Quantcast
Cottarelli a Bergamo: "Senza riforme l'economia italiana non tornerà a crescere" - BergamoNews
L'economista

Cottarelli a Bergamo: “Senza riforme l’economia italiana non tornerà a crescere” fotogallery

L'economista Carlo Cottarelli ospite dell'assemblea dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo ha evidenziato come l'Italia sia un Paese che nel contesto europeo cresce poco economicamente a causa delle mancate riforme: dalla giustizia alla burocrazia.

“Dobbiamo rimboccarci le maniche”. Carlo Cottarelli, economista all’Università Cattolica del Sacro Cuore, lo ripete più volte all’assemblea dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo che si è svolta lunedì 29 aprile al Museo Time Itis Paleocapa.

Che cosa intende per rimboccarci le maniche?
“Tutti noi ci lamentiamo, aspettiamo che lo Stato intervenga – risponde Cottarelli – forse, non abbiamo compreso che lo Stato siamo tutti noi. Ognuno di noi. Anche nel voto. Se si preferiscono i partiti che promettono stipendi o pensioni facili, significa che non si vuole guardare in faccia alla realtà. L’Italia deve tornare a crescere economicamente. Per farlo necessita di riforme che vanno da una burocrazia più snella, un’amministrazione pubblica più efficiente e una giustizia civile che funzioni meglio. Non si può credere a chi promette di abbassare le tasse con il debito pubblico che abbiamo. La soluzione non è abbassare le tasse per poi farsi prestare altri soldi, ma crescere e combattere l’evasione fiscale. Secondo le mie stime lo Stato perde ogni anno 130 miliardi in evasione fiscale, se si pensa che l’istruzione dalla scuola materna all’università costa allo Stato 65 miliardi ci rendiamo conto di quanto ogni anno lo Stato perda e di conseguenza tutti noi”.

Abbiamo bisogno quindi di una stagione di riforme?
“Sì, senza dubbio. Ma gli italiani credono più a chi promette di mandare in pensione prima rispetto a chi dice di ridurre la burocrazia”.

Osserviamo che ci sono giovani laureati con uno stipendio ben sotto la soglia dei mille euro. Non si rischia di perdere una generazione che vive nella precarietà e che non avrà in futuro una pensione?
“Il problema è l’economia italiana che non cresce. È da vent’anni che è così. Non è mai successo nella storia dell’Italia. È un fatto eccezionale e se l’economia non cresce è difficile che ci siano buoni posti di lavoro, ben retribuiti, per i giovani”.

È più pessimista o realista sulla situazione italiana?
“I numeri parlano chiaro, la situazione non è catastrofica. Non siamo alla recessione del 2011, per intenderci. Dopo gli annunci di crescita superiori al 2%, ora il Governo stima una crescita dello 0,2%. Io sono più realista, ci sarà una ripresina e arriveremo allo 0,4%, ma stiamo parlando sempre di zero virgola. Per crescere e sbloccare questa situazione servono una serie di riforme che incidano sul sistema economico e lo facciano ripartire”.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
leggi anche
Alessandro Arioldi
Giovani di confindustria
Realtà e percezione, Arioldi: “Occupazione e crescita ci sono se si fa squadra”
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI