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In Valbrembana il maggior numero di anziani, a Bergamo record degli ultra 75enni

Giacomo Meloni, segretario Fnp Cisl, propone un fondo unico regionale o provinciale per la non autosufficienza

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“L’invecchiamento costante e crescente della popolazione non può vedere le amministrazioni locali limitarsi a prendere atto di una condizione. È ora che il territorio si faccia carico di scelte di prospettiva e utili alla vita decorosa di una fetta sempre più consistente della popolazione. Per questo, riteniamo che vadano poste in essere una serie di azioni concrete e strutturali per la terza età e la non autosufficienza a partire dalla costituzione di un Fondo Unico per la non Autosufficienza, a livello regionale o – perché no – provinciale, che possa garantire il diritto alla cura e all’assistenza di persone non autosufficienti”.

Giacomo Meloni, segretario dei pensionati della Cisl di Bergamo, lancia la proposta alle attuali e future amministrazioni locali del territorio provinciale, perché “servono visioni e progetti strutturali per rendere l’intervento verso la terza età e ancor più per la non autosufficienza efficaci, non legati a bonus che vanno e vengono, con il solo risultato di lasciare le famiglie e gli anziani sempre più in balia degli eventi”.

I dati che emergono dalla ricerca sull’andamento demografico a Bergamo e provincia confermano l’incremento della popolazione anziana, che dal 2014 al 2018, aumenta del 5,30% nella fascia “65– 74 anni” e del 13,12 % nella fascia “over 75”.

Nella classifica territoriale della longevità, al primo posto si trova la Val Brembana con il 12,68% di popolazione fra i 65 e 74 anni, mentre Bergamo città detiene il record degli over 75 con il 12,96%, seguito ancora dalla Val Brembana (12,66%) e dall’Alto Sebino (12,20%).

Gli ambiti di Grumello (8,30), Seriate (8,39) e Romano di Lombardia (8,62) hanno invece la presenza minore di “over 75”.

“Questa, lo diciamo con ferma convinzione, è una buona notizia: che le persone vivano più a lungo, che la speranza di vita in Italia sia fra le maggiori nel mondo sono fatti assolutamente positivi. L’aumento dell’invecchiamento porta però con se una serie di aspetti di natura sociale che vanno messi in testa alle agende della politica e delle amministrazioni locali e non tenute ai margini come spesso purtroppo avviene. Per questo servono azioni volte alla possibilità di invecchiare a casa propria, come ben rilevato nell’iniziativa “La città a misura di anziano” di Fnp, Spi e Uilp di Bergamo”.

Quindi, sostiene il segretario dei pensionati Cisl, la sfera politica e amministrativa deve avviare interventi atti a rispondere ai bisogni di persone fragili, a partire dall’abitazione , con servizi appropriati, dall’assistenza finanziaria per modifiche all’alloggio, alla progettazione dell’alloggio secondo le necessità delle persone anziane, da azioni volte alla possibilità di invecchiare a casa propria, a progetti per sconfiggere o limitare la solitudine, che spesso diviene una vera e propria patologia, e la povertà, che aumenta l’emarginazione, lo stato di disagio e la fragilità dell’anziano.

“Un ulteriore campo di intervento verso la popolazione anziana riguarda l’inserimento nelle case di riposo, con i costi elevati delle rette , e la scarsità di posti disponibili, quattro posti letto ogni mille abitanti, in rapporto alle richieste. Riteniamo che vadano poste in essere una serie di azioni concrete e strutturali per la terza età e la non autosufficienza a partire dalla costituzione di un Fondo Unico per la non Autosufficienza, che possa garantire il diritto alla cura e all’assistenza di persone non autosufficienti. Questo servirebbe anche a mantenere e migliorare su tutto il territorio di Bergamo e provincia l’informazione e le strutture dei servizi sociali e sanitari accessibili e alla portata di tutti; rendere attuativa in tutti i suoi aspetti la legge regionale n.15, soprattutto nella parte comprendente l’elenco delle assistenti famigliari; investire nell’incremento dei posti disponibili presso le case di riposo per ridurre il più possibile il gap fra le domande e le offerte”.

“Questi – conclude Meloni – sono alcuni spunti di riflessione e  che riteniamo utili ad affrontare il tema dell’invecchiamento e della non autosufficienza, partendo dai dati incontrovertibili sulla positiva evoluzione dell’aspettativa di vita, promuovendo azioni e interventi strutturali verso le persone anziane , le loro famiglie, per passare da un’azione legata alla congiuntura ad una legata alla strutturalità degli interventi”.

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