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Al Museo Bernareggi i laboratori che incantano i bambini foto

La nostra giornata in particolare, era una lettura animata del libro “Se ti prendo”, correlata da un laboratorio creativo dove i bambini hanno costruito un castello per il drago della storia, tutto rigorosamente fatto con materiali di riciclo

Insieme a Greta, Filippo e la sua mamma Gaia, sono stata a uno dei laboratori organizzati dal Museo Bernareggi di Bergamo dal titolo “Ma che bel castello”, uno dei vari incontri pensati per i bambini e facenti parte della settima edizione di “Per gli occhi e per il cuore”, l’ormai tradizionale mostra che presenta a catechisti e agli operatori pastorali alcuni esempi significativi di arte al servizio dell’annuncio della fede, trovandoci nel periodo della Quaresima.

Vorrei sottolineare che durante la lettura animata ed il laboratorio creativo, non si percepisce assolutamente alcun senso religioso, chiunque può partecipare, mai viene nominato Gesù o altro, semplicemente vengono trattati dei temi comuni: etica, socialità, speranza, gentilezza… come in una qualsiasi fiaba. Si capisce che tutto è pensato per i bambini, per farli divertire e magari riflettere, ma l’unica cosa che ho notato, è stato l’entusiasmo e la gioia di tutti i piccoli presenti… soprattutto nel momento del tanto atteso lavoro creativo. Parlando con la mia amica Gaia, ci siamo dette che i nostri figli erano felici e che abbiamo passato insieme un bel pomeriggio.

Bisogna prenotare per poter partecipare ed ogni bambino deve essere accompagnato da un adulto. La nostra giornata in particolare, era una lettura animata del libro “Se ti prendo”, correlata da un laboratorio creativo dove i bambini hanno costruito un castello per il drago della storia, tutto rigorosamente fatto con materiali di riciclo, altro insegnamento istruttivo da tenere presente.

Katia, la lettrice-animatrice dell’evento, è stata davvero molto brava, carismatica ed empatica con tutti i bambini presenti.

Per prima cosa, il curatore della mostra, Giovanni Berera, ci ha condotto nella sala del Museo dove erano appesi tutti i disegni rappresentanti la storia, realizzati dall’illustratore Matteo Gubellini. Ha fatto accomodare i piccoli sui loro sgabelli ed ha spiegato brevemente cosa avremmo vissuto in quelle due ore… Tutto ciò in modo molto semplice e naturale, con qualche domanda per rompere il ghiaccio e le classiche presentazioni.

A questo punto Katia, ha fatto osservare le illustrazioni e ha chiesto ai bambini di prendere un pezzo di un puzzle con incollate delle frasi ed in base a quelle, bisognava mettere per terra, sotto il disegno correlato, il pezzo di puzzle scelto, proprio pensando ad abbinare la frase scritta ad un’immagine. All’inizio c’è stato un po’ di scompiglio, ma ce l’abbiamo fatta! Per verificare l’esattezza dei vari collegamenti, Katia ha letto la storia del libro e così abbiamo capito come comporre correttamente tutti i pezzi… vi dirò… siamo anche stati bravi!

La cosa basilare è che il Drago Arturo aveva bisogno di una casa, di un castello dove andare, così Sara, la bambina protagonista della favola, gliene disegna uno, ma poi, anche i bambini presenti devono aiutarlo e così siamo passati nella stanza affianco e con tantissimi materiali a disposizione, brillantini magici annessi, inizia il vero spasso! Mamme, papà, figli… tutti intenti nel loro lavoro… Tagliare, incollare, colorare… Sono stati realizzati dei bellissimi castelli per Arturo e con soddisfazione ce li siamo portati a casa!

Chiaramente descrivo questo pomeriggio per invogliare qualche adulto a partecipare con i propri cuccioli, è un’idea alternativa che riesce a legare gioco-arte-insegnamento senza risultare pesante, anzi, risulta essere divertente e vi assicuro che nessuno mi paga per dirvi queste cose, è un semplice consiglio di una mamma.

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