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Colomba, latte e ovetti: la “buona Pasqua” di Stefano per i clochard della stazione

Bergamasco, dipendente di Ubi Banca, quasi ogni mattina porta il caffè sotto gli sguardi spesso allibiti di chi frequenta la stazione: anche domenica mattina ha voluto festeggiare la Pasqua con loro.

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Una colomba, degli ovetti di cioccolato e due bottiglie di latte per festeggiare la Pasqua insieme a chi, probabilmente, oggi non lo farà con la propria famiglia: come da qualche mese a questa parte, anche nella domenica santa, Stefano Lavelli, ha voluto fare colazione con i senzatetto della stazione autolinee di Bergamo.

Stefano nella vita lavora in Ubi Banca ed è un appassionato e praticante della fotografia di strada: “Tempo fa – racconta – parcheggiando quotidianamente nel park Atb della stazione vedevo sempre questi clochard accucciati a terra che dormivano. Mesi fa erano molto più numerosi di ora. Si sono aggregati anche i giovani e non solo che frequentavano l’ex gasometro della Malpensata. Così mi è venuta l’idea di portare loro del caffè: lo prendo al bar delle autolinee e glielo porto di mattina presto, quando ancora sono sdraiati. I gestori me li preparano gentilmente su un vassoio e io attraverso tutta la stazione, sotto gli sguardi spesso allibiti di chi la frequenta”.

Da un gesto quotidiano è nata l’intenzione di fare qualcosa di speciale anche nel giorno di Pasqua: “Ho sempre pensato che sarebbe stato bello, per loro ma anche per me, portare un pensierino. Così ho preso una colomba, degli ovetti di cioccolato e del latte e domenica mattina sono andato in stazione: mi hanno accolto sorridenti e hanno decisamente gradito il pensiero. Non ho disturbato chi ancora dormiva ma mi sono sincerato che anche loro avessero la loro fetta di colomba, il loro bicchiere di latte e il loro ovetto”. 

Stefano ha pubblicato qualche immagine su Facebook, dicendo di essere “all’ultima pensilina nella terra di nessuno”.

Terra di nessuno che lui, però, non ha dimenticato nemmeno oggi: “Mi sono intrattenuto un po’ con loro, poi ho rinnovato gli auguri e me ne sono andato: un gesto che decisamente mi ha fatto stare bene”.

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