatori, partito il 21 marzo da Roma e che sta percorrendo l’Italia in 36 tappe, per terminare il proprio viaggio il 13 ottobre in occasione della Giornata Nazionale delle persone down per sconfiggere insieme il pregiudizio. Tanti gli eventi in Bergamasca fino 4 al maggio, per riflettere sull’inclusione delle persone con disabilità, mettere da parte i pregiudizi, rafforzare il diritto di scelta sul proprio futuro.

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All’interno dell’ iniziativa, il flashmob del primo maggio sotto il segno dell’ hashtag: “#DownLavoro”.

“Non aiutarmi a realizzare un sogno: considerami un lavoratore”: è quello che chiedono i giovani dell’Aipd. Non un sogno, quello dell’inserimento lavorativo, ma un obiettivo e anche una realtà, come raccontano, nel video “Inclusione lavorativa”, diffuso dall’associazione in questi giorni, nove imprenditori europei, che hanno scelto di inserire nel proprio staff lavoratori con sindrome di Down. E sono soddisfatti di questa scelta, che non solo è giusta, ma anche conveniente: migliora il clima di lavoro e l’affiatamento del gruppo, piace ai clienti e conviene anche dal punto di vista economico.

Un flashmob nazionale che si è svolto alle 11 del Primo Maggio in numerose città italiane da Bergamo a Siracusa. L’evento, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inserimento al lavoro delle persone con sindrome di Down, è una delle attività previste dai progetti “Lavoratori con sindrome di Down, da assistiti a contribuenti” e “Chi trova un lavoro trova un tesoro”, finanziati rispettivamente dal Dipartimento per le Pari Opportunità e dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

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Al 31 dicembre 2018, sono 198 le persone con sindrome di Down della rete AIPD che lavorano con contratto a tempo determinato o indeterminato: circa il 16,4% del totale dei maggiorenni presenti nella rete. Tre quarti di questi hanno un contratto a tempo indeterminato e provengono soprattutto da centro (58,1%) e sud (25%), dove la rete AIPD è più presente e più carente il servizio pubblico. Nel 2018 sono state realizzate 42 nuove assunzioni
tramite i progetti di AIPD, di cui 13 a tempo indeterminato, attivati 79 nuovi tirocini extracurriculari a norma di legge e 14 stage brevi in Italia e all’estero.

La maggior parte degli inserimenti avviene in azienda, il resto in cooperative sociali di tipo B. Diverse le tipologie delle aziende che impiegano questi lavoratori: si tratta, nel dettaglio, di bar, pub, ristoranti, mense, supermercati, gelaterie, fast food, hotel, librerie, enti pubblici, fabbriche, farmacie, parrucchieri, case di riposo, negozi di ottica,
aeroporti, negozi di abbigliamento, una banca e una scuola di lingue. Dall’inizio del 2019, sono stati
avviati, grazie ai progetti “Chi trova un lavoro” e “Persone con sindrome di Down al lavoro”, 17 tirocini locali (a Brindisi, Catanzaro, Termini Imerese, Bari, Bergamo, Castelli, Cosenza, Livorno, Pisa, Roma, Venezia, Latina) e 9 tirocini fuori città di una, due o tre settimane continuative (4 al Quirinale, 2 a Bardolino, uno a Barcellona, uno a Milano e uno ad Amburgo).

“Fino a non molti anni fa sembrava impossibile parlare di lavoratori con sindrome di Down nel libero mercato – commenta Anna Contardi, coordinatrice nazionale di AIPD – Oggi sappiamo che è possibile e utile, per il lavoratore, per l’azienda e per la società. Ci insegnano ogni giorno che l’attenzione alle piccole cose e alle persone ci fa vivere meglio, tutti, e che questa cosa ci riguarda”.

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