Treviglio: crescono servizi e commercio online, ma i negozi di quartiere sono in affanno
Lo dicono i dati dell’osservatorio economico della città di Treviglio per l’anno 2018
Crescono i servizi ai cittadini e le superfici di vendita, ma i negozi di quartiere sono in affanno e la sorpresa arriva dal commercio online. I dati dell’osservatorio economico della città di Treviglio per l’anno 2018 hanno confermato in parte quanto emerso nello stesso documento redatto un anno fa: le imprese attive crescono, andando in controtendenza rispetto i dati regionali e nazionali, mentre l’artigianato si trasforma, fornendo servizi ai cittadini. I negozi di quartiere, invece, scendono e lasciano spazio alle strutture di vendita di medie dimensioni.
Nell’annata 2018, sono state registrate 2741 imprese attive in città, andando a infrangere il precedente record del 2017 di 2717. Buona anche la crescita dell’industria, che segue i trend provinciali e regionali, mentre la nota curiosa arriva dall’artigianato.
Se numericamente lo sviluppo è stato minimo rispetto lo scorso anno – 741 contro le 731 del 2017 – salta all’occhio come queste attività stiano sempre più mutando, andando verso a un”artigianato di servizi”, con l’incremento di prestazioni come il noleggio, le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. Ottima ripresa infine del settore delle costruzioni che, dopo un periodo di crisi vissuto nel 2017 con la diminuzione delle imprese a 302 unità, si è tornato ora agli standard cittadini, fermando l’asticella sulle 313 attività del 2018.
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“Vale la pena di sottolineare – ha affermato l’assessore alle attività produttive e al commercio Giuseppe Pezzoni – come dal punto di vista artigianale Treviglio sia una città che sta modificando il suo rapporto con questo settore, che sta diventando di ‘servizi’. Vengono sempre più spesso offerte attività di noleggi, di agenzie, oltre che servizi a supporto delle imprese professionali, scientifiche e tecniche”.
Male le attività di commercio, e in particolare gli esercizi di vicinato, che passano da 516 del 2017 a 499 nel 2018 – a risentirne di più il settore non alimentare – mentre crescono le attività legate alle medie strutture di vendita, passando da 23 a 35. Proprio a queste strutture di medie dimensioni si possono legare l’incremento registrato delle grandezze delle superfici di vendita, passate da 59.383 metri quadrati dell’annata 2017 ai 61.261 dello scorso anno. Nel particolare si evince come, se da una parte le superfici di vendita dei piccoli negozi di quartiere sono nettamente diminuite – anche a fronte del calo delle attività – passando da 37.706 del 2017 a 33.580 del 2018, per quanto riguarda le medie strutture di vendita si è passati dai 15.226 metri quadri – anno 2017 – a 21.230 della scorsa annata”.
“Il dato del commercio più forte è stato quello dell’aumento della superficie di vendita – ha affermato Pierluigi Giuliani, responsabile dello sportello SUAP di Treviglio – non ragioniamo più in termini solo numerici di esercizi quanto di superficie di vendita, che ha avuto un’impennata grazie all’insediamento di nuove medie strutture, come ad esempio quelle in via Bergamo”.
Sulla crisi degli esercizi di quartiere si è espresso il presidente dell’Associazione Commercianti Trevigliesi, Professionisti e Artigiani Gabriele Anghinoni il quale afferma: “Prendo atto dei dati dell’osservatorio economico. Non voglio entrare in nessun modo in eventuali dibattiti politici e mi soffermo a commentare i dati: sicuramente c’è una difficoltà generale dei commercianti a livello nazionale, data anche da alcune incertezze legate alla situazione economica. Il problema non lo limiterei alla presenza di strutture commerciali di medie o grandi dimensioni, dato che in questo caso la ‘concorrenza’ se la fanno tra di loro. Il problema sta piuttosto nel caro degli affitti, difficilmente sostenibili dai piccoli commerciani, cosi come la pressione fiscale e le innumerevoli tasse”.
La ricetta di Anghinoni per potenziare il settore è ben chiara, e si rifà al concetto di “Associazione dei commercianti 2.0” e di attrattiva verso la città che lo stesso Assessore Pezzoni aveva citato durante la presentazione dei dati: “Come associazione dei commercianti continueremo a trovarci e a dialogare, per cercare le soluzioni più adatte per rendere ancora più attrattiva la nostra città. Da anni lavoriamo sodo per organizzare eventi e iniziative che portino la gente a scoprire il centro, e non solo, in modo da far conoscere i piccoli negozi di quartiere, che sono l’anima della città”.
A chiusura della relazione un curioso il dato inerente la vendita online dei prodotti, con i commercianti trevigliesi che si sono adattati alla nuova fetta di mercato portata dal web avviando un servizio di vendita digitalizzato: se nel 2008, agli albori del web su larga scala, gli operatori trevigliesi che vendevano su internet erano solo 12 nel giro di 10 anni questo numero è letteralmente lievitato, raggiungendo gli 80 esercizi che forniscono servizi di vendita online.


