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Notre Dame, tutto quello che significa per noi e la sua arte a rischio

Le opere ‘ferite’ dall’incendio di lunedì 15 aprile saranno portate al Louvre per essere restaurate

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“I grandi dipinti di Notre-Dame non hanno subito dei danni legati all’incendio ma semmai al fumo. Da venerdì saranno trasportati in sicurezza al Louvre dove subiranno interventi di deumidificazione e saranno sottoposti al restauro”.

Parola di Franck Riester – ministro della cultura francese – in merito alle pale rimaste coinvolte nell’incendio avvenuto lunedì 15 aprile a Notre-Dame.

Già perché la cattedrale protagonista del romanzo “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo non è soltanto un simbolo di Parigi e della Francia o uno dei monumenti più famosi e visitati al mondo: rappresenta un luogo dove sono conservate numerose opere d’arte di pregio che elevano maggiormente il prestigio della cattedrale.

Dipinti, sculture, vetrate, organi: tutte opere che hanno rischiato di scomparire e che ora – grazie all’intervento dei vigili del fuoco – sono state tratte in salvo, anche se di alcune di loro non si conosce ancora la sorte. D’altronde, dopo aver perso la ‘flèche’ – la guglia alta 45 metri realizzata nel 1860 dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc – l’obiettivo è quello di recuperare e far tornare a splendere tutte le opere coinvolte.

Già in salvo (ma messi sotto verifica di restauro) i tredici mays, le grandi pale seicentesche realizzate tra il 1630 e il 1707 da artisti francesi del calibro di Charles Le Brun, Jacques Blanchard, Joseph-Marie Vien,… Da restaurare anche le due pale italiane realizzate dai bolognesi Guido Reni (“Pala di San Giobbe”) e Ludovico Carracci (“Pala San Bernardino da Siena”).

Risparmiato dalle fiamme il “Grande Orgue”, il secondo organo più grande della Francia, che però – a detta delle parole dell’organista Philippe Lefèvre che da 35 anni lavora a Notre-Dame, “…è coperto da macerie, polvere e acqua. Speriamo che la struttura dell’organo regga e che venga messo al riparo al più presto possibile”.

Le fiamme hanno invece toccato le grandi vetrate, che non hanno subito danni catastrofici ma – precisa il rettore della cattedrale Patrick Chauvet – uno dei rosoni dovrà essere smontato per evitare il rischio di crollo. Il rosone della facciata è salvo, così come la “Leggenda di santa Genoveffa” realizzata tra il 1845 e il 1850 da Alfred Gérente; il piccolo rosone del transetto destro è rimasto invece danneggiato.

Per quel che riguarda le sculture, dovrà essere vagliato il “Mausoleo di Henri Claude d’Harcourt”, il gruppo scultoreo più noto di Notre-Dame realizzato da Jean-Baptiste Pigalle e ospitato sulla parete orientale della cappella di San Guglielmo. La stessa sorte toccherà ai bassorilievi lignei del coro, alle 37 rappresentazioni della Vergine che conta la cattedrale e alla “Pietà” di Nicolas Coustou.

L’incendio si sarebbe potuto trasformare in uno “sterminio dell’arte” ma fortunatamente così non è stato. Nel corso degli anni, la Francia è notevolmente maturata per ciò che concerne l’attività di restauro: ora è arrivato il momento di mettere sul campo tutto ciò che è stato appreso.

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