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Amore senza confini: la storia di Francesca e Ayumu in Giappone

Il nostro viaggio per conoscere le coppie miste italiane ha inizio: la tesi di Martina, studentessa Unibg, per raccontare l’amore oltre le differenze, ci porterà a fare il giro del mondo

Il nostro viaggio per conoscere le coppie miste italiane ha inizio: la tesi di Martina, studentessa Unibg, per raccontare l’amore oltre le differenze, ci porterà a fare il giro del mondo, grazie alle interviste realizzate. Oggi iniziamo dal Giappone, con la storia di Francesca e Ayumu.

LEGGI QUI: Martina e la tesi Unibg per raccontare l’amore oltre le differenze

Francesca ha 26 anni, mi ha raccontato la sua storia a maggio 2018, poco prima di partire definitivamente per il Giappone dove vive con Ayumu, suo marito. La loro storia, come quella di altre coppie che ho intervistato, è nata per caso e ha cambiato completamente la vita di Francesca: ha sempre amato questo Paese, ma non aveva mai immaginato che l’uomo della sua vita sarebbe stato giapponese. Francesca l’ha conosciuto durante un viaggio e da quel momento è iniziata la loro relazione, costellata di voli da e per il Giappone, attese e telefonate. In questo periodo hanno imparato a conoscersi e a comprendere le rispettive differenze, date dalla personalità, ma anche dalla cultura; si sono impegnati affinché la loro coppia potesse continuare ad esistere, nonostante la distanza e le difficoltà. Dopo due anni, Francesca ha deciso di fare il grande passo per poter vivere appieno la sua storia: sposare Ayumu e trasferirsi definitivamente dall’altra parte del mondo.

Lascio ora che siano le sue parole a raccontare come è nato il loro legame.

Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti due anni fa, sono andata con la mia amica in Giappone, a Tokyo, perché eravamo interessate al Giappone, alla cultura giapponese. Io avevo un amico giapponese che avevo conosciuto online, e lui mi aveva mandato un messaggio con scritto “se vuoi una serata usciamo e facciamo un’uscita a 4, tu porti la tua amica e io porto un mio amico, però c’è un piccolo problema, non sa l’inglese”, “non c’è problema, fai tu da traduttore” perché all’epoca non sapevo niente di giapponese, proprio solo “ciao, come stai”.
Una sera siamo usciti e ci siamo presentati e ho visto questo ragazzo, un bel ragazzo, però niente di che. E… Da lì diciamo ho notato interesse anche da parte sua, perché c’è stato non so un colpo di fulmine [ride] e penso “si però cosa faccio, cioè io abito in Italia” non avevo in programma di andare a studiare in Giappone, sono andata lì per due settimane, era un mio sogno, da bambina volevo andare in Giappone, però non pensavo a [ride] una vita lì.
E… Alla fine, non so come abbiamo deciso in quelle due settimane di frequentarci; magari il pomeriggio o la mattina uscivo con la mia amica e la sera mi dedicavo a vederlo, però i primi tempi è stato terribile, non riuscivamo a comunicare, usavamo Google Translate perché veramente di inglese lui non sapeva niente e… Dopo le settimane sono tornata in Italia, però siamo rimasti in contatto, siamo rimasti praticamente 5 mesi separati, durante i quali io ho trovato lavoro a Bergamo come cassiera e quindi ho poi deciso di mettere via i soldi per tornare, sono partita a ottobre 2016 e ho detto “parto, mi iscrivo a una scuola, sto 6 mesi e vado a vivere in Giappone, così provo anche a vivere questa storia” che comunque sembrava che anche da parte sua ci fosse reale interesse, non una storiella così. Così appunto sono tornata a ottobre, ci siamo frequentati ancora, ho imparato un pochino meglio la lingua [ride] così la comunicazione iniziava a farsi un po’ più reale e … Sono stata 6 mesi a Tokyo, ovviamente vivevamo separati, io avevo il mio dormitorio. E poi c’è stato un periodo che sono dovuta per forza ritornare in Italia finito il periodo scolastico di 6 mesi dove studiavo e lavoravo in Giappone. Sono dovuta tornare però… Ci sentivamo, c’era un reale interesse e quindi poi ho deciso io di trasferirmi definitivamente, di provare a vivere in Giappone, invece che fare sempre avanti e indietro, perché per due anni ho fatto questo… Tornare in Italia perché era proprio il problema di non avere il visto.
Il primo viaggio l’ho fatto in aprile 2016, quindi fino a febbraio 2018 sono due anni che faccio avanti e indietro. Periodo di 3 mesi, poi tornavo, 6 mesi… A novembre 2017 fino a febbraio sono tornata in Giappone, studiavo sempre, e poi abbiamo deciso di sposarci [ride] gennaio 2018. Una cosa un po’ inaspettata perché non l’avevo detto nemmeno ai miei genitori [ride], non l’avevo preannunciata e… Abbiamo deciso di sposarci ovviamente perché c’era reale interesse, perché c’era amore e anche per una questione di non fare sempre avanti e indietro, perché dopo un po’… All’aeroporto ti fanno anche problemi. Pensano che vai lì a lavorare illegalmente, anche se spieghi la situazione, che hai il moroso, loro tendono a fare un po’ di storie, a me avevano chiesto “come mai son 3 volte in un anno in Giappone?” L’immigrazione giapponese è molto severa, quindi… Abbiamo deciso anche di sposarci per avere finalmente una vita stabile, perché con una storia a distanza devi avere molta pazienza, molta [ride] forza d’animo perché un conto se si è in Italia, un conto se si è in Stati completamente diversi, lì non è facile per niente.

E mi dicevi che è stata una cosa inaspettata…

Il matrimonio sì, perché ci si aspetta che ci si sposi con i parenti, con l’anello, il vestito… E invece sarà che lui non è un tipo romantico, ma neanche io per fortuna, in pratica ci siamo sposati preparando i documenti, stato di famiglia, tutti questi documenti… Siamo andati in municipio, perché ci si sposa in municipio, senza parenti, senza pubblicazioni, lui era in tuta, lui vestito un pochino più elegante [ride] senza anello ed eravamo comunque sposati legalmente. Può sembrare una cosa un po’… Appunto non romantica, però per noi è stato un giorno importante… Però a settembre di quest’anno lui viene in Italia con me e facciamo il vero wedding party con i parenti, quindi con il vestito, anche lui vestito da sposo, l’anello, tutto… Anche perché lui ha già conosciuto mia mamma, però sai per vedere com’è l’Italia, per conoscere gli altri miei parenti e per fare questo party wedding matrimoniale, la mamma ci teneva al vestito, le mie amiche “ah dov’è l’anello” quindi [ride] più che per me lo faccio per loro, però ovviamente, sarà una cosa bella, perché stare tutti in compagnia è una cosa a cui anche io tengo. E poi che altro, non c’era nessuno al matrimonio, c’eravamo solo noi due… Lì si usa appunto sposarsi in municipio e poi ci si organizza per fare la cerimonia, o in chiesa, anche se comunque non sono cristiani, penso che si possa fare la cerimonia proprio in chiesa, lei con l’abito bianco, oppure c’è proprio la tradizione, il matrimonio quello shintoista, dove hanno la sposa con un kimono rosso, e lo sposo con il kimono grigio. È una cosa molto costosa mi hanno detto, però io non essendo cristiana, non mi sembrava opportuno fare un rito shintoista dove io non credo, lui nemmeno… Cioè se la vogliamo fare aspettiamo anni, mettiamo via i risparmi e poi ci sposiamo con tutti i parenti, però per me non era un problema, nemmeno per lui, quindi abbiamo deciso di fare questa cosa.

E quindi l’ha conosciuto solo tua mamma?

