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A Napoli vietato pensare alla Fiorentina: per l’Atalanta è un esame-Champions

Al San Paolo i nerazzurri cercheranno di restare attaccati al treno del quarto posto senza pensare alla semifinale di Coppa Italia di giovedì

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Dopo il pareggio casalingo contro l’Empoli che, semmai ce ne fosse ancora bisogno, ha fatto comprendere che nessuna partita di questo campionato è facile e scontata, ecco che l’Atalanta, in un inedita serata di Pasquetta, è chiamata a far visita al Napoli, reduce dalla eliminazione in Europa League ad opera dell’Arsenal.

Si tratta di una gara non decisiva per la Dea in ottica europea, anche se è resa più importante dal mezzo passo falso di lunedì scorso. E soprattutto è un match difficile da inquadrare per entrambe le compagini. Da un lato infatti avremo un Napoli che potrebbe essere svuotato dall’eliminazione patita dagli inglesi e con obiettivi in campionato praticamente nulli visto che i 7 punti di vantaggio sull’Inter sembrano garantire senza particolari patemi d’animo il secondo posto finale. Già, ma non c’è nessuna squadra che dopo una sconfitta come quella di questa settimana non cerchi un pronto riscatto, quindi che Napoli troverà davvero la Dea?

Dall’altro lato abbiamo invece la formazione nerazzurra conscia e consapevole che anche al San Paolo è possibile fare risultato, ma che sa perfettamente che tre giorni dopo avrà la semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina, una partita che vale decisamente molto di più. Pertanto, l’Atalanta avrà già la testa a giovedì prossimo e affronterà prudentemente la sfida con i partenopei?

Tutte domande che, a priori, non hanno una risposta certa e sulle quali solo il campo potrà dire la sua.

Conoscendo Gasperini e la sua banda, non credo che i nerazzurri si risparmieranno affrontando la partita con sufficienza e con la testa rivolta al successivo impegno. Della serie: cominciamo a fare bene a Napoli che poi alla Fiorentina ci penseremo da domani.

Le due formazioni si sono affrontate a Napoli in 47 occasioni nella massima serie: per 33 volte hanno prevalso gli azzurri, in 5 occasioni sono stati i nerazzurri a vincere mentre le altre 9 sfide si sono chiuse in parità (83 le reti segnate dal Napoli, 32 quelle realizzate dall’Atalanta). Il bilancio si riequilibra un po’ considerando anche le sfide di Bergamo: in 95 gare giocate le vittorie partenopee salgono a 43, quelle nerazzurre a 25 mentre i pareggi sono stati 27.

Le vittorie con maggior scarto di reti a favore dei partenopei sono state un 5-1 datato 1965-66 (con tripletta di Altafini) e un 4-0 del 1993-1994. La vittoria invece più netta dei nerazzurri al San Paolo è un rotondo 3-0 del 1955-1956 grazie a due autoreti napoletane e gol di Bassetto.

La gara in assoluto con il maggior numero di reti è del 1953-1954 allorché il Napoli prevalse per 6-3 e nella quale la sfida tra bomber venne vinta dal napoletano Jeppson (acquistato l’anno prima dalla Dea) con 4 reti segnate rispetto alle “sole” 3 del nerazzurro Bassetto.

L’ultima vittoria del Napoli è quella dello scorso campionato quando i partenopei prevalsero per 3 a 1 grazie alle reti di Zieliński, Mertens e Rog che ribaltarono l’iniziale vantaggio di Cristante. Al campionato precedente risale invece l’ultimo successo nerazzurro con la stupenda doppietta realizzata da Caldara ed una partita da incorniciare di tutti gli atalantini. Nel 2014-2015 le due squadre pareggiarono invece per l’ultima volta: la Dea passò in vantaggio grazie a Pinilla ma venne raggiunta nel finale proprio dall’attuale bomber nerazzurro Zapata.

All’andata a Bergamo Il Napoli prevalse per 2-1 in una gara che, onestamente, si sarebbe dovuta chiudere in parità. Fabian Ruiz segnò immediatamente ma la Dea reagì pareggiando con Zapata nella seconda frazione, prima che una bellissima rete di Milik a 5 minuti dalla fine desse ai partenopei i 3 punti.

Archiviata l’eliminazione europea Mister Ancelotti potrebbe dare spazio a Mertens al fianco di Insigne in attacco, come in difesa a Mario Rui sulla sinistra, a svantaggio rispettivamente di Milik e Ghoulam. Rischio turnover invece per uno tra Fabian Ruiz e Zielinski. Tra i pali Meret potrebbe essere preferito a Ospina.

Mister Gasperini potrebbe confermare Palomino e Masiello in difesa ai lati di Mancini, con Djimsiti in panca e Toloi ancora out a causa del problema alla caviglia. Si rinnova, invece, il duello sulla corsia di sinistra di centrocampo tra Gosens e Castagne. Davanti il trio di assi Zapata-Gomez-Ilicic potrebbe perdere lo sloveno, alle prese con un fastidio al ginocchio: l’ex Viola potrebbe restare a riposo in vista della semifinale di giovedì. Al suo posto, forse Pasalic.

Un solo ex in campo: si tratta del bomber nerazzurro Duvan Zapata, 37 presenze e 11 reti in due stagioni con gli azzurri tra il 2013 ed il 2015.

Una curiosità. Come tante società anche il Napoli, nel 2000, ha ritirato un numero di maglia, ossia la n. 10 appartenuta a Diego Armando Maradona come segno di tributo alla sua classe. Forse però molti non sanno che, per motivi regolamentari, il numero dovette essere ristampato sulle maglie azzurre dal 2004 al 2006 in Serie C1, torneo dove vige la vecchia numerazione dall’1 all’11.

Come detto, pur non essendo decisiva, la partita al San Paolo ha sempre un certo fascino: rivivere nuovamente le emozioni della vittoria di due anni fa non mi dispiacerebbe affatto.

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