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L’Atalanta suona la nona (11 con la Coppa) e sente la musichetta della Champions

Nove risultati utili, l'attacco più forte della Serie A e in 112 anni di storia nerazzurra con 68 reti. Il quarto posto? Neanche due anni fa alla 34esima...

Ma chi la ferma, questa Atalanta? Tre vittorie in sette giorni sembra la perfetta dieta da Champions, al quarto posto come nemmeno due anni fa alla 34 giornata: l’Atalanta allora era quinta (e finì quarta) con 64 punti, a tre dalla Lazio, davanti Juve prima, poi Roma e Napoli. Ora la quota per la Coppa con le grandi orecchie si è abbassata e vedremo quanti punti serviranno, ma intanto possiamo continuare tutti a sognare.

Dite pure, se volete, che è un’Atalanta bella di notte, dal lunedì del posticipo di Napoli al giovedì di Coppa a Bergamo fino all’ultimo lunedì che ha salutato la vecchia Curva Nord. Dall’altra parte, nella Curva Sud-Morosini, uno striscione sembrava premonitore: “Grazie vecchio Comunale”. E il vecchio stadio, che da oggi comincia il restyling, ne ha viste di notti magiche! L’ultima, appunto, un’altra serata-show, vittoria sofferta ma meritata contro l’Udinese respinta dal palo.

D’altra parte come potevano, i friulani, riuscire a fermare il più forte attacco della Serie A (68 reti, come la Juve)? O l’attacco più forte in 112 anni di storia nerazzurra: 68 reti, superato il limite del campionato 1949-50. Per una volta può pure restare a digiuno il Panterone Zapata, ma quanto ha corso e sportellato per tutta la partita, continua spina nel fianco della difesa bianconera. Un carro armato. Che poi altri abbiano scritto il loro nome sul selfie della partita è un’altra dimostrazione che quella del Gasp è un’orchestra di altissimo livello, non solo per i suoi tre tenori. Anzi, uno era a riposo, Ilicic, affaticato e (speriamo) pronto a rientrare alla prossima, altro esame Champions e primo dei due round contro la Lazio.

Intanto l’orchestra nerazzurra suona la nona, il nono risultato utile consecutivo, undicesimo se teniamo conto delle due partite di Coppa (il primo è stato il 3-3 di Firenze due mesi fa), con 7 vittorie e 4 pareggi. Mica male, no?

Classifica

Comunque, dicevamo delle firme di Masiello, che da improvvisato centravanti si è procurato il calcio di rigore facendo da apriscatole a una partita che sembrava un’altra volta bloccata, con la porta dell’Udinese stregata e quasi inviolabile. Invece no, Masiello si prende il pestone come il Papu contro la Fiorentina in Coppa Italia e, nella stessa porta, de Roon tira una cannonata proprio come aveva fatto Ilicic contro i viola.

È la ricetta migliore: un colpo secco e ti togli il pensiero, senza cercare angoli, il portiere si spiazza da solo. E poi il bis con Pasalic, che all’80’ aveva segnato una settimana prima a Napoli… Probabilmente il croato è un diesel e nei minuti finali si accende e risolve.

Quarantacinque minuti se li è giocati anche il diciottenne Piccoli, bergamasco cittadino di Monterosso, abbastanza strutturato fisicamente (Barrow, fuori per un dolore intercostale nell’ultimo allenamento, sembra la metà di Zapata) e qualche pallone è riuscito a tenerlo in attacco. Si farà non solo le ossa.

Il trascinatore resta il Papu, che alla bella età di 31 anni corre ovunque, cerca la porta ma trova il portiere, offre assist, rincorre gli avversari fino alla propria area di rigore, prende calci e si rialza come una molla. Highlander Papu fa ballare gli avversari e dirige l’orchestra nerazzurra.

E Gasperini è quasi commosso quando fa i complimenti ai suoi, quando gli chiedi del Papu tuttocampista, di de Roon che fa anche lo stopper e Masiello il centravanti: “Straordinari tutti. Vi chiedete come fanno? Sono giocatori che possono giocare in tutti i ruoli, sono allenatori in campo e ormai giocano a memoria. Peccato solo che il campionato non sia finito, però adesso siamo quarti da soli e siamo felici”.

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