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Sematic, parlamentari bergamaschi e sindacati: "Scongiurare gli esuberi" - BergamoNews
La delocalizzazione

Sematic, parlamentari bergamaschi e sindacati: “Scongiurare gli esuberi”

Nell’azienda metalmeccanica a rischio ci sono circa 60 posti di lavoro, esuberi che potrebbero verosimilmente ridursi durante la trattativa.

Nella delicata vertenza della Sematic di Osio Sotto, mentre il confronto del 9 aprile aveva lasciato ben sperare, l’incontro di mercoledì 17 aprile si è invece chiuso con uno stallo.

Nell’azienda metalmeccanica a rischio ci sono circa 60 posti di lavoro, esuberi che potrebbero verosimilmente ridursi durante la trattativa. Il 20 marzo scorso l’azienda metalmeccanica aveva annunciato la decisione di delocalizzare parte della produzione dalla provincia di Bergamo all’Ungheria, provocando un taglio di 40 operai e 15-20 impiegati su un totale di 330 dipendenti.

I PARLAMENTARI BERGAMASCHI

“Alla luce dello stallo delle trattative emerso dopo la vertenza sindacale per l’azienda Sematic, oggi gruppo Wittur di Osio Sotto, ci preme sottolineare l’importanza di non depauperare il patrimonio manifatturiero del territorio bergamasco e di valorizzare le competenza di lavoratori e lavoratrici che tanto hanno contribuito per fare di quella azienda una tra i leader mondiali in questo settore – scrivono una nota congiunta tutti i parlamentari bergamaschi Elena Carnevali, Daniele Belotti, Maurizio Martina, Guia Termini, Rebecca Frassini, Simona Pergreffi, Cristian Invernizzi, Antonio Misiani ed Alessandra Gallone -. È necessario che le istituzioni a tutti i livelli continuino a garantire la loro vicinanza ai lavoratori sia per chiedere di poter conoscere il piano industriale che per scongiurare qualsiasi esubero”.

“La vertenza della Sematic – proseguono i parlamentari bergamaschi – ha per il momento un profilo di trattativa tra sindacato ed azienda ma non sfugge l’interesse delle istituzioni e della politica su questa vicenda che rischia di penalizzare la dimensione occupazionale e impoverire ulteriormente il territorio bergamasco. L’importante azienda di Osio Sotto, che occupa nel suo impianto oltre 330 lavoratori, è parte di un più ampio gruppo internazionale di proprietà tedesca specializzato nell’industria ascensoristica che ha recentemente dichiarato la propria intenzione di delocalizzare in Ungheria due linee di produzione con correlati rilevanti esuberi di manodopera nel sito per oltre 60 unità. Nell’incontro convocato dal presidente della Provincia, G. Gafforelli, venerdì 12 Aprile con i parlamentari bergamaschi, il vice sindaco del comune di Osio Sotto, le parti sociali Fiom Cgil-Fim Cisl e Rsu – con l’assenza di Confidustria e dei referenti della Sematic – abbiamo condiviso che non siamo di fronte ad una crisi industriale causata da una riduzione degli ordinativi o da altri fattori tali da giustificare l’esubero di 60 lavoratori ma alla volontà del gruppo industriale di delocalizzare per ragioni di opportunità fiscale e razionalizzazione del comporto produttivo, pur in presenza di bilanci più che positivi. Una prospettiva che ci trova assolutamente contrari”.

I SINDACATI, FIM CISL E FIOM CGIL

“Che fosse una trattativa difficile lo abbiamo capito da tempo, ma che le difficoltà fossero così insormontabili non ce lo aspettavamo di certo. Per ogni piccola decisione che potrebbe anche rasserenare l’ambiente, bisogna sempre aspettare che la risposta definitiva arrivi dall’alto”.
Maurizio Gozzini, operatore della Fim Cisl, non esce rinfrancato dalla riunione avuta nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile con la direzione di Sematic, l’azienda di Osio Sotto che ha recentemente annunciato la propria intenzione di delocalizzare in Ungheria, dichiarando rilevanti esuberi di manodopera nello stabilimento bergamasco.
“Oggi, abbiamo avuto 5 ore e dalla riunione non sono uscite parole di rassicurazione né tantomeno un’ipotesi di piano industriale: tutto è stato rimandato al 9 maggio. Quindi, ancora niente passi avanti concreti. Speriamo nella prossima tornata, ma la nostra preoccupazione, oggi, resta tutta. Giovedì 18 aprile si terrà l’assemblea con i lavoratori, ma ogni decisione definitiva sulle azione da mettere in campo – conclude Gozzini – verrà presumibilmente presa dopo il 9 maggio”.

“Se pure la Direzione aziendale abbia confermato la volontà di mantenere a Osio la produzione delle porte C-MOD e di conseguenza di volere ridurre il numero degli esuberi, nessun passo avanti concreto è stato mosso. Siamo, dunque, in una fase di stallo” spiega Claudio Ravasio della segreteria provinciale della Fiom-Cgil di Bergamo. “Insieme alla RSU abbiamo chiesto rassicurazioni credibili sul futuro dello stabilimento di Osio e la presentazione di un piano industriale per la salvaguardia dell’occupazione. La Direzione ha chiesto di rinviare la trattativa, in modo da verificare con il Gruppo la possibilità di dare garanzie concrete su questi temi. Il prossimo confronto è già fissato per il 9 maggio”.

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