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Scade il termine per il saldo e stralcio dei tributi: chiesta una proroga

Tutte le persone fisiche che presentano un ISEE inferiore a 20.000 euro e che hanno in essere debiti scaduti nei confronti di Equitalia (ora diventata Agenzia della Riscossione) possono cavarsela pagando al massimo il 35% dell’imposta scaduta.

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Martedì 30 aprile scade il termine per presentare la domanda di saldo e stralcio dei tributi dichiarati e non versati nel periodo compreso dal 2000 al 2017.

Ma il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha chiesto una proroga: “Il perdurare dei malfunzionamenti informatici della piattaforma online
dell’Agenzia delle Entrate ha impedito ai professionisti di presentare le domande di rottamazione-ter (prevista dal DL fiscale n. 119/2018) e per il saldo e stralcio delle mini-cartelle esattoriali (introdotto dalla Legge di Bilancio 2019) in scadenza domani, martedì 30 aprile” denuncia in una lettera firmata dalla presidente Marina Calderone indirizzata al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Intanto queste sono le regole: tutte le persone fisiche che presentano un ISEE inferiore a 20.000 euro e che hanno in essere debiti scaduti nei confronti di Equitalia (ora diventata Agenzia della Riscossione) possono cavarsela pagando al massimo il 35% dell’imposta scaduta.

Per farlo è sufficiente presentare l’apposita domanda sulla base delle indicazioni di seguito riportate e si potranno ottenere lo stralcio delle sanzioni e degli interessi e di parte dell’imposta stessa.

Più nel dettaglio, chi ha un ISEE del nucleo famigliare inferiore a 20.000 euro potrà saldare il proprio debito con stralcio intero di interessi e sanzioni e corrispondendo soltanto:

– il 16% dell’imposta e altri interessi se l’ISEE è minore di 8.500 euro;

– il 20% dell’imposta e altri interessi se l’ISEE è compreso tra 8.500 e 12.500 euro;

– il 35% dell’imposta e altri interessi se l’ISEE è compreso tra 12.500 e 20.000 euro.

La procedura inizia manifestando entro il 30 aprile 2019 la propria volontà a definire i sospesi da parte del debitore.

Per farlo deve essere presentata la domanda mediante apposito modello denominato “SA-ST” scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o presso gli sportelli in via Andrea Moretti 11 a Bergamo.

Entro ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunica il conteggio degli importi dovuti oppure il diniego qualora le imposte dovute non rientrino nell’agevolazione.

Il dovuto si paga in 2 anni sulla base delle seguenti scadenze:

– pagamento della prima rata pari al 35% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2019;

– pagamento della seconda rata pari al 20% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2020;

– pagamento della terza rata pari al 15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2020;

– pagamento della quarta rata pari al 15% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2021;

– pagamento della quinta rata pari al 15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2021;

Resta ferma la possibilità di pagare in un’unica soluzione entro il 31 novembre 2019.

Possono essere “stralciati” gli importi relativi a imposte sui redditi (IRPEF), IVA, IRAP, imposte sostitutive, oltre ai contributi previdenziali di artigiani, commercianti e professionisti dichiarati e mai versati.

Si ricorda infine che i suddetti debiti, se di importo inferiore ad euro 1.000 e relativi al periodo 2000-2010 sono annullati di diritto ai sensi del DL 119/2018.

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