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Atalanta, un’altra notte magica, e adesso pronti per il gran finale fotogallery

Coppa Italia o Champions? Impossibile porre limiti. I meriti di Gasperini e di una squadra sempre ad alto gradimento

Ce ne andiamo in finale, ce ne andiamo in finale…”.

Uno stadio in delirio canta e salta con i suoi “eroi”. Per la verità la festa era cominciata un po’ prima, con quei fuochi d’artificio dietro la Curva Nord almeno dieci minuti prima che terminasse la partita. Un fiume in piena è l’entusiasmo, la gioia dei tifosi per una squadra davvero travolgente: non è bastata certo un’ottima Fiorentina per frenare i nerazzurri e chissà in futuro…

Non finisce mai di stupire, questa Atalanta. E Gasperini, l’artefice principale di una stagione già esaltante, a un mese dalla sua conclusione, distribuisce i meriti: “Parlate anche troppo di me, ma sappiate che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario. Tutti quanti, non solo Gomez che è un trascinatore, Ilicic che ha sempre qualche dolore ma ha tirato una stecca sul rigore, o Zapata. Dico proprio tutti e non solo perché corriamo più di altre squadre. Questi ragazzi hanno una grande mentalità, tutto l’ambiente ci spinge e poi… ci piace sempre attaccare alti, è la nostra forza. E dopo due bellissime partite contro un’ottima Fiorentina ora ci sentiamo più forti, in finale”.

Insomma, adesso arriva il bello. Perché questa Atalanta ad alto gradimento ci ha preso gusto e non intende certo fermarsi qui. La sfida alla Fiorentina arrivava tre giorni soltanto dopo quella al Napoli, non al Fossombrone come avrebbe detto ai tempi Nedo Sonetti. Cioè: dopo un esame così difficle non era facile nemmeno recuperare energie e proiettarsi subito anima e corpo sulla Coppa, per non fallire un impegno fondamentale. Ma, a questo punto della stagione, tutte le partite sono decisive. Gasperini, un po’ scherzando e un po’ no, aveva detto alla vigilia della trasferta di Napoli: “Per fortuna c’è questo impegno, così non pensiamo troppo alla Coppa, altrimenti con un’attesa di due mesi dovremmo logorarci…”.

Alla fine ha dovuto cedere ancora la Fiorentina. Che ha spaventato i nerazzurri, col solito gol lampo, difetto della casa atalantina. Ormai è un’abitudine molto rischiosa, per fortuna anche questa volta tutto è bene quel che finisce bene: undicesima rimonta stagionale e ancora una volta vincente. Con le firme di due dei tre tenori, prima Ilicic su rigore e poi Gomez grazie anche a un portiere insicuro, quello della Fiorentina, appunto.

Al contrario, Gollini è stato ancora tra i protagonisti almeno con un salvataggio decisivo per tempo, prima per impedire il due a zero e poi per evitare un altro gol, ancora nei primi minuti ma del secondo tempo. Per dire: tutti abbiamo sotto gli occhi un Gomez incredibile per come corre, copre e conclude a tutto campo, senza tregua. E siamo ammirati dalle giocate del fenomeno Ilicic, da uno Zapata a volte incontenibile anche se non fa gol. Ma sono di grande qualità anche i contributi dell’Atalanta…più operaia, di Masiello, Djimsiti, di un de Roon sempre infaticabile e degli esterni che devono fare i pendolini ma arrivano ovunque. In difesa a bloccare i contropiede di Chiesa e Muriel (ogni volta un brivido) e poi pronti a tornare all’attacco, come hanno fatto Castagne e Gosens anche in un’azione combinata conclusa di testa dal tedesco.

Sicuramente chi vede in tv l’Atalanta si diverte molto, magari i tifosi avvertono un po’ più di ansia per questa sindrome da rimonta, non sempre facile da rimediare. Però poi che sollievo. A Bergamo quest’anno avremo ancora un’occasione, lunedì contro l’Udinese, per entusiasmarci sognando la Champions, poi di nuovo a Reggio Emilia. Come ai tempi delle notti magiche in Europa.

Preferite la Champions o la Coppa Italia? O tutte e due?

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