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Vedi l’Ajax e poi sogni… Ma non sembra un po’ l’Atalanta garibaldina del Gasp?

Vedere i tulipani olandesi spuntare come cavallette da tutte le parti, arrivare nell'area avversaria in cinque o sei a far impazzire avversari molto più blasonati, qualcosa non vi ricorda?

“Ma l’Ajax non gioca un po’ come l’Atalanta?”. (Scusate l’autocitazione…). Avevo mandato il messaggio a un amico, due mesi fa, la sera del 13 febbraio ma lui stava guardando altro e, comunque, ho cominciato a girargli il tarlo del dubbio: se giocano sempre così, questi li rivedremo…

E pensare che avevano perso, in casa col Real Madrid, quella sera. Eppure li avevano attaccati, aggrediti, lasciati senza respirare. Insomma, non poteva essere finita lì. Mancava solo il gol dopo una marea di occasioni, frutto di un gioco entusiasmante, spettacolare. Certo, solo un gol: ne avevano segnato uno e avevano perso (1-2). Però non era finita, c’era tutto un ritorno da giocare.
Ajax come l’Atalanta? A domanda fuori conferenza stampa, Gasperini aveva alzato le sopracciglia alla Ancelotti, incuriosito dal paragone. Poi, quando l’Ajax aveva maltrattato il Real Madrid (4-1 al ritorno, a Madrid), aveva abbozzato: “Qualcosa magari c’è in comune, eh ma loro sono più forti, sono già a livelli alti in Champions”.

Certo, diciamo che Ajax e Atalanta non saranno sorelle ma un po’ cugine sì. Un po’ parenti. Perché se anche l’Ajax a volte gioca, gioca, gioca e non fa gol perché non tira in porta, un po’ sembra l’Atalanta. O viceversa. Lasciamo perdere il caso Empoli, dove di tiri ne hanno fatti ben 32, i nerazzurri. Ma non era un caso, perché anche col Copenaghen era stato un assedio spettacolare e senza gol.

Comunque, vedere i tulipani olandesi spuntare come cavallette da tutte le parti, arrivare nell’area avversaria in cinque o sei a far impazzire avversari molto più blasonati, qualcosa non vi ricorda? Non vi sembra di avere già visto, da queste parti? E attaccare con attaccanti e difensori lasciando la propria metà campo sguarnita o quasi, eppure non correre rischi o rischi calcolati, perché c’è sempre qualcuno che recupera. Almeno, salvo i primi minuti che spesso sono stati letali per i nerazzurri. Però. Anche quest’anno, la lezione all’Inter e alla stessa Juventus in Coppa Italia, per non parlare del 6-2 a Reggio Emilia col Sassuolo o del quarto d’ora col Bologna. Quest’anno come l’anno scorso o due anni fa: è la filosofia del Gasp, l’orchestra che a volte magari stecca proprio contro avversari meno forti e si esalta contro i grandi. Ma è davvero un’orchestra in cui tutti corrono e sanno leggere lo spartito con una tecnica che vedi in poche altre squadre.

Sarà un caso, ma quando vedi altre partite della Serie A ti annoi, abituato ai ritmi, alle giocate degli uomini di Gasperini. E chissà se sarà anche per questo che finiscono quasi sempre in anticipo o posticipo tv, perché è un piacere vederli. L’ha detto ieri a Sky anche Capello, uno che qualche scudetto l’ha vinto: “Lunedì sera guardavo un po’ Notre Dame e un po’ l’Atalanta, un po’ l’Atalanta e un po’ Notre Dame”. Senza che il paragone sembri irriverente, ma detto da Capello che è pure appassionato di arte oltre che di calcio.

Ma tornando all’Ajax… visto che non abbiamo parlato di Juve? Loro, i campioni d’Italia, con l’Atalanta hanno un po’ sofferto e fatto fatica. Ormai tutti, allenatori e dirigenti in tv parlano di progetto e il progetto della Juve è avere il giocatore più forte (o quasi, dopo Messi) del mondo. Certo, non solo lui perché gli altri che gli girano intorno in Italia bastano e avanzano per dominare.

Fuori, no.

Altre squadre coltivano invece la filosofia del gioco, vedi l’Ajax, vedi l’Atalanta. E poi magari non vinci, ma fai venire i brividi aggredendo da tutte le parti, rubando palla, arrivando prima dell’avversario su tanti palloni e arrivando quasi in porta col pallone. Ecco, il difetto a volte è quello di innamorarsi troppo del proprio gioco e specchiarsi un po’ e non concludere. Capita anche all’Atalanta che non sarà giovanissima ma ha tanti giocatori che hanno fatto passi da gigante col Gasp, l’Ajax è giovane e davanti a CR7 non si è intimorito.

Chapeau.

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