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Bergamo

Progetto Montelungo, Uni+ all’Università e alla prossima giunta: “Continuate a crederci”

Oggi 28 dei 33 membri della consulta degli studenti sono rappresentanti di Uni+. Viste le complicazioni del progetto Montelungo, venuti a conoscenza del nuovo accordo, hanno deciso di prendere posizione.

Uni+ da 10 anni si occupa della rappresentanza studentesca nell’Università di Bergamo: attualmente 28 dei 33 membri della consulta degli studenti sono rappresentanti di Uni+. Viste le complicazioni del progetto Montelungo, venuti a conoscenza del nuovo accordo, hanno deciso di prendere posizione.

Il progetto Montelungo – scrivono – è il simbolo della crescita dell’Università degli studi di Bergamo e da ormai diversi anni accompagna il nostro percorso di rappresentanza. Da quando è stata sposata l’idea di uno sviluppo diffuso dell’università nella città, la sempre maggiore necessità di spazi dell’Ateneo si è trasformata, grazie alla collaborazione tra esso e i Comuni di Bergamo e Dalmine,  dell’opportunità di ridare vita a zone “morte” del territorio bergamasco.

“Oggi – recita il video istituzionale Unibg presentato nel 2016 al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – l’Università è una solida dorsale della cultura, che sorregge il tessuto urbano e lo apre al mondo”.

Dall’allestimento della nuova Aula Magna, all’interno della stupenda ex Chiesa di S.Agostino, al rinnovamento e ampliamento dell’ex ollegio Baroni, un’area storica a ridosso delle mura cittadine è stata rinnovata fortemente, aumentando l’attrattività del nostro Ateneo, ormai casa di oltre 20000 studenti. Ai piedi di città alta, la caserma Montelungo, abbandonata da decenni, inevitabilmente è diventata oggetto delle ambizioni di chi crede in una Bergamo città universitaria. L’idea è affascinante: un polo universitario aperto a tutti, che comprenda al suo interno posti letto, spazi comuni e un nuovo Centro Universitario Sportivo, ora presente solo a Dalmine.

Non solo una residenza studentesca quindi, ma un centro unico in Italia che rilanci il prestigio e l’attrattività di Bergamo e della sua Università. Come associazione universitaria abbiamo sempre appoggiato questo progetto e l’abbiamo seguito speranzosi nel suo difficile percorso.

Le complicazioni sorte negli anni hanno portato a ritardi e ad un aumento ingente dei costi, compensati solo in parte dallo stanziamento ad hoc di Regione Lombardia per 10 milioni di euro.

Compreso il timore dell’Ateneo di non riuscire a sostenere il peso di questo aumento e al contempo mantenere dei servizi agli studenti e a una didattica di alta qualità, il Comune si è proposto di sostenere la spesa della costruzione del CUS. Questa soluzione, con la garanzia che il polo sportivo sia comunque gestito dall’Ateneo, per garantire tariffe agevolate e in generale la funzione di educazione allo sport che già a Dalmine attraverso numerose collaborazioni viene perseguita, è una vittoria per tutti.

L’Università sosterrebbe una spesa nei margini preventivati ainizio progetto e Bergamo non perderebbe l’occasione di vedere una zona così centrale riportata a piena vita. Un accordo che comprenda solo la residenza universitaria con il CUS in un altro luogo costituirebbe un compromesso al ribasso che non valorizzerebbe l’idea di un nuovo polo universitario all’Ex Caserma, andando in contrasto con la politica di espansione diffusa in simbiosi con il territorio, che da sempre appoggiamo e condividiamo con la governance dell’Ateneo. E’ giusto che la nostra Università operi una gestione oculata delle risorse, ma davanti a un’opportunità così grande per le generazioni future non possono esserci esitazioni.

Gli studenti saranno i maggiori fruitori di questo nuovo campus, e come loro storici e orgogliosi rappresentanti, scelti anche lo scorso anno dall’80% dei votanti, vogliamo affermare con forza l’importanza e la centralità di esso nella crescita del nostro Ateneo.

Per questo – concluodono – vogliamo rivolgere un appello alla nostra Università e alla futura Amministrazione comunale: continuate a crederci, non abbiate paura di essere ambiziosi, di vedere nella Montelungo rinata il simbolo di una Bergamo più attiva e attenta ai giovani, modello virtuoso in Italia e nel mondo.

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