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Così la diesel-Atalanta si è costruita l’occasione Champions: il grafico in movimento

Solo la Juve ha fatto meglio dei nerazzurri nel girone di ritorno e fuori casa la corsa della banda Gasp è da Champions: due anni fa alla 32esima giornata era quinta e poi chiuse a quarto posto.

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Seconda? Veramente? Ebbene sì, la classifica del girone di ritorno vede l'Atalanta al secondo posto dietro all'irraggiungibile Juve.

Incredibile fino a un certo punto, in realtà non è una novità: l'Atalanta di Gasperini, fin dal primo anno della sua gestione, è un po' un diesel. Parte piano, sottotono, ma quando mette il turbo la corsa (più che una marcia) è a livello se non sopra le grandi, fino a inserirsi stabilmente nel giro europeo. In una posizione che due anni fa avrebbe garantito la Champions, col quarto posto, mentre oggi il sogno continua, anche se è più alla portata il traguardo Europa League.

Qui nel grafico in evoluzione riportiamo l'andamento dei nerazzurri, giornata per giornata: una fotografia molto interessante per capire la scalata progressiva verso la zona Europa, così come va rilevato il dato delle due facce, tra casa e fuori. Anche qui, come nel ritorno, l'Atalanta è infatti in zona Champions. Vediamo.

Nel girone di ritorno, cioè considerando solo le ultime 13 giornate, la classifica vede la Juventus in testa con 31 punti seguita dall'Atalanta con 25. Poi abbiamo Roma e Milan a 24, Torino e Napoli a 23, Inter 21, Sampdoria 19, Spal e Bologna 18, Cagliari e Lazio 17, Udinese, Genoa e Fiorentina 14, Frosinone e Empoli 13, Sassuolo 12, Parma 10, Chievo 3.

L'altro dato da Champions è quello delle partite fuori casa, dove l'Atalanta è 4a, mentre risulta solo 10a in casa. Poi, analizzando il comportamento della squadra, si vede che cambia poco o nulla tra casa e fuori, con un punto in più conquistato lontano da Bergamo (27 contro 26). E, se vogliamo ben guardare, i risultati più prestigiosi sono stati ottenuti in casa, prendi l'Atalanta-Inter 4-1 dell'11 novembre all'8a giornata, o il 2-2 con la Juve il 26 dicembre, l'1-0 sulla Lazio, il 3-3 con la spettacolare rimonta sulla Roma.

Certo, ci sono anche le sconfitte con Napoli (1-2) e Milan (1-3).

Ma più di tutto hanno pesato in casa i punti persi contro le piccole, che evidentemente quando arrivano a Bergamo fanno muro e potresti stare in campo 24 ore senza fare gol, come è capitato contro l'Empoli.

Chiaro che la sconfitta interna con il Cagliari (in un momento particolare, dopo Copenaghen) come i pareggi con Chievo e Empoli hanno rallentato la corsa... Fuori casa, più che grandi colpi, l'Atalanta ha dato prova di forza vincendo a suon di gol sui campi di Chievo (5-1), Udine (3-1), Sassuolo (6-2), Frosinone (5-0), Parma (3-1) e imponendosi con grande tecnica e carattere sul campo della Sampdoria (2-1) o prima in rimonta a Bologna (2-1).

Curioso l'andamento giornata per giornata, il grafico con la linea verde (quella dell'Atalanta) che sale, sale... fino a dove, lo vedremo alla fine. Comunque, alla 7a giornata i nerazzurri erano quartultimi, 6 punti, uno più dell'Empoli.

Dalla 15a è cominciato il riposizionamento: 7° posto con Roma, Sassuolo e Parma a 21 punti, qualche giornata prima (12a) la grande vittoria sull'Inter (4-1) e l'8° posto. Poi sempre meglio: 6° posto alla 16a, 5a alla 22a giornata con Roma e Lazio dopo la vittoria di Cagliari (1-0) e anche alla 23a giornata. Poi ancora 6a e di nuovo 5a alla 29a giornata con la Lazio dopo lo squillante 3-1 di Parma (ecco anche perché le vittorie fuori casa fanno più clamore, perché accompagnate spesso da una classifica più prestigiosa) e poi ancora 5° posto alla 30a e alla 31a giornata, fino all'attuale 6° posto.

Un'ultima considerazione: due anni fa alla 32a giornata l'Atalanta era 5a e poi arrivò 4a; l'anno scorso invece alla 32a giornata 8° posto e 49 punti, per salire infine al 7°.

Oggi va meglio di un anno fa: sognare non è vietato.

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