Sì perché mia mamma è venuta il 7 aprile di quest’anno, io ero tornata da poco dal Giappone: ho cercato di convincerla “mamma vieni in Giappone, vedrai che ti piace, ti fai una vacanza, lo conosci”, e ci sono riuscita, quindi si è fermata un mese e… Si è scontrata anche lei con la cultura giapponese, la diversità, una grande metropoli come Tokyo e… Le è piaciuto. Ha trovato i giapponesi un po’ freddi perché sono molto diversi da noi, noi siamo molto più espansivi, ogni paese ha… I suoi difetti, i suoi contro. E quindi si sono conosciuti la prima volta all’aeroporto naturalmente. È stato per me molto emozionante perché ovviamente loro due non parlano la stessa lingua, però mia mamma gli ha stretto la mano e l’ha abbracciato e lui non è il tipico giapponese freddo, è stato molto affettuoso, quindi mi ha fatto molto piacere, è stato molto… Emozionante. C’era anche suo fratello all’aeroporto e… Il fratello è rimasto un po’ sulle sue perché comunque non è ehm… [ride] Però è stato comunque molto bello, sì sì… [emozionata] Vedevi proprio la diversità… Molto bello. Avrei voluto riprenderlo, poi però ero talmente emozionata, un po’ stanca dal viaggio che non sono riuscita.
Poi comunque mia mamma l’ha sempre visto in foto, poi magari glielo passavo al telefono, però lui riesce solo a dire “ciao, come stai?”. E poi noi tre andavamo in giro, era premuroso… Ti fa piacere perché pensi “io vivrò in Giappone, mia mamma vivrà in Italia, non si vedranno mai”, però comunque è stato bello vedere che andavano d’accordo, che uscivamo insieme, è stato molto bello veramente.

Quindi si è creata una bella atmosfera anche nel periodo in cui tua mamma è stata con voi, quindi tra lui e tua mamma…

Si, nei limiti del possibile, però un esempio: lui non ha più i genitori, sono morti quando lui era un ragazzino, aveva 13 anni, quindi periodo adolescenziale. E lui mi ha detto una cosa che mi ha fatto piacere “siccome io non ho più la mamma, tua mamma è un po’ come se fosse ovviamente mia mamma” [emozionata] poi mia mamma è molto buona, molto dolce, molto disponibile e quindi veramente mi ha fatto piacerissimo, anche quando si usciva, andiamo a prendere mia mamma nel posto dove stava, perché nel periodo che è stata a Tokyo non viveva con noi, perché la nostra casa è veramente piccolissima, e quindi avevo trovato un alloggio vicino a dove abitavo per mia mamma. E magari la mattina si usciva magari lui aveva sempre pensieri carini per lei, nel senso “prendiamole qualcosa da mangiare, prendiamo qualcosa da bere per mamy” la chiamava mamy… E è bello perché comunque vedo… Per dire un esempio: il ragazzo di mia sorella è completamente diverso, parla la stessa lingua però non è così premuroso, non ci pensa… Poi per la Festa della Mamma, mia mamma ha fatto gli anni che era in Giappone, il 21 aprile, la Festa della Mamma è il 10 maggio e lui ha pensato di farle un pensierino, le ha comprato una specie di borsa… E poi dei clienti di mio marito, sapendo che era lì la sua… Suocera le hanno dato praticamente dei biscotti tipici giapponesi, delle caramelline e gli hanno detto “dalli a tua suocera” e così una sera siamo andati fuori a mangiar sushi e ha detto “per mamma, me li hanno dati i miei clienti” e lei [ride] si è emozionata tantissimo! Non se lo aspettava… Sai, hai comunque le paure, dici “magari non si piacciono, magari mia mamma non gli fa una buona impressione” … Non è una questione di razzismo, però magari la spaventava la cultura diversa. Anche a me all’inizio un po’… Perché ci sono comunque differenze, però le ha dato una buona impressione, “è un bravo ragazzo, mi sembra gentile”, lui lo stesso, adora mia mamma, quindi sono soddisfatta, contenta veramente.

All’inizio com’è stato quando le hai parlato di lui?

Ah allora, io ero in Giappone, avevo postato delle foto su Facebook di noi… E ovviamente mia mamma e mia sorella mi dicevano “chi è?” E io facevo un po’ la vaga, [ride] “un amico del mio amico” … Io ovviamente che avevo chiamato mia mamma le avevo detto “c’è un ragazzo giapponese che mi piace, siamo usciti insieme…”, Lei mi aveva detto ovviamente “ma, tanto devi tornare”, mi aveva detto quasi “dimenticalo”, poi lui subito ha detto “oddio questa cosa mi ha spaventato, fidanzati” cioè, ci eravamo appena conosciuti e ha detto “è un po’ una cosa campata in aria”. Non aveva tutti i torti perché una mamma è una mamma, quasi tutti penso, anche la mia migliore amica mi diceva “non prenderti troppo una sbandata perché sai, dopo magari torni in Italia e non lo vedi più…” Non è che non credevano in questo amore, però sai vivere in paesi diversi, io che non navigavo nell’oro per potermi permettere di tornare sempre in Giappone, però è andata e sono tutti un po’ sorpresi, però anche contenti “ah, ce l’avete fatta, con la differenza della lingua che non sapevate, la distanza… però è andata”, posso ritenermi contenta [ride].
All’inizio specialmente mia sorella più che mia mamma, [abbassa la voce] perché mia sorella a volte fa un po’ da mamma, era molto contro all’inizio, mi ricordo che mi diceva sempre “non sposarti, io ho paura che se ti sposi poi tu ti trasferisci lì, no, pensaci bene perché comunque è una cosa seria, poi io non l’ho mai visto, chi è?” Una volta avevamo litigato e… Lei con le parole ci va un po’ pesante e aveva detto “ma chi è questo, io non l’ho mai visto, potrebbe essere anche un fantasma, io non ‘ho mai visto” e io ovviamente… Ero rimasta male. Però adesso, che mia mamma l’ha conosciuto, le ha fatto una bella impressione, verrà poi in Italia a settembre… Mia sorella sembra essersi addolcita, sembra… Mi chiede anche “com’è lui, come si comporta, di cosa parlate” quindi è un po’ cambiata, son contenta.

E invece mi hai accennato della tua migliore amica…

Lei è praticamente una delle mie migliori amiche, ha visto tutto in diretta tutta la storia. All’inizio siccome lui si era subito dichiarato, mi aveva detto “ma… Come mai si è subito dichiarato? Mi sembra strano. Come mai proprio te” e mi ha detto proprio queste testuali parole e… Siccome lei mi aveva visto fare un cambiamento repentino, perché io sono sempre stata quella che non… Esternava i sentimenti con i ragazzi, non diceva mai “ti amo”, non era mai dolce, romantica… Le sembrava strano. “Come mai, ti vedo strana, sei veramente cambiata” e io “mi sarò veramente innamorata”. E quindi anche lei all’inizio era un po’ sospettosa, però ovviamente visto che la storia che andava avanti, anche lei è veramente felice; mi chiede sempre… Poi ovviamente lei l’ha conosciuto, perché la sera che siamo usciti, anche se pure loro comunicavano a gesti [ride]… Adesso anche la mia amica si è fidanzata e anche il suo ragazzo vuole conoscere mio marito! [ride] quindi questa cosa mi fa molto piacere. Però diciamo che all’inizio non ho avuta molta gente dalla mia parte… Giustamente anche io se avessi un’amica che si fidanza all’estero le direi, non so “stai attenta”, ma anche se avessi un’amica che si fidanza da un giorno all’altro che se vedessi un suo repentino cambiamento mi preoccuperei, però… Ovviamente ti fermi anche, se vedessi che è vero amore sarei dalla sua parte assolutamente. E anche le altre amiche diciamo che in quel periodo… L’ho tenuto un po’… Cioè non l’ho raccontato a tutti. L’ho detto alla mia amica, che era lì in Giappone con me, a mia mamma e a mia sorella; mio padre non è stata mai una persona diciamo… [abbassa la voce] Presente alla mia vita, quindi non è che gli raccontassi tutto… Adesso lo sa, l’ha scoperto per caso parlando con mia mamma, perché i miei sono separati… Un giorno, non so com’è successo, io ero in Giappone, lui mi ha chiamato e… Probabilmente mia mamma gliel’aveva accennato, però lui essendo sempre stato molto protettivo… Non era presente, però la sua figura, lo sai, di pare un po’ padrone si faceva sentire e lui lo è sempre stato, anche con mia sorella “no, non puoi uscire con quello, se esci devi tornare alle 10”… Però con me stavolta, si vede che mi ha visto molto presa, molto innamorata, era contento, stranamente, mi fa “però pensaci bene se vuoi andare a vivere in Giappone, magari porti lui qua in Italia anziché andare tu” [ride] Però lui ovviamente non sa l’italiano, per dirti… Sono io più propensa a vivere in Giappone perché mi piace, mi piace lo stile di vita. Lui non so, non so come si troverebbe qui in Italia, magari bene….

