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Uova di Pasqua, la dietista: “Scegliete il cioccolato fondente, alleato della salute”

Il parere della dottoressa Federica Grandi, dietista del Centro per i disturbi alimentari del Policlinico San Pietro.

Piace a grandi e piccoli. Per molti è una tentazione a cui è quasi impossibile rinunciare, ancora di più ora che la Pasqua si sta avvicinando. Parliamo del cioccolato. Al latte, bianco o fondente: ce n’è davvero per tutti i gusti. La buona notizia è che, senza esagerare, non solo non fa male ma può addirittura rappresentare un alleato della nostra salute. A patto che si scelga quello giusto, ovvero quello fondente. E più fondente è meglio è. Come ci spiega la dottoressa Federica Grandi, dietista del Centro per i disturbi alimentari del Policlinico San Pietro.

Dottoressa Grandi, che caratteristiche dovrebbe avere il cioccolato fondente per essere di buona qualità?

Il cioccolato fondente deve contenere una percentuale minima di cacao del 43% ed una percentuale minima di burro di cacao del 28%. La pasta di cacao, ovvero la sostanza secca che lo compone, può variare dalla percentuale del 55% al 70%. Sopra questa percentuale si parla di cioccolato extra fondente, mentre il cioccolato che presenta una percentuale di pasta di cacao dall’85% al 90% viene classificato come extra amaro. Se la tavoletta di cioccolato fondente riporta la dicitura “puro”, significa che non deve contenere ulteriori grassi vegetali e che la percentuale di tali grassi è ammessa, in ogni caso, nella percentuale del 5% del peso del prodotto. Un fondente di buona qualità ha circa 500 calorie per 100 grammi e contiene un’elevata quantità di minerali come il magnesio (115 mg. per 100 g.), il potassio (300 mg. per 100 g.) e il ferro (5 mg. per 100 g).

Ma quali sono, in particolare, le sostanze contenute nel cioccolato che lo rendono un alimento ricco di benefici?

Il cacao. Questo importantissimo componente contiene più di 400 sostanze differenti. Tra le più note, la fenilalanina e il triptofano (aminoacido essenziale e precursore della serotonina), che contribuiscono a migliorare l’umore e a regolare i ritmi del sonno. Altro componente fondamentale sono i polifenoli (catechine, antocianine e proantocianidine), antiossidanti naturali, ovvero sostanze che contribuiscono a contrastare il processo di invecchiamento cellulare. E i benefici non si fermano qui.

Quali sono gli altri?

Negli ultimi anni sempre più ricerche hanno evidenziato molti e diversi effetti benefici che si ottengono mangiando, ovviamente con moderazione, cioccolato fondente. Una recente ricerca per esempio ha dimostrato che il consumo di cacao puro e di cioccolato fondente riduce i valori di colesterolo cattivo (LDL) e un aumento dei valori di quello buono (HDL). La somministrazione del cioccolato fondente, in associazione con le mandorle, contribuirebbe invece a migliorare l’assetto lipidico (ovvero dei grassi) e di conseguenza a prevenire l’insorgenza di patologie cardiovascolari (studio condotto dall’American Heart Association, aprile 2019). Un consumo moderato di questo alimento migliorerebbe inoltre il flusso sanguigno e, in particolare, tenderebbe ad aumentare l’apporto di ossigeno al cervello (studio pubblicato dal Journal of Nutrition).

Come già accennato in precedenza, essendo ricco di triptofano, è un toccasana per l’umore e riduce il senso di stanchezza e affaticamento. Proprio in virtù di queste sue caratteristiche, il cioccolato è stato utilizzato per realizzare uno studio condotto sui calciatori professionisti (studio realizzato dall’Università La Sapienza di Roma e pubblicato su Oxidative Medicine and Cellular Longevity): è stato dimostrato che è in grado di ridurre lo stress ossidativo e di migliorare il recupero muscolare dopo l’attività fisica intensa. In ambito neurologico, fondamentale è stata la ricerca che ha evidenziato come questa sostanza sembrerebbe avere un effetto protettivo e preventivo nei confronti di alcune patologie neurodegenerative tra cui la demenza senile e il morbo di Alzheimer (studio pubblicato sul Journal of Alzheimer Disease nel 2015). Sembra addirittura che alcune società di studio legate alle patologie neurodegenerative (National Alzheimer’s Project Act e la National Institute on Aging) abbiamo valutato la possibilità di inserire dei derivati del cacao nei protocolli terapeutici nei prossimi anni.

Anche se potrebbe sembrare un paradosso, poi, numerosi studi sui possibili benefici del cioccolato fondente hanno riguardato anche il paziente diabetico. In particolare, uno tra questi ha dimostrato che i soggetti diabetici di tipo 2 che assumevano una certa quantità di cioccolato assistevano a una diminuzione a livello ematico dei markers infiammatori e dei livelli di emoglobina glicata (studio pubblicato sull’ International Journal of Preventive Medicine nel 2018). Il consumo di questo alimento sembrerebbe infine portare benefici anche all’intestino; questo perché il burro di cacao e soprattutto le sostanze in esso contenute contribuiscono a proteggere la flora batterica buona e a preservare il benessere di stomaco e intestino.

Non c’è il rischio di favorire o peggiorare problemi di acne?

No, ad oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri la correlazione tra acne e consumo di cioccolato fondente.

Lo possono mangiare tutti o in alcuni casi è sconsigliato?

Nonostante tutti i benefici appena elencati, è bene ricordare che il cioccolato fondente non è adatto a tutti. Trattandosi di un alimento che aumenta l’acidità di stomaco, i soggetti affetti da gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcere e sindrome del colon irritabile dovrebbero prestare maggiore attenzione e non mangiarne troppo. In generale non va dimenticato che il cioccolato fondente è piuttosto calorico, quindi è bene consumarlo sempre con moderazione.

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