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Assalto ultrà atalantini alla polizia: vendetta per Firenze o torto al Bocia? fotogallery video

I possibili motivi del blitz prima della sfida con la Fiorentina e una certezza: nessun politico ha solidarizzato con i 25 agenti feriti

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Era da almeno un paio d’anni che allo stadio di Bergamo filava tutto liscio, o quasi. L’assalto degli ultrà atalantini contro le forze dell’ordine prima di Atalanta-Fiorentina ha colto di sorpresa tutti. Dal loro blitz improvviso, intorno alle 19, si è innescato un clima di tensione che ha coinvolto anche i rivali viola. Alla fine il bilancio è di 25 agenti feriti, tra cui uno con prognosi di trenta giorni e un altro di quindici, e due denunciati, uno per tifoseria.

Atalanta-Fiorentina, 15 agenti feriti

Ma perchè i bergamaschi sono tornati a colpire? È la domanda che si sono posti gli agenti della questura di Bergamo, ora impegnati nelle indagini per cercare di identificare i responsabili.

La prima ipotesi, la più elementare, è quella di una sorta di “vendetta” nei confronti della polizia in seguito ai gravi fatti di Firenze.

Dopo due mesi nessuno, nemmeno il ministro dell’Interno Matteo Salvini in visita martedì a Bergamo, ha ancora chiarito i motivi di quella violenta carica al pullman con a bordo gli atalantini che tornavano dalla Toscana al termine della gara di andata contro l’allora squadra di Pioli. Trenta i bergamaschi feriti quella sera.

Sulla vicenda è calato il silenzio, sia da parte delle istituzioni, che della stessa tifoseria nerazzurra. Nemmeno uno striscione a riguardo è stato esposto durante la sfida di ritorno con i gigliati. Strano. Forse alla base c’è un ordine “politico”, che qualcuno però non ha gradito, pensando così di farsi sentire assaltando le forze dell’ordine schierate in viale Giulio Cesare?

Ma, c’è un ma. Solo un paio di settimane fa mezza Curva Nord era scesa in piazza per chiedere il ritorno del Bocia Claudio Galimberti allo stadio, colpito da Daspo. Alcuni curvaioli storici si erano anche recati dal nuovo questore Maurizio Auriemma per discutere della questione. E il numero uno di via Noli non aveva respinto la possibilità, a patto che il comportamento dei suoi compagni di tifo continuasse a essere quello degli ultimi mesi. E allora perchè rischiare con i disordini dell’altra sera?

Ed ecco la seconda ipotesi, più complessa. Ci sarebbe una nuova frangia all’interno della Nord, composta da circa cinquecento ragazzi, al di sotto dei trent’anni. Cresciuti con social network e serie tv come Romanzo Criminale, sono desiderosi di emergere e di apparire. Tra loro ci sarebbe chi vorrebbe prendere il posto di Galimberti come leader della Nord. Proprio per questo motivo al covo dove i tifosi si ritrovano in settimana ci sarebbero già stati screzi con i “vecchi”. L’assalto dell’altra sera è opera loro, proprio per mettere in difficoltà il Bocia verso il suo rientro?

Dubbi, possibilità. E una certezza. Se dopo Firenze ci fu una gara da parte di istituzioni politiche e società Atalanta per chiedere giustizia e solidarizzare con i tifosi detriti, nessuno si è invece espresso in sostegno agli agenti colpiti l’altra sera. Solo una dimenticanza o il timore di esporsi mettendosi contro la tifoseria?

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