Ne avete mai parlato?

Gliel’ho accennato e lui mi aveva detto “magari quando vado in pensione”, però è una cosa che magari… [esita] Con calma, adesso vorrei per un attimo io provare a video un periodo proprio fisso di uscire dall’Italia, stando in Giappone, ovviamente vorrei mettere via un po’ di soldi, lavorare… Perché in tutto io sono stata in Giappone 11 mesi, è molto poco, quindi vorrei proprio stare almeno due anni, vedere se cambio idea, se voglio veramente vivere in Giappone, perché comunque non si può mai sapere, ci sono veramente tantissime persone che hanno cambiato idea dopo due anni in Giappone, sono scappati, tornati in Italia… Sia per la diversità culturali, sia magari per il ritmo di lavoro troppo… Però d’altronde io non avevo neanche tante scelte, perché qua a Bergamo non riuscivo a trovare lavoro, sarei dovuta comunque andare in Europa. In Giappone c’è lavoro, sei pagata, hai il contratto, non sei in nero. E appunto voglio provare a vivere un periodo, se poi vedo che non mi trovo bene, che non riusciamo coi soldi perchè il costo della vita è troppo caro proporrò “torniamo in Italia, vediamo com’è”. Secondo me lui sicuramente sarà contento da una parte, perché lui non ha mai viaggiato, quindi per lui anche solo venire in Italia, prendere l’aereo, sarà wow, vedere Milano, magari anche a Roma, gli mostrerò anche città alta che è molto bella, sicuramente la troverà bellissima; io trovo bello il Giappone perché sono nata qua, lui essendo nato in Giappone, venendo in Italia penso che… Un’altra cosa, siccome lui in Giappone lavora veramente tanto, non so se lui fa, hai presente gli autisti della DHL? Ecco c’è una catena lì che si chiama Yamato e fa veramente tantissime ore, esce la mattina magari alle 7 e torna alle 11 di sera. E quindi anche questo lato mi farebbe magari venire voglia di tornare in Italia. Non dico che sarebbe un sacrificio da parte mia, perché io amo il Giappone e voglio vivere in Giappone, però comunque so che la mia famiglia mi mancherà tantissimo, perché con mia mamma ho un rapporto bellissimo, penso che se lui trovasse un lavoro qua al massimo farebbe 8 ore, non farebbe 13 ore, 12 ore al giorno. Quindi piano piano ci lavorerò “e se magari tornassimo in Italia tra un po’ di anni? Ma sai si lavora meno…” Se si trova lavoro magari riuscirò a convincerlo, però non è neanche il tipico giapponese patriottico legato a… Diciamo che lui è nato lì, è sempre stato lì quindi magari si adagia un po’. Però, tra un po’ di anni spero di riuscire a fargli… Gli metto la pulce nell’orecchio… Adesso proviamo a vivere in Giappone, poi magari si vedrà, se tornare o no. E dovrò anche fargli imparare l’italiano. Sicuramente adesso lavora tanto, quindi non ha tempo proprio di studiare e mettersi sui libri, però piano piano, magari qualche frase, alla fine come ho imparato io, potrebbe imparare lui qualcosina, anche per comunicare con la mia famiglia [ride] se venisse qua comunque ti serve l’italiano, non c’è niente da fare.

Quindi per il momento parlate in giapponese?

Parliamo giapponese tranne all’inizio che c’era veramente da ridere perché [ride] usavamo Google traduttore e… Adesso però comunque ci capiamo, anche a fare i discorsi al telefono, lui magari mi aiuta, sbaglio un verbo, una frase, quando non so una parola glielo chiedo. Piano piano ce l’abbiamo fatta, sono anche passati due anni, quindi sono migliorata. Infatti, anche lui se ne accorge. Lui mi dice spesso “sei migliorata”, io non mi sento migliorata, per niente [ride]. Speriamo sia vero. Più che altro il parlato lo so, gli ideogrammi giapponesi non li studio perché a me non servono, io punto molto sul parlato. Soprattutto volevo imparare giapponese per parlare con lui, perché comunque io avevo trovato lavoro in Giappone e serviva l’inglese e quindi era proprio… Una sfida imparare il giapponese per capire tutto quello che mi diceva, come facciamo anche adesso tranne in alcuni casi che ci sono parole che hanno magari la stessa pronuncia ma vuol dire una cosa differente, quindi devo mettermi proprio a capire bene, mi impegno.

Non ti ho ancora chiesto come si chiama!

Ayumu… un po’ difficile [ride], la prima volta che l’ho sentito io… Non avevo mai sentito questo nome giapponese, io seguivo cartoni animati giapponesi, anime… Era un nome che non avevo mai sentito. Tra l’altro mia nonna mi chiede spesso di lui, l’ha visto in foto, lo chiama Omar [ride], perché non riesce a dire Ayumu, e io ormai ci ho rinunciato perché quando dico Ayumu poverina non capisce, quindi l’ho detto anche a mio marito: “quando verrai in Italia e la vedrai, tu sei Omar” lui dice “ma è la traduzione?”, “no, però siccome è una parola difficile per lei che è anziana, ti chiama Omar” e lui dice “ah va bene” [ride].

Mi hai detto prima che non ha più i genitori, però mi hai nominato suo fratello… Come ti relazioni con loro?

Si, ha dei fratelli. Lui ha la sorella maggiore che è più grande di tutti, un fratello, un altro fratello, un’altra sorella, lui e uno più piccolo, quindi in tutto 5. La prima che ho conosciuto è stata la sorella maggiore, lui ha 31 anni, lei ne ha 32, un anno in più; l’avevo conosciuta proprio all’inizio, quando non sapevo neanche il giapponese: eravamo andati a cena e sua sorella e aveva voluto offrire, lei e mi è piaciuta subito, ho pensato “caspita, mi è simpatica” e abbiamo iniziato a parlare, sempre a monosillabi, però lei a differenza di lui, che all’inizio piuttosto che usare Google traduttore continuava a parlare in giapponese, come se io capissi. Lei invece proprio carina se non capivo mi traduceva la parola, tipo io le dicevo “cos’è questo cibo?” in giapponese e lei andava a vederlo. Ed è stata veramente una bella serata, abbiamo fatto le foto e lei a differenza del classico giapponese, sai le ragazze giapponesi tendono a non avere tanti tatuaggi ad essere pulite, trucco minimal, i capelli… Lei invece tinta di capelli, tatuaggi sulle mani! A me è sembrato stranissimo e quando gliel’ho detto, li ha quasi coperti come per dire “li ho fatti in un periodo di adolescenza”, quindi mi è piaciuto anche questo suo modo di essere, aveva anche i piercing per dire… Non la classica giapponese, non era così timida, così chiusa, quindi forse anche per questo che mi è piaciuta. Mentre con la sorella più grande, essendo comunque più adulta, non ho questo tipo di rapporto, l’ho vista solamente una volta, invece l’altra… Quella è la sorella preferita.
E invece l’altro fratello, quello che era in aeroporto che ha conosciuto mia mamma… Ci siamo visti, abbiamo siamo andati ad un’altra cena, locale tipico giapponese e c’era: suo fratello, sua moglie, il figlio, quindi il nipote di mio marito e poi c’era appunto la sorella più grande, e con loro ho un altro tipo di rapporto. Il fratello all’inizio non era per niente simpatico, mi sembrava un po’ cafone, non so, mi ha dato questa impressione. Invece conoscendoci, uscendo una o due volte ho visto che comunque era abbastanza simpatico, anche lui col giapponese mi aiutava… Cioè [ride] mi aiutano di più i fratelli di lui. E no, adesso mi è molto simpatico, ha delle attenzioni, magari usciamo, andiamo al supermercato e mi dice “vuoi questo?”, quindi adesso mi è simpatico, però all’inizio non so [ride], non mi aveva fatto una buona impressione.
Poi comunque i suoi fratelli non avendo avuto i genitori, i genitori sono importantissimi… E quindi capisco proprio il rapporto che hanno. Magari non si sentono sempre, però quando sono insieme vanno molto d’accordo.. Però ecco questa cosa mi fa specie perché io… Mia sorella nemmeno io la chiamo tutti i giorni, però lui a volte, mio marito a volte fa passare dei mesi… E questa cosa non la capisco, perché anche tra amici, magari la tua amica la senti tutti i giorni, le scrivi su Whatsapp, loro fanno passare magari anche non dico anni, però mesi e mesi che non si sentono, un po’ anche perché sono impegnati per il lavoro. Infatti, un esempio, mio marito ed io siamo andati in un posto… Perché lui doveva incontrare un amico che non vedeva da 4 anni. Nel momento in cui si sono visti non è che si sono abbracciati… Era un “ciao” come se si fossero visti ieri! E io ho detto “oddio, ma veramente 4 anni?” E loro “si si, 4 anni”, avevano fatto le scuole insieme, anni fa alle superiori. Cioè se io non vedessi una mia amica da 4 anni poi sarei “ciaaaaao come stai?” Loro tranquillissimi. È una cosa che sento spesso, che i giapponesi fanno passare mesi e mesi e mesi, escono una volta e poi magari vanno a bere qualcosa e non si vedono più per un po’. Dipende, magari anche noi a volte facciamo così in Italia, però penso che i rapporti siano un po’ diversi, i rapporti con gli amici, le relazioni… Lui non è freddo, per niente. Magari ha degli atteggiamenti che a me possono sembrare freddi, però comunque, per fare altri esempi, altri italiani sposati con giapponesi sentono proprio una carenza, sono poco affettuosi, i mariti magari un po’ freddi, poco passionali, l’italiano invece è più… Lui su questo lato no, magari però su quello dell’amicizia è un po’ ehm… Non lo so, devo anche capire bene le relazioni tra giapponesi… Li osservo ogni tanto, ma sono un po’ diversi, come in tutto il mondo penso. Però è interessante vedere le differenze, guardare. Poi il modo di mangiare con le bacchette, io adesso ho imparato, mi sono adattata, per dire gli spaghetti devi mangiarli con le bacchette, io uso la forchetta, [ride] cioè se mangio gli spaghetti almeno uso la forchetta! Sono abbastanza differenze culturali.

Cos’è che ti piace di lui?

Allora, in primis è che mi trasmette tranquillità. Essendo io magari abbastanza… Non riesco a stare ferma io. Lui invece è un po’ l’opposto, a lui piace star tranquillo, non si fa troppi problemi, io invece sono una che pensa tantissimo, mi faccio mille problemi mentali, lui è molto tranquillo, anche ad esempio quando guida è molto tranquillo, non suona il clacson, non sbraita… Anche perché in giapponese non si sono parolacce come le nostre, bestemmie, meno male.
Avendo comunque avuto un padre… Mio padre è siciliano, è molto nervino, lui litiga quasi con tutti, suona, sbraita, bestemmia… E quindi avendo comunque mio marito che è così calmo, mi trasmette tranquillità, mi fa stare bene e forse avevo bisogno di una persona magari molto differente da me e molto calmo, quindi magari un po’ zen, a volte magari… Per dire, c’è qualcuno che ti fa uno sgarbo, sei in giro, a te viene da rispondergli, lui invece mi dice “ignora, ignora…” Eh [ride], quindi sto cercando di imparare, perché comunque discutere non mi piace, anche avere questo esempio da parte sua è una cosa che mi piace, mi trasmette proprio non ansia, tranquillità.
Questa è una cosa che mi piace, poi tipo… Spiritoso, ti fa sempre la battutina, ti fa ridere anche, questo è importante. Poi abbiamo alcune cose completamente diverse, molte cose in comune, ma tante tante anche completamente gusti differenti, non so musica quella l’abbiamo in comune: io ascolto sia musica internazionale che giapponese, lui anche solo che quando canta non sa le parole, quindi mi fa morire [ride], canta le canzoni inglesi e spara a caso; ho provato a fargli ascoltare una canzone vecchia di Celentano, gli piace però non capiva niente delle parole ovviamente, quindi rideva. E poi forse, lui è giapponese però da parte del nonno, il nonno paterno aveva un padre spagnolo e inglese e quindi pensandoci, lui e suo fratello hanno sempre vissuto con giapponesi in Giappone, però a volte mi sembrano un pochino più aperti, non il classico… Cioè degli atteggiamenti sono il classico giapponese, rispetto delle regole, fai questo, fai quello, non fumare in strada, così… Su delle altre mi sembra, non so, italiano, quindi non so se sia il fatto di avere sangue appunto misto, o se sono loro abbastanza aperti rispetto ad altri giapponesi… Però sul fatto delle regole, perché in Giappone non puoi fumare per dire in strada, ma puoi nei ristoranti, in discoteca puoi; per dire su queste cose assolutamente, mi dice “stai attenta”, oppure “non indicare col dito” perché è maleducazione, quindi “piuttosto con la mano”… Però mi dice “tu non sei giapponese, quindi puoi anche sbagliare, perché sei di un’altra cultura.” Anche mia mamma è una donna della sua età, lei rispettava le regole, però, per dire, ci sono delle cose che non sapeva e sbagliava, e io le dicevo, per riprenderla, “guarda che qua magari è considerato maleducazione”, cercavo con calma di insegnarle, quello che anche lui fa con me però ovviamente mi dice “tu non sei giapponese, quindi se sbagli qualcosa fa niente, non è la fine del mondo”, anche lui se venisse qui non saprebbe come comportarsi, però qua magari siamo più aperti, regole qui non è che ce ne siano molte, magari proprio pochine pochine, è tranquillo.

Qual è uno dei momenti più belli che avete passato insieme?

Sicuramente quando è venuta mia mamma in Giappone [emozionata] è veramente stato il momento dove ero più felice, perché comunque ci sono stati alti e bassi in questi due anni, momenti in cui volevo rinunciare, momenti in cui magari litigavo con lui e pensavo che sarebbe finita, non per le differenze culturali, per altri motivi, però è stato veramente un periodo sereno, ero veramente felicissima e anche una volta noi tre siamo andati a Yokoama, che è vicino a Tokyo e c’era il mare, abbiamo fatto la passeggiata sul mare, abbiamo mangiato, c’era questa ruota panoramica gigante, è stata veramente una bellissima giornata, questa come tante altre che sto pensando… Sicuramente quando c’era mia mamma. Oppure andando prima, anche quando siamo stati a Disneyland, non ero mai stata a Disneyland, quindi per me… Lui ama Disneyland, questo mondo della Disney, io anche, però lui è proprio bambinone, quindi è stata una giornata davvero bella, divertente.
Oppure quando siamo andati a casa della sorella, sua sorella quella simpatica ha appena avuto una bambina, è nata la fine di aprile e praticamente siamo andati all’ospedale a trovarla, io, lui e mia mamma, solamente che c’erano le infermiere che hanno detto “potete entrare tu e tuo marito, però tua mamma non può entrare a vedere la bambina…” Ci è sembrato stranissimo, mia mamma era rimasta molto male… Quindi la sorella cos’ha fatto, è uscita senza la bambina, si è messa lì a parlare, ha visto mia mamma per la prima volta, quindi è stato bello, si sono abbracciate e così, poi mia mamma si è commossa e anche la ragazza si è commossa, è stato bellissimo. E ha detto “siccome non voglio far rimanere male tua mamma, nessuno vede la bambina oggi, quando mi dimettono, venite a casa e vedete tutti insieme la neonata.” E quindi mia mamma ha detto “caspita, che gentile, che brava!” E quindi pochi giorni dopo siamo andati a casa della sorella, c’era la sua amica che la aiutava con la bambina, c’erano altri tre bambini giapponesi piccolini… È stata una giornata molto bella perché anche se mia mamma non parlava la lingua degli altri, c’era intesa, sono stati veramente gentili… Cioè non ti sentivi a disagio, l’amico della sorella di mio marito non la conoscevo, il marito della sorella non lo conoscevo, però non ci hanno fatto sentire a disagio, abbiamo mangiato insieme, c’erano questi bambini che correvano per casa piccolini e… Aiutavo anch’io, che io con i bambini non sono brava [ride] poi mia mamma cullava la neonata, mio marito pure… Quindi è stata una bella giornata, spesso rivedo le foto e dico “caspita bella giornata”, anche mia mamma l’ho vista serena, sì sì. Poi lei ama i bambini, quindi lei è stata benissimo, nel suo mondo.

Cos’è che vi piace fare insieme?

Allora, nel giorno libero, io spesso gli dico “voglio andare in questo posto” che non ho mai visto e lui per scherzare lui dice “io voglio stare a casa a dormire”, però anche se è stanco che ha lavorato fino a tardi… O prendiamo il treno oppure guida lui e andiamo magari a visitare un posto, una cittadina piuttosto che un’altra, andiamo a visitare il tempio, anche se lui magari i templi è come per noi le chiese, tantissimi ne ha visti e quindi quando io rimango stupita, faccio tantissime foto a tutte le angolazioni lui quasi mi mette fretta che vuole andare via, perché lui li ha visti da quando era bambino, è normale questa cosa, invece io, anche mia mamma, bellissimi, cultura, storia e tutto… Ecco questa cosa lui, l’arte e la cultura, se andassimo magari in una mostra penso che mi tirerebbe, invece io vorrei stare a fotografare…
Oppure magari quando si può abbiamo pensato anche di fare i week end, magari al mare proprio fuori Tokyo… E quest’anno magari vorremmo andare a Osaka e a Kyoto che sono proprio ricche di cultura, lui non le ha mai viste e quindi è una cosa che vorremmo fare e… Una cosa che ci piace fare è andare proprio nei centri commerciali, tipo Orio Center, vediamo tutti i negozi, entriamo nei negozi per donna o per uomo, lui mi dice “vuoi questa maglietta?” E non è magari come può capitare di solito certi ragazzi, non tutti, si annoiano a far shopping, ti aspettano fuori dal negozio… Invece a lui piace più che a me fare shopping, sta proprio nel negozio, si prova le cose, se cerca una cosa, vuole quella, magari cerca un cappotto, se magari ha una manica che non gli piace non lo prende. Per esempio, a Natale gli ho regalato questo cappotto, non gli piacevano molto le tasche, però l’ho preso comunque, lui invece è molto puntiglioso.
Andiamo in questi centri commerciali poi magari in un posto a mangiare fuori qualcosa che piace a tutti e due, tipo carne o sushi… Lui conosce i miei gusti, per esempio a me non piacciono i germogli di soia, lui ovviamente sta proprio attento a ricordarsi di non prendere quel piatto con i germogli di soia. E io uguale, se sono in giro faccio la spesa, compro quel determinato cioccolato che piace a lui, bella questa cosa che ci si prende cura anche con le piccole cose, per esempio se sa che ho finito le sigarette, le compra, me le fa trovare a casa, oppure mi fa trovare il pranzo o la cena a casa… Io magari a volte mi dimentico, penso che lui è fuori più di me, lavora, quindi magari lo compra fuori, invece magari ci pensa di più, è un pochino più premuroso [ride], però si tutti e due ci veniamo incontro.

