A quattro anni dall’inaugurazione la Carrara si regala la Barchessa messa a nuovo
Ospiterà esposizioni, proiezioni cinematografiche e multimediali, convegni e conferenze. In occasione della mostra sul Mantegna riaprirà al pubblico il nuovo bookshop
“Uno spazio che ci voleva”. Lo dice prendendo un pizzico di fiato, quasi fosse una liberazione Maria Cristina Rodeschini, direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo. Giovedì mattina, 11 aprile, la Pinacoteca ha svelato al pubblico la Barchessa, l’ala destra del museo (attesa da anni) rimessa completamente a nuovo. “Uno spazio flessibile che per il museo significa vita, aria nuova” dice Rodeschini.
La Barchessa comprende una sala di 200 metri quadrati e un sistema di ambienti di servizio “vocati a ospitare progetti espositivi, proiezioni cinematografiche e multimediali, convegni, conferenze, ospitalità – aggiunge la direttrice della Carrara -. Tutte attività che la qualificano come museo moderno”.
Un nuovo spazio anche per la città. Sale di rappresentanza o per piccole esposizioni saranno a disposizione al piano terra – dove sarà collocata la sede stessa della Fondazione – ma anche spazi per l’acclimatamento delle opere in prestito, sia in arrivo che in partenza.
Ma è al primo piano che sorge lo spazio vero e proprio. Il cuore della Barchessa, con lucernari per garantire l’illuminazione zenitale naturale e la flessibilità che permetterà di utilizzare il locale per diversi allestimenti. Uno spazio integrato al percorso museale della Carrara ma anche – all’esigenza – un locale in grado di diventare uno spazio autonomo.
A colpire sono anche i dettagli. Basta alzare lo sguardo e ammirare il soffitto, “con un rivestimento su fogli di lamina d’oro applicati all’intonaco, sul quale gioca l’effetto luce dei proiettori – spiega il progettista Attilio Gobbi -. L’oro non è stato scelto a caso. È un materiale che accompagna tutto il museo: dalle icone più antiche ai dettagli dei dipinti fino alle cornici, alcune delle quali sono delle vere e proprie opere d’arte”.
Alcune finiture, a dire il vero, vanno ancora perfezionate. Per ammirare la Carrara completata con la Barchessa di destra bisognerà attendere il 24 aprile. Quando, a quattro anni esatti dall’inaugurazione, la mostra del Mantegna restaurato si potrà ammirare proprio nelle sale messe a nuovo. Lo stesso giorno riaprirà anche il bookshop del museo, chiuso da tempo e in fase di riallestimento.
“Dopo essere stato testimone del nostro patrimonio e avere idealmente unito a Bergamo con due capitali internazionali come Londra e Berlino, il Mantegna torna nelle sale di Accademia Carrara – le parole del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori -. Per celebrare questo ritorno e, una volta di più, la sua straordinaria attribuzione, il museo invita a una mostra coinvolgente: un’occasione per rileggere la collezione, frutto della generosità di tanti donatori e un percorso di sorpresa, esperienza e innovazione. Accademia Carrara, dalla riapertura del 2015 a oggi, ci ha insegnato molto e ora con questa iniziativa, grazie ai linguaggi della contemporaneità attraverso il sapere divulgativo dell’innovazione, ci auguriamo possa raccontare, coinvolgendo, sempre più persone, in particolare studenti e giovani”.
“Il catalogo scientifico di un museo, scritto da chi in quello stesso museo lavora, è un’occasione unica per riprendere in mano questioni aperte e farle diventare un’opportunità di conoscenza – ha detto Giovanni Valagussa – co-curatore della mostra nonché scopritore del Mantegna -. Aver intrapreso il volume sui dipinti del Trecento e del Quattrocento ci ha permesso di studiare bene un’opera che da centocinquant’anni ritenuta una copia o un lavoro di bottega, si è rivelata essere invece la metà superiore di una ben nota tavola di Andrea Mantegna. Vincente in questa storia è stata sicuramente una modalità di analisi moderna dei dipinti che, sulla scia del metodo morelliano della ricerca positiva degli indizi, ha fatto convergere una molteplicità di osservazioni, che raccolgono i pareri più antichi sull’opera, ma anche valutazioni e materiali sul supporto, come pure di indagine ottica e radiografica, fino ad arrivare a un risultato complessivamente dimostrabile per via stilistica, principalmente, ma anche oggettiva”.
Re-m Mantegna
Nel nome del pittore mantovano viene riaccolta ed esposta per la prima volta in modo permanente la ‘Resurrezione di Cristo’, dopo la straordinaria scoperta del maggio 2018 e il tour internazionale tra Londra e Berlino. Il titolo della mostra, visitabile da fine aprile a luglio 2019, sarà ‘Re-m Mantegna’. Un viaggio lungo più di cinquecento anni, dal 1492 a oggi. Un viaggio tra passato, presente e futuro, ma anche un’esperienza multimediale e un percorso espositivo nelle sale che, grazie a un allestimento ad hoc, mira ad offrire al pubblico una passeggiata storica e artistica che culmina nell’opera creduta per secoli una copia.
La mostra prosegue poi all’interno delle sale del museo con un nuovo disegno espositivo che evidenzia alcuni capolavori, conducendo il visitatore attraverso un itinerario nei secoli della pittura, tra i segreti dei grandi maestri, come Jacopo e Giovanni Bellini, approfondendo aspetti di storia e di arte intorno a Mantegna. Inoltre, analizza alcuni aspetti anche grazie a numerosi materiali didattici, legati al collezionismo, con una sala dedicata a Guglielmo Lochis, donatore del Mantegna, alle tecniche di restauro e alle alterne vicende di alcune opere, erroneamente attribuite o mutile o disperse, di cui la Resurrezione e la sua recente vicenda è un felice esempio.
Mantegna Experience
La storia di un dipinto, l’attenzione ai dettagli, l’alterna vicenda critica, dalla sfortuna alla “riscoperta” grazie agli studi di Giovanni Valagussa, conservatore di Accademia Carrara. La piccola croce che unisce due tavole: Resurrezione di Cristo con Discesa al Limbo. E poi l’eco mondiale, i commenti, le prime pagine dei giornali, il restauro,
il tour internazionale e il ritorno a casa. Un’esperienza straordinaria sviluppata grazie alla tecnologia Epson e alla ricerca multimediale di Museyoum.
La scoperta dell’opera, il restauro, il tour mondiale
Il restauro della tavola di Mantegna, preceduto da una vasta campagna di diagnostica alla quale hanno contribuito diversi istituti di ricerca, è durato sei mesi ed è avvenuto all’interno del percorso museale. In un box vetrato allestito in una sala, i visitatori hanno avuto la possibilità di seguire in diretta ogni fase dell’intervento realizzato da Delfina Fagnani. I materiali di studio e le immagini tecniche verranno presentati in modo da illustrare l’assetto originale del dipinto, nelle dimensioni reali, con i chiodi e le traverse sul retro (ora mancanti), tutti elementi importanti ai fini della
ricostruzione della sua storia. (sala 7 AC)
La Resurrezione
La tavola dipinta a tempera e oro è stata datata, grazie alla recente attribuzione, al 1492. Il soggetto (e titolo) è la Resurrezione di Cristo, nel momento dell’uscita trionfante dal sepolcro con in mano un vessillo crociato, tra lo sconcerto dei cinque soldati che hanno espressioni di meraviglia. Di qualità molto interessante appare soprattutto la descrizione dello strapiombante paesaggio roccioso, che forma un altissimo sperone obliquo incombente dietro la figura di Cristo e un terrazzo sporgente in primo piano sorretto da una sorta di grandioso arco naturale, sopra il quale l’intera scena si svolge. In mostra l’opera è esposta in modo tale che il visitatore ne percepisca la fisicità e possa aver accesso anche al retro dove si legge, in alto al centro, la scritta Andrea Mantegna in una bella grafia capitale, tracciata a penna o con un sottile pennello. (sala 8 AC)
L’aspetto e l’assetto originari
Grazie alla tecnologia sarà possibile rievocare l’aspetto originario dell’opera, integrandola virtualmente con la parte sottostante Discesa al Limbo e la fascia a sinistra mancante, nota attraverso una copia antica conservata ai Musei Civici di Padova. Verranno infine illustrate le ipotesi sulla collocazione originaria dell’opera nel Castello di San Giorgio a Mantova e sarà proposto un mosaico di derivazioni antiche, a testimonianza della grande fortuna della composizione mantegnesca.











