BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Chiesa ex Riuniti, Sgarbi: “Inutile preoccuparsi ora di un bene che si voleva vendere”

Il critico d'arte: "La diatriba Regione-musulmani? Sbagliato fare differenze, bisogna valutare lo spirito della proposta"

Pochi giorni fa era a Salò, attesissimo all’inaugurazione della mostra “Contemplazioni: i visionari”, da lui stesso curata. Accanto al critico d’arte Vittorio Sgarbi, al momento del taglio del nastro, c’era l’amico e assessore alla Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli, al quale è stata recentemente demandata la faccenda della chiesetta degli ex ospedali Riuniti. Il collega al Welfare, Giulio Gallera, ha parlato di “un progetto culturale in via di definizione”, che sarà presto svelato alla cittadinanza.

La chiesetta, messa all’asta dall’azienda ospedaliera Papa Giovanni (controllata della Regione) è stata venduta all’Associazione Musulmani di Bergamo per 452mila euro. Il governatore regionale Attilio Fontana, dopo una lunga serie di polemiche, ha ribadito che eserciterà il diritto di prelazione utilizzando la chiesetta per fini culturali. Sfilandola così agli islamici e pure agli ortodossi, che dal 2015 ne usufruivano in comodato d’uso gratuito.

Sgarbi, non è che l’assessore Galli le ha rivelato qualcosa sul futuro della chiesetta?

Non ne abbiamo parlato, ma sulla vicenda ho letto qualcosa.

E che idea si è fatto?

Io sono dalla parte di Mimmo Lucano (il sindaco promotore del ‘modello Riace’ per l’accoglienza dei rifugiati’, ndr). Non faccio differenze quando si parla di umanità, ma dall’altra parte bisogna far rispettare le Leggi.

Quindi?

Nessuno si è mai contrapposto ai filippini o ai buddisti, mentre sono anni che conviviamo con musulmani ‘potabili’ e altri meno ‘potabili’: si presume che qualche attività sia preoccupante agli occhi delle istituzioni.

Eppure sull’Associazione Musulmani di Bergamo sono stati fatti tutta una serie di approfondimenti e non sono emersi problemi.

Infatti il metro di giudizio corretto, almeno dal mio punto di vista, è quello di valutare lo spirito con cui viene fatta un’attività.

Quindi, secondo lei, Regione Lombardia non avrebbe motivo di esercitare la prelazione?

Vale la risposta precedente. La chiesa l’avrei lasciata a chi ha vinto il bando, ma se la Regione vuol far valere la prelazione e ci sono le condizioni per esercitarla, può farlo.

Evidentemente l’idea di una chiesa trasformata in moschea non piace granché.

Santa Sofia è diventata una moschea, mentre il Duomo di Siracusa era un tempio greco. Una chiesa sconsacrata può anche diventare una discoteca, o un cinema. Degli amici ne hanno ricavato un appartamento.

Morale?

Quando la chiesa non difende un bene questo perde il connotato spirituale. E poi, se si mette qualcosa in vendita, non vedo per quale ragione preoccuparsene ancora.

Lei cosa farebbe della chiesetta una volta esercitata la prelazione?

Non lo so, ma per questo c’è l’assessore Galli.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.