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“Primo Maggio: non si può pensare di fare industria senza essere sociali ed etici” - BergamoNews
Olivo foglieni

“Primo Maggio: non si può pensare di fare industria senza essere sociali ed etici”

Pubblichiamo l'intervento sulla festa del 1° maggio di Olivo Foglieni, vice Presidente di Confindustria Bergamo con delega alle Infrastrutture, Ambiente e Sicurezza

Olivo Foglieni, vice presidente di Confindustria Bergamo con delega alle Infrastrutture, Ambiente e Sicurezza, sul significato e l’importanza del Primo Maggio.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
È il primo articolo della nostra Costituzione. Un carta fondamentale per il nostro Paese che spesso ignoriamo o dimentichiamo. Con torto.

I padri costituenti tra le prime parole usarono democrazia e lavoro. Due diritti che implicano due doveri che sono alla base della nostra società e che sono attualissimi anche nell’Unione Europea.

La democrazia: per essere parte della vita di questo Paese con le scelte di voto, il rispetto delle Leggi e la partecipazione alle spese con il pagamento delle tasse e delle imposte.

Il lavoro come diritto: perché la donna e l’uomo abbiano a realizzarsi con il loro ingegno e costruiscano, ognuno per la propria parte, al benessere proprio e del Paese.

Proprio per l’importanza di queste due parole che sono i pilastri del primo articolo della nostra costituzione è giusto e doveroso che ci sia una festa oggi, primo maggio. Il lavoro è un diritto, ma anche un traguardo, un obiettivo da raggiungere per realizzare sé stessi con i propri talenti e capacità ed essere indipendenti economicamente.

Guardo con soddisfazione ai dati dell’Istat resi noti ieri dai quali emerge che il tasso di disoccupazione a marzo 2019 è diminuito di 0,4 punti rispetto a febbraio arrivando al 10,2%, il dato più basso dopo agosto 2018 (era al 10,1%). Rispetto a marzo 2018 il calo è di 0,8 punti percentuali. Le persone in cerca di occupazione sono 2.641.000 con un calo di 96.000 unità su febbraio e di 208.000 unità su marzo 2018.

Olivo Foglieni

E si riduce anche il tasso di disoccupazione giovanile (tra le persone tra i 15 e i 24 anni): a marzo 2019 è sceso al 30,2%, il dato minimo da ottobre 2011.

La nostra provincia ha un sistema produttivo in buona salute: l’export tira, la ripresa economica nel triennio 2013-2016 è stata la migliore della Penisola e la disoccupazione è tra le più basse delle 107 province italiane. Anzi, c’è da sottolineare che più del 25% delle aziende bergamasche ha difficoltà nel trovare lavoratori. Segno che la Bergamasca oggi rappresenta una terra che offre opportunità.
A noi imprenditori il compito che questa attesa non risulti vana, che le persone si realizzino nel lavoro con le giuste tutele in materia di formazione, sicurezza e giusta gratificazione economica.

Alla luce di queste considerazioni si comprende come sia necessario riservare un giorno all’anno alla festa dei lavoratori. Si badi bene: dei lavoratori, non del lavoro.
Sono le persone protagoniste, non la loro occupazione o mansione.

Se non partiamo dalle persone tutto il ciclo produttivo è inutile. Vuoto a perdere.
Le persone che entrano in relazione tra loro, sanno fare squadra e condividono un progetto comune di crescita sono il vero motore di un’azienda, di una società e di una nazione o di un continente come l’Europa.

Il lavoro serve per far sì che la persona si realizzi, si senta gratificata, sia economicamente indipendente e possa partecipare alla costruzione di una società migliore, dove nessuno venga escluso, bandito, emarginato.

Ognuno può nel proprio ruolo essere un tassello importante di questo grande disegno e fare in modo che anche le persone più fragili non siano relegate ai margini.
Una società che guarda alla persona e al futuro e non ha ghetti, non ha porti chiusi, non ha muri, ma costruisce piazze, ponti, vie d’accesso.
Una società che crede nello sviluppo non teme il confronto, ma guarda al diverso come possibilità, valore aggiunto e ricchezza.

Condivisione e cooperazione hanno le stesse iniziali di crescita e di creatività, parole che nel linguaggio economico significano sviluppo e benessere.
Non solo per le aziende, ma per tutti.

Alla politica il compito di facilitare e semplificare i processi che favoriscano le condizioni di sviluppo e di crescita.

Dal 1945 l’Europa, continente da sempre teatro di scontri e di guerre, ha saputo costruire un’unione di Stati che nella pace hanno prosperato. Quel progetto politico va rafforzato, l’unione ha dimostrato la sua potenza, ora si trovi il giusto equilibrio perché tutti i cittadini d’Europa siano davvero protagonisti e abbiano le stesse possibilità, perché chi bussi alle nostre porte trovi un’opportunità, chi giunge sulle nostre coste abbia ospitalità e un’occasione per risollevarsi.
La festa dei lavoratori è questo: una giornata per non dimenticare come la crescita e lo sviluppo sono occasione di realizzazione per tutti.

Non si può più pensare di fare industria o business senza essere inclusivi, senza essere sociali ed etici. Il profitto deve essere strumento o mezzo, non un fine.

Le opportunità di lavoro che offre la bergamasca dimostrano che c’è posto per tutti e che c’è spazio per più mansioni e per diverse figure occupazionali.
La realizzazione di ogni uomo è una conquista dell’intera società. A ognuno di noi la responsabilità di questo compito, nessuno si senta escluso o esente.
Buon 1° maggio!

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