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Sostenere l’informazione locale perché necessaria: via al percorso lombardo con Vito Crimi video

Al convegno Corecom, primo passo per affrontare il tema, come hanno spiegato il presidente regionale Fermi e il sottosegretario all’editoria.

Al Palazzo della Regione Lombardia si discute finalmente di informazione grazie al convegno promosso dal Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni). Si tratta del primo tavolo di confronto per fare il punto e sostenere l’editoria locale.

Convegno editoria locale lombarda

“L’obiettivo da qui alla fine dell’anno è mettere a punto una proposta di sostegno all’editoria lombarda – spiega il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi -. Qualche altra regione l’ha già fatto, ma si può far meglio”.

È la presidente del Corecom Lombardia Marianna Sala a illustrare motivi e procedure dell’iniziativa: “L’informazione locale non è superata dalla globalizzazione digitale. Anzi il cittadino ha più bisogno di sapere cosa succede nella propria comunità. Bombardato da quanto succede nel mondo e su tutti i temi, ha necessità di sapere cosa gli succede attorno per restare cittadino di una comunità. Perciò c’è gran bisogno dei media locali che però sono quelli che soffrono di più economicamente”.

Piccolo è importante, insomma, ma non sempre è facile. “Il Corecom ha deciso di avviare percorso conoscitivo. Quattro tavoli tecnici: online, radio, carta, tv, per valutare insieme e trovare idee e proposte. Per avere un dato di sintesi e soluzioni da proporre al tavolo regionale. E poi presenteremo la sintesi anche al sottosegretario Vito Crimi per gli Stati generali e la riforma del settore”.

Al convegno partecipa proprio il sottosegretario Vito Crimi: “Una iniziativa che spero sia fatta anche da altre regioni. Io ho voluto gli Stati generali dell’editoria perché il settore è in una fase di crisi, non solo legata all’avvento del digitale, ma per tanti altri fattori”.

Come procederanno gli Stati generali? “Settimana prossima apriremo una piattaforma per la consultazione pubblica, aperta a tutti i cittadini che potranno dire la loro. Resterà aperta un mese circa. Dal 28 maggio poi, con una serie fitta di incontri (2-3 a settimana, aperti a chiunque vorrà partecipare) incontreremo tutti gli operatori per categorie: agenzie di stampa, editori non solo federazioni, direttori di giornali locali e nazionali, di radio, e giornalisti. Un giorno sarà dedicato ad Agcom e Corecom (a metà giugno). Poi chiuderemo con tavoli intersettoriali in una due giorni a Torino ai primi di settembre per realizzare un libro verde che ci porti a comprendere dove sta andando il settore”.

Ci saranno, prosegue il sottosegretario, “anche gli investitori pubblicitari di cui ci si dimentica spesso: sentir parlare di quote o tetti alla pubblicità è un modo vecchio di ragionare che fa male si giornali. Il digitale riesce a fornire una profilazione del lettore utile all’investitore perché mirata”.

L’esponente del governo, dopo aver espresso la propria solidarietà al giornalista della Rai del Veneto che si è trovato il furgone con le ruote tagliate, si concentra sull’informazione locale: “Importante come mostra l’indagine Agcom (presentata al convegno ma priva di dati sui giornali online Lombardi) da cui risulta che laddove funziona è davvero strumento di controllo rispetto alla corruzione: in pratica dove l’informazione locale è attiva ci sono minori fenomeni corruttivi”.

E sulla crisi dell’informazione commenta: “La domanda di informazione altissima: lo si capisce dal fatto che la gente si informa sui social. Quando non trova risposte sui giornali la cerca sui social. Per questo serve che l’informazione dia qualcosa in più, sia valore aggiunto rispetto ai social. Penso anche a temi delicati come la salute che devono essere trattati da professionisti”.

E conclude evidenziando come “nella legge di bilancio abbiamo effettuato un taglio al finanziamento dell’editoria, finanziamento che a quanto pare non ha funzionato se no non staremmo a discutere della crisi di settore. Il nostro intervento però non ha toccato l’informazione locale: prevede infatti un taglio del 20% per chi riceve più di 500mila euro. Tagli quindi solo a testate nazionali, non a quelle locali”.

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