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L'ex prefetto: "Quando incontrai Bocia e Belotti per evitare disordini col Brescia di Mazzone" - BergamoNews
Cono federico

L’ex prefetto: “Quando incontrai Bocia e Belotti per evitare disordini col Brescia di Mazzone”

L'ex numero uno di via Tasso ne parla nel suo libro in cui ripercorre i 7 anni a Bergamo: "Ricordo con affetto Ivan Ruggeri"

Trenta settembre 2001. Brescia-Atalanta. L’epoca in cui le Rondinelle, con Baggio trascinatore, sono più forti dei nerazzurri e in cui il derby dell’Oglio è molto atteso. E acceso. In campo, ma soprattutto sugli spalti. Quel giorno al Rigamonti la partita è spettacolare. Finisce 3 a 3 dopo che è successo di tutto. I padroni di casa acciuffano il pareggio a pochi secondi dalla fine, grazie a un’autorete di Rinaldi che scatena la gioia di mister Carlo Mazzone. Punzecchiato e offeso per tutta la partita dai cori dei tifosi atalantini, l’allenatore romano al gol del pari è protagonista di quella corsa ormai diventata leggenda conclusa, dopo una cinquantina di metri, sotto al settore occupato dai bergamaschi.

Una vecchia ruggine quella tra Mazzone e gli ultrà nerazzurri, come spiega il tecnico a fine partita: “I tifosi dell’Atalanta sono razzisti al cento per cento: mi hanno insultato come romano e hanno offeso ai miei genitori romani che non ci sono più. Avevo promesso a quei tifosi che mi sarei fatto sentire in caso di pareggio. Sono stato di parola. E sul pari sono andato, e ho detto loro di tutto”.

Un episodio, e delle dichiarazioni, che rischiano di rendere incandescente la sfida di ritorno, in programma il dieci febbraio seguente. Per cercare di evitare disordini, la macchina organizzativa si mette subito in moto. A guidarla l’allora prefetto di Bergamo Cono Federico, che organizza una serie di incontri con le forze dell’ordine e i rappresentanti della tifoseria atalantina.

È uno degli episodi raccontati nel libro Un prefetto a Bergamo che Federico ha scritto insieme al giornalista Franco Cattaneo, in cui l’ex numero uno di via Tasso ripercorre i sette anni a Bergamo, dal 2001 al 2007.

cono federico

“Ho solo ricordi positivi di Bergamo e dei bergamaschi, popolo serio e altruista – ricorda Cono Federico – . Nel corso della mia esperienza in città non ho mai avuto particolari problemi con gli ultrà. E anche in quell’occasione andò tutto bene.

Certo, dopo quello che capitò a Brescia le sirene non erano delle più tranquille. Ma nelle settimane precedenti la partita, per cercare di rasserenare l’ambiente, ci furono una serie di incontri con le istituzioni cittadine