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“Rogo a Rogno, iridescenze sospette nelle acque dell’Oglio”: scatta l’esposto

Legambiente: "Inquinamento da idrocarburi". Macchie multicolore estese fino al lago d'Iseo

Delle chiazze iridescenti sospette, comparse sulle acque del fiume Oglio e del lago d’Iseo. Il segno di un possibile “inquinamento da idrocarburi”, denuncia il circolo di Legambiente Basso Sebino.

Le macchie multicolori sulla superficie dell’acqua fanno un certo effetto per la loro estensione, in particolare se osservate dall’alto. “L’impressione è che si tratti di un riversamento fortemente inquinante” sostiene Dario Balotta, presidente dell’associazione.

Il fenomeno è stato riscontrato all’altezza della foce dell’Oglio, tra Pisogne e Costa Volpino, a poche ore di distanza dall’incendio che nella notte tra sabato 20 e domenica 21 aprile ha mandato in fumo quattro dei sei capannoni della Valcart, l’azienda di Rogno specializzata nel trattamento e nello smaltimento di rifiuti (leggi qui). L’ipotesi di Legambiente – tutta da verificare – è quella di una possibile fuoriuscita di carburante dai mezzi di trasporto. A causa del rogo in poche ore sono finiti in cenere depositi di carta, plastica, copertoni, ma anche mezzi pesanti e speciali utilizzati per movimentare il materiale da smaltire.

L’associazione ha comunque pronto un esposto da inoltrare ad Arpa e Ats per cercare di stabilire con esattezza le cause del fenomeno. “La salute dei cittadini della valle e del lago non deve essere minacciata da eventi inquinanti come quelli accaduti in questi giorni” aggiunge Balotta. Il riferimento è all’incendio di Rogno, ma anche a quello che nella notte tra venerdì e sabato ha interessato una grossa ditta di Marone, specializzata nella produzione di tessuto in feltro.

“La competitività turistica del lago passa necessariamente dalla qualità ambientale – conclude il presidente di Legambiente Basso Sebino – ma la sua tutela implica delle prospettive di risanamento e di bonifica, a partire dal monitoraggio dei siti e delle fabbriche vecchie e inquinanti”.

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