Mi parlavi di momenti di litigio…

Una cosa che non capivo di lui era, poi pensavo come a tutti, danno fastidio le bugie, avendo avuto un padre molto molto bugiardo con mia mamma era una cosa che mi faceva arrabbiare ancora di più. Per dire io, un esempio, devo vedere un’amica o un amico e glielo dico tranquillamente. Ci sono state delle situazioni in cui venivo a scoprire delle cose, mi mettevo ad indagare, sai a volte si diventa un po’ troppo gelose e possessive e non è bello, e gli dicevo “piuttosto che nascondermi una cosa, dimmela, “mi vedo con questo amico, faccio questa cosa, vado qui” e io ti credo, ma se tu mi dici una bugia, un’altra volta… Dopo perdi la fiducia” è una cosa su cui mi sono confrontata con altre donne sposate con giapponesi, sono un pochino bugiardi, perché le mogli giapponesi, a differenza di noi, se dicono “no, tu non devi fare quella determinata cosa” ti mettono proprio il limite.
Lui tra l’altro è stato già sposato, si è sposato giovanissimo, lui aveva 20 anni, lei 19 mi sembra e… Questa donna, la sua ex, non voleva assolutamente che lui vedesse gli amici, femmine, nemmeno maschi, non voleva che uscisse con gli amici, e non voleva nemmeno che vedesse i familiari. E per me è una cosa assolutamente… Sapendo poi cos’ha passato non è che gli dico “non vedere tua sorella” per me è una cosa proprio… È come se lui mi dicesse “non vedere tua mamma, non vedere i tuoi amici…” Mi ha detto che la sua ex moglie gli impediva di vedere addirittura i suoi familiari e quindi lui nel tempo, li vedeva di nascosto, le nascondeva le cose. E poi vabbè, si sono lasciati perché lei l’ha tradito purtroppo e… Probabilmente lui ha perso un po’ la fiducia e quindi non lo faceva nemmeno apposta, però anche altri giapponesi, mi dicevano appunto queste donne, dopo il lavoro andavano a cena con i capi, perché è una cosa che si usa in Giappone, dopo il lavoro cena con i capi anche se non si ha voglia. E magari la moglie, il marito le diceva “sono ancora al lavoro” e invece era a cena e poi si ubriacava e dopo ovviamente le mogli lo vengono a scoprire… Ovviamente non voglio generalizzare, però le donne giapponesi hanno questa cosa, prima del matrimonio sono dolci e carine, dopo il matrimonio magari, specie quando hanno i figli ti impediscono di comprarti qualcosa, di vedere gli amici… Diventano proprio molto molto severe. Quindi magari lui avrà pensato la stessa cosa di me, anche se io sono europea. Poi per carità ci saranno delle giapponesi bravissime e buonissime, però ecco, la maggior parte… Penso che da noi il rapporto sia un po’ diverso, anche la relazione con le ragazze… Cioè una coppia italiana si vede con la ragazza due volte a settimana, tre volte a settimana, invece i giapponesi molto molto meno, per loro quando si è fidanzati ci si vede una volta a settimana o una volta ogni due settimane ed è già tanto… Quindi adesso che siamo sposati da poco, però son due anni che ci conosciamo e penso che stia imparando a conoscermi, “puoi dirmi tutto, non mi arrabbio se vedi il tuo amico o una tua amica, se me lo dici non mi arrabbio, se è tua amica…” Penso che stia imparando a conoscermi, a conoscere la cultura, sicuramente ci saranno ancora tante cose che dovremo scoprire dell’altro, è una cultura molto diversa, però ogni tanto, anche le cose più stupide, mi diceva che era andato in un posto, cioè perché devi nascondermelo, che dopo lo scopro… E lui mi dice “scusa non lo faccio più, ci tengo a te”, mi manda i papiri “hai ragione, cercherò di non avere più segreti, di dirti tutto”. Perché un’altra cosa che mi ha nascosto, molto grave dal mio punto di vista è che lui aveva un figlio, cioè dalla sua ex ha avuto un figlio e io l’ho scoperto circa un anno dopo che lo frequentavo. Ha avuto occasione per dirmelo, perché io sono una un po’ paranoica, chiedevo “ma le tue ex quante ne hai avute, com’erano…” E lui faceva una faccia normalissima e non me l’ha mai detto “ah la mia ex l’ho conosciuta qua…” Dopo 9 mesi avevo sospetti, anche mia mamma mi diceva “un uomo di 30 anni, indaga bene…” Io gli ho fatto una domanda così per caso, perché lui all’inizio parlava pochissimo di sé, non so se è una cosa sua o dei giapponesi, non si apriva. Allora gli ho detto “senti io ti ho detto tutto di te, parlami di te” e lui “ho perso i genitori a 13 anni, mi sono sposato a 20 anni” e da lì… Non sapevo neanche questo, ha detto “mi sono sposato a 20 anni, poi divorziato” e io gli ho detto “ma hai anche un figlio, magari?” Quando lui mi ha scritto “sì”, perché tra l’altro per messaggio, mi ha detto “sì ho un figlio”, io lì incazzatissima, volevo proprio basta, chiuderla, perché non è il fatto del figlio, è il fatto di avermelo tenuto nascosto, e lui mi aveva chiesto se volevo che ci lasciassimo, lui non voleva, aveva molta paura di dirmelo, perché pensava che se me l’avesse detto subito, io mi sarei spaventata e sarei scappata. Tra l’altro il figlio non lo vede più, per una serie di… In Giappone se la moglie decide che il marito non può vedere il figlio, anche se lui è bravo comunque, lavoratore, perché lui aveva un lavoro, per legge tu non puoi più vedere il bambino o la bambina. Questo è capitato anche con degli italiani sposati con delle giapponesi, ho parlato proprio recentemente con un italiano, lui si è divorziato con sua moglie e lei ha deciso che la bambina non poteva più vederla. E mio marito quindi mi ha detto “lo so, avrei dovuto dirtelo, però avevo paura di perderti, mio figlio purtroppo non lo vedo più, per questa legge stupida giapponese” quindi… Avrebbe dovuto dirmelo subito, perché comunque magari avrei detto “caspita, come mai non lo vedi più” però dopo tanti mesi che parlavamo delle passate esperienze, mi è caduto il mondo addosso, ho detto “caspita, chi ho conosciuto?” Magari sarebbe successo anche con un ragazzo italiano, magari anche lui te l’avrebbe nascosto, succede, però questa cosa mi ha fatto molto perdere la fiducia in lui, perché ho detto “se mi mente con quella faccia” però adesso piano piano, sto imparando a capirlo. Per esempio quando eravamo al telefono, io ero in Italia, lui era in Giappone e mi dice “ho la febbre”, dico “va bene, stai a casa, stai a casa vero oggi?” e lui “si, sto a casa…” Però dal suo modo di parlare sembrava che mi raccontasse una bugia e gli dico “no, tu vai al lavoro” e lui fa “mmh”, si è messo a ridere come a dire “mi hai scoperto”, adesso quando lo vedo in faccia capisco subito quando mi ha detto una bugia, cioè fa proprio quella faccia, non riesce a mentire bene, magari io riesco, lui invece proprio se lo presso, se gli faccio più di una domanda a raffica vedo che cede e quindi lo scopro subito.
Tra l’altro un’altra cosa brutta del Giappone è che se hai la febbre ti puoi prendere le malattie, però magari iniziano a lamentarsi i capi… Quindi anche se hai 38 di febbre o hai mal di denti, si usa andare al lavoro, sono stacanovisti, il lavoro per loro, loro praticamente vivono per lavorare, lavoro, lavoro, lavoro, anche prima della famiglia. Questa è una cosa che mi spingerebbe a tornare in Italia, perché adesso non si parla di figli, però se in futuro avessimo dei figli e lui lavorasse sempre, sempre, sempre, non li può godere e quindi capisci che non vorrei vederlo a 30 ridotto a lavorare così tanto, dopo è veramente stanchissimo. Magari capita che ha un giorno di riposo a settimana, magari due, proprio quando glielo abbuonano. Però veramente, qua se hai la febbre, stai a casa, vai dal dottore… Lì veramente, prendersi le ferie anche se ti sono dovute non, a volte non se le prendono per non sembrare quelli pigri, “ah due settimane se poi le prendo sembro pigro”, però spettano! E su questo non è come noi che abbiamo i sindacati, loro magari le hanno le ferie, i permessi, però preferiscono lavorare. E questa è una cosa che mi spaventa tantissimo, non per me, perché nel ristorante dove ho lavorato avevo le mie ferie, però le aziende giapponesi, non… Riposi, permessi, li hanno ma non li prendono. Anche mio marito, a volte diceva “non sto bene” e poi andava al lavoro, “ma perché non stai in malattia?” Non c’è il concetto come qui, malattia, sembra quasi che sei svogliato se non vai a lavorare. Per lui non è così, però tanti uomini giapponesi dopo il lavoro devono andare a cena con i capi. Lui per fortuna no, ma magari dovresti finire il lavoro alle 9 però finisci il lavoro alle 11, straordinari non pagati perché così vedono che tu sei un grande lavoratore. Quindi questa è una cosa che non capisco, che non mi piace del Giappone. È la loro cultura, ho capito, però per noi è inaccettabile. Qua magari ce ne approfittiamo, però lì sono a livello di schiavi.

E tu gliene hai parlato?

Ho provato a dirglielo, “perché non cambi lavoro?” E lui mi risponde sempre che gli piace questo lavoro, però non è come me, che non è che non mi adatto, però se non mi piace qualcosa la cambio, faccio in modo di cambiarla, lui mi sembra che si adagi, che dica “ah faccio questo lavoro da 5 anni, ormai vado d’accordo con i capi e i colleghi” e poi mi dice “ah se cambiassi lavoro…” Lo dice, però senza nemmeno provarci mi dice “e però avrei meno ferie”. Adesso ha una settimana di ferie all’anno, all’anno, lui mi ha detto che i primi lavori che faceva, una volta ha fatto un mese di lavoro senza neanche un giorno di riposo. Ha preso tantissimi soldi però senza riposo. Io veramente, sconvolta e lui dice che potrebbe andare meglio, così come peggio. Però penso che si adagi; gliel’ho detto tante volte, due volte, tre volte, non è che non mi prende in considerazione però… Per lui è normale, come per lui ci sono delle cose strane dell’Italia… Per esempio, quando gli ho detto che abbiamo tra le 3 e le 5 settimane di ferie all’anno è rimasto proprio stupito, cioè wow! È la realtà, magari anche su questo posso spingere per dire “se vieni in Italia ti troviamo un lavoro, hai 5 settimane di ferie all’anno…” Ecco, bisogna anche vedere la situazione in Italia in questi anni se cambierà, ma… Sicuramente su certe cose è meglio qua, su altre è meglio là, però sul lavoro… Tante famiglie si sfasciano purtroppo dopo il matrimonio… L’uomo lavora, la donna casalinga solitamente, per cultura penso, almeno anni fa la donna dopo il matrimonio lasciava il lavoro e si dedicava ai figli e l’uomo si dedicava al lavoro, ma non lavoro normale, lavoro, lavoro, dai tutto te stesso, torni a casa, sei stanco, il figlio non te lo godi, la moglie la guardi e basta e ti senti un po’ la schiava e ovviamente tanti matrimoni… Come in Italia, anche in Giappone c’è un’alta percentuale di divorzi perché lui o lei purtroppo tradiscono… Cioè proprio separati in casa. Dicono che in questi ultimi 10 anni la cosa sta cambiando, non c’è più la concezione della donna-casa-bada ai figli, piano piano stanno cambiando le cose. Lui fa “assolutamente tu puoi lavorare”, figli adesso non se ne parla, a lui piacciono molto i bambini, non avendo più la possibilità di vedere suo figlio… Però non è che mi ha detto “ah no, stai casa, devi cucinare…” Anche perché io da donna indipendente, ho subito messo in chiaro che volevo lavorare, poi assolutamente, non sono neanche brava a cucinare quindi [ride] cucina più lui per me, mi fa “tu dovresti imparare, ma per te stessa, per risparmiare, non per cucinare a me”. Solamente che c’era stato non so come mai, una specie di fraintendimento della lingua e avevo capito che lui mi avesse detto “tu devi cucinare per me!” E io gli ho detto “No, scusa, a me lo stai dicendo?!?” Poi messaggiando e così ho capito che avevo frainteso tutto [ride] per colpa della lingua. A volte capita ancora di fraintendere per la lingua, magari certe parole, certi toni… Però poi l’importante è chiarirsi, finché non si è chiarito non voglio dormire, finché non si è fatto pace, come in tutte le relazioni penso.

Mi hai nominato alcuni aspetti della sua cultura che per alcuni aspetti ti scioccano, lui ha provato lo stesso con te?

Per spiegargli certe mie abitudini ho ho provato a parlargli della mia cultura, della mia città…. L’ha molto colpito il fatto che avessimo tante ferie rispetto a lui, poi anche il fatto di non avere così tanti divieti, come il fatto di fumare per strada, mentre in Giappone ci sono le smoking area perché magari in giro dai fastidio alla gente; infatti vedo che rimane un po’ perplesso quando gli parlo dell’Italia, secondo me dovrebbe proprio viverlo, venire qui, sono proprio curiosa quando verrà in Italia a settembre per la faccia che farà, per esempio la macchina si guida in un’altra maniera, anche quando entri in un bar l’approccio con il barista è diverso, lì sembra che ti mettano il tappeto rosso, qua entri nei bar, non ti calcolano nemmeno a volte, capita. Anche il fatto che gesticolo molto, gli italiani gesticolano in generale… Però quando parlo giapponese non gesticolo. Anche quando è venuta qui mia mamma cercava di ripetere delle parole, ma sembrava che mi facesse il verso, diceva “ah ma come parlate veloce in italiano!” E io gli dico “guarda che anche in giapponese parlate veloce!”, Prendeva in giro un po’ bonariamente, poi diceva “ah, non riuscirò mai a imparare l’italiano, troppo difficile” secondo me lui è pigro, l’italiano è difficile, però lui non ha proprio la testa di stare lì a studiare, anche quando andava a scuola non era un secchione, lui rinuncia, io sono più propensa… Dovrei mettermi proprio d’impegno per insegnargli, però proprio in partenza ci rinuncio, perché come gli dico una parola la ripete e poi dico “ah com’è difficile, l’ho dimenticata”. “Ciao” lo sa dire, “come stai” gliel’ho detto tante volte ma poi se l’è dimenticato, quindi ci ho rinunciato, parliamo giapponese e basta. Dovrebbe fare un corso proprio, magari se venisse qui in Italia sarebbe più fattibile. Forse per il primo periodo non lavorerebbe e avrebbe il tempo di studiare l’Italiano. Su Instagram ho visto che ci sono tante coppie internazionali, ad esempio lei tedesca e lui giapponese e loro hanno imparato il tedesco! Eh, caspita… Oppure ho visto una ragazza si sta trasferendo, sta tornando in Germania con il marito, un’altra sta tornando… È sempre la stessa cosa, il marito lavora troppo in Giappone e quindi hanno deciso di trasferirsi in Germania e lui mi ha detto che stava studiando sui libri in tedesco. Quindi… quando sono lì in Giappone no, parliamo giapponese, poi lavorando parla sempre giapponese, con la famiglia… Quindi se venisse in Italia si, si metterebbe d’impegno [ride], speriamo.

Quindi tu ce l’hai questo progetto?

Si perché comunque… Certo il mio sogno fin da piccola era di vivere in Giappone, avevo questo interesse, mi piaceva la cultura, il cibo giapponese, la lingua, il suono del parlato, i templi… Ai tempi, quand’ero piccola non avevo internet, quindi andavo proprio in biblioteca a cercarmi i libri sul Giappone, quindi… sono andata in Giappone, mi è piaciuto, mi è piaciuta la cultura, ovviamente alcune cose no, altre sì… Ci sono ancora tante cose che devo imparare della cultura, devo provare a vivere più a lungo… Però vedo che non può continuare a lavorare così tanto fino a 60 anni, torna a casa a volte che è cotto. Quindi capisci, a me piace da morire il Giappone, ma piuttosto che vederlo così, stanco… Torniamo in Italia gli dico.
Poi con mia mamma siamo molto legate, ha sofferto molto questo distacco… Adesso devo ripartire, son contentissima perché lo rivedo ovviamente, però penso a mia mamma, mi mancherà… La sentirò tutti i giorni, per video chiamata, poi penserò ai momenti in cui era qui in Giappone e mi verrà il magone, la nostalgia, però insomma, vorrei fare un po’ tutte e due le cose, provare a vivere un po’ in Giappone, stare con lui senza fare avanti e indietro e poi verrà il passo successivo, tentare di tornare in Italia e convincerlo. Ovviamente vedendo come vanno questi anni, io mi sono data un ultimatum, due anni in Giappone e poi vediamo cosa fare, perché per dire se tra cinque anni vogliamo dei figli e farli vivere in Giappone… E’ una società dove sono molto competitivi anche a scuola, quindi preferirei farli andare ad una scuola italiana, cioè sembra molto una piccolezza però comunque avrebbe mia mamma vicino, la nonna, lei vuole assolutamente un nipotino, non vede l’ora, mia sorella ancora niente, sperano su di me, quindi vediamo… Prima vediamo come vanno le cose, poi gliene parlerò. Piano piano, magari un giorno si, un giorno no… Sicuramente vorrà provare però dirà “eh ma non so la lingua, ma c’è lavoro in Italia?” Perché sa che non c’è lavoro. Poi gli avevo chiesto “ma non è un problema lasciare i tuoi fratelli?” e lui mi aveva detto “per niente!”, mi aveva colpita perché l’ha detto proprio un po’ freddo, magari tra il dire e il fare, poi si è un po’ rimangiato le parole “magari quando vado in pensione”, quindi vediamo.

A settembre quanto state in Italia?

Una settimana, un po’ perché lui non ha le ferie… Io avrei voluto due settimane, poi dovrò vedere a giugno, dovrò cambiare lavoro, sperando che le ferie coincidano… Sono proprio curiosa di vedere i miei amici come si rapporteranno con lui, magari a settembre saprà un pochino l’italiano, magari due parole, speriamo. Tutti che lo vogliono conoscere… Dovrò fare veramente un video. Anche lui mi dice “non vedo l’ora, non vedo l’ora, a luglio compriamo i biglietti” l’anno scorso doveva venire, però ci siamo mossi un po’ tardi e i biglietti erano sui 2000 euro e quindi quest’anno assolutamente andiamo. Mi fa “voglio conoscere tua sorella, voglio conoscere anche tuo padre, anche se non hai proprio un rapporto brillante”, però ecco “non so se mio papà ci sarà al party” e lui “fa niente, lo vediamo a parte, quando vuoi tu”. Lui non vede l’ora, più di me, è proprio emozionato. E poi io ho già comprato il vestito e lui dice “siccome tu hai il vestito bianco, anch’io voglio il vestito bianco” In Giappone si usa forse lo smoking, tutto bianco! Io gli ho detto “a me non piace! Se tu avessi la giacchettina grigia…” no, bianco. [ride] Speriamo di fargli cambiare idea, tutto bianco, le scarpe bianche, orribile! Anche le mie amiche “ma no, dai bianco!”. Una volta ho visto un matrimonio nel ristorante dove lavoravo, la sposa con il vestito bianco e anche lui bianco! Non so da dove la prendono questa cosa, loro tendono un po’ a copiare dagli americani… Anche nelle pubblicità, sposo bianco! Contento lui…

Adesso è un po’ che vi conoscete…

Si però abbiamo vissuto insieme, tra avanti e indietro, solo 9 mesi, pochissimo… La convivenza bene, mi sono trasferita da lui, è andato tutto bene. Lui non aveva troppe pretese, aveva 4 gatti, io amo tantissimo gli animali, anche i gatti, però 4! Mi sembravano un po’ troppi, per una casa che insomma, non è molto grande… Però lui compra sempre un sacco di scorte di cibo, cambia sempre la lettiera, nessun problema. Io non avevo mai avuto una relazione seria, sempre storie così. Quindi mi sono trovata single, tutte le mie amiche sposate, fidanzate, relazioni da 7 anni. Io mi sono trovata con questo amore così improvviso, sono passata dalla convivenza al matrimonio in poco tempo… Questa cosa mi fa effetto, a volte lo chiamo “il mio ragazzo” perché non mi viene in mente che ci siamo sposati, però non mi ha particolarmente sconvolto, è stata una cosa naturale, si stava bene insieme, si scherza, ovviamente come tutte le coppie ci si becca anche per cavolate, però per dire, se avessi visto atteggiamenti strani, scatti di ira, schiaffo…Lì me ne sarei andata via subito, perché è vero che ho sempre voluto vivere in Giappone, però c’era anche lui! Magari da sola non sarei mai andata a vivere in Giappone perché era molto più difficile, però è capitato quindi è stato tutto naturale.

Lo rifaresti se tornassi indietro?

Si, magari tra 6 anni cambierò idea, spero di no… È stato difficile, non è stato un percorso facilissimo, è andata bene la convivenza, però ci sono datati dei momenti in cui mi domandavo “sto facendo la cosa giusta? Sto lasciando tutto… Qui è vero che non ho un lavoro stabile, però ho la famiglia, ho un tetto sopra la testa…” Lui mi dato tante sicurezze, però al tempo stesso non parlavo la lingua, siamo stati tanto tempo in una relazione a distanza, per quasi due anni. È stato veramente difficile, ci sono stati dei momenti… Lui era molto tranquillo, ci sono stati dei momenti in cui mi alzavo… Depressione. Non averlo vicino, vedere magari tutte le mie amiche con il ragazzo vicino, io… Si, ci potevamo chiamare, ma non era la stessa cosa, quindi a volte ero veramente depressa. Poi ci abbiamo messo sicuramente l’impegno, 50 e 50 ci siamo impegnati, perché se uno si impegna e l’altro no… Non va avanti. Ho avuto altre storie, non serissime, non ragazzi che non abitavano in Italia ed è finita dopo un mese o due. Invece stavolta è andata, sarà che ci siamo impegnati tutti e due, quando è vero amore hai voglia di impegnarti. Tante storie finiscono a distanza, altre continuano. Sì sì, lo rifarei. Certo, a volte dico “caspita, come ho fatto a stare 4 mesi separati, durissima”, ci sono delle volte che tornavo in Italia e non sapevo quando sarei ripartita, lui mi chiedeva “ma quando torni?” e io gli dicevo “non lo so”, perché proprio non avevo abbastanza risparmi. È stata dura veramente. Però adesso sono molto più tranquilla, rilassata, abbiamo sistemato tutto, anche l’assicurazione sanitaria, prima non ce l’avevo, qui si paga, come in America. Finalmente dopo due anni posso iniziare una vita stabile, senza prendere l’aereo ogni 3/6 mesi… Poi anche all’aeroporto, gli addii si sa che son brutti, lasci tuo marito, il tuo ragazzo, era un pianto sull’aereo, un pianto unico tutto il viaggio. Lui più ci conosciamo, più il tempo passa, più è triste. Una volta l’ho chiamato, era giù “sono triste, torna presto!”. Prima stavamo lontani due mesi e non piangeva mai, adesso per tre settimane… Anche questa cosa del piangere “ah no, io non piango mai” invece adesso quando c’è una canzone che lo tocca si lascia andare, pensavo che non si sarebbe mai lasciato andare, invece adesso sarà che il rapporto si è trasformato, si è molto più aperto. La sua freddezza all’inizio mi spaventava, però adesso è molto più… Non dico romantico perché non lo è per niente, però più dolce. Gli slanci d’affetto ne ha di più rispetto all’inizio inizio [ride], meno male.
Se mi avessi visto fino a qualche mese fa, è stato terribile, bastava una cosa e piangevo, era molto nervosa, anche perché non era sicuro che mi avessero rilasciato il visto, molti dicono “ah ma ti sposi per il visto”, in parte è vero, per stare insieme ci voleva una sicurezza, ne abbiamo anche parlato. Lui una volta mi dice “eh ma si parla sempre di questo visto!” Aveva pensato che io lo volessi sposare per il visto! E questa cosa mi aveva ferito tantissimo. E poi ci siamo sposati a gennaio, sono tornata in Italia a febbraio e intanto l’immigrazione stava lavorando alla nostra richiesta, perché devi fare richiesta quando ti sposi, non è automatico, puoi anche non ottenerlo. E quindi io son stata febbraio e marzo con l’ansia. Poi un giorno erano i primi di marzo, mi manda una foto dove dicevano che dall’Italia dovevo recarmi all’ambasciata giapponese per ritirare il visto! Quella giornata lì ho pensato che ce l’avevamo fatta, ho iniziato a tranquillizzarmi sue quel lato lì e anche lui era più tranquillo. Ero un fascio di nervi, anche le mie amiche hanno cercato di supportarmi, poi ho rotto le palle a tutta la mia famiglia per due anni…Mi hanno dovuto proprio supportare, quindi sono grata a tutti. All’inizio magari non credevano, poi hanno visto che era una storia che poteva andare e quindi ci hanno supportato, hanno tifato per noi, è importante. Se anni fa mi avessero detto cosa ne penso delle storie a distanza avrei riso perché avrei detto “ma va, non durano…” Però dipende, tanti hanno una storia a distanza e funziona, si sono sposati, hanno avuto figli… Quindi, direi si, la storia a distanza funziona e sei disposto a sacrificarti, a impegnarti. A me non è mai pesato, a Tokyo ho sempre voluto vivere, ho trovato l’uomo giusto per me ed è giapponese, incredibile.

Alla prossima puntata per un’imperdibile storia d’amore!

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