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Diventare grande con Roald Dahl e il suo Grande gigante gentile (ma non solo)

Nuova puntata di "I libri di Livia", per conoscere i libri che non possono mancare nella crescita di ognuno di noi

Dire che Roald Dahl è uno scrittore per ragazzi e bambini non è completamente sbagliato: effettivamente, con i suoi racconti, capaci di cullare a ritmo di sempre nuove ed estasianti avventure, sono cresciuta.

Notte e giorno. Giorno e notte. Dalla mattina alla sera loro erano lì con me: li portavo a scuola, in biblioteca da mia madre, li leggevo, improvvisandomi esperta, ai miei nonni e a chiunque fosse disposto ad ascoltarmi. Spesso li riscrivevo, li modificavo, reinventavo e, in quella che era la mia concezione di bambina, li “miglioravo”.

Nonostante ciò, solo due settimane fa sono riuscita in quale modo a ricongiungermi a questo mondo, venendo a conoscenza di altre storie e nuove avventure. Non ci avevo più sperato. Credevo di essermene separata, e qualche volta tentavo, disperatamente, di prendere qualche volume e di provare a rileggerlo: ricercavo come fossero pietre preziose gli stessi sentimenti di qualche anno prima, che v’erano, ma sfuocati.

Nessuno di quei libri aveva più segreti per me.

Come accennato, però, in una delle mie numerosissime spedizioni in giro per la biblioteca, ancora accompagnata da quel senso di sconforto e dalla volontà di riunirmi a Dahl, tentai.

Spulciando fra gli scaffali, piegata in due, trovai questo enorme libro, dalla copertina rossa e le scritture d’orate. Non so come avessi fatto a non vederlo mai prima d’ora, tanto era vistoso, e non so neanche se si trattasse effettivamente di una mia volontà precisa di non volerlo trovare. Era “Tutti i racconti” di  Roald Dahl.

Tuttavia fu proprio così che mi si aprì un mondo completamente nuovo, evoluto: destinato suppongo ai lettori cresciuti, e nel quale, seppur accompagnata dall’ironia (talvolta macabra) dai colpi di scena e dagli aventi perturbanti, è ancora facile ritrovare la comicità da brivido di Roald Dahl, forse più calcata, e ora più comprensibile.

Si presentano numerosissimi racconti, alcuni più brevi, altri meno: ma tutti caratterizzati dallo stile fantastico e cupo: si passa da persone che diventano api, a storie di gatti, incarnazioni dell’uomo, bruciati dagli stessi padroni.
Se ne può leggere uno ogni sera, sembrano infatti, quasi strutturati appositamente per questo scopo.

Lo consiglio a tutti coloro che vogliono poter dire di essere stati cresciuti, effettivamente, da questo fantastico autore.

Chiamo all’appello anche ognuno che non ha mai letto nessuno dei suoi libri, senza ulteriore bisogno di aggiungere che, ciò a cui va incontro, è assolutamente speciale nel suo genere, capace di trasportare, dando la possibilità di viaggiare e scoprire anche seduti in poltrona, con una tazza di tè caldo tra mani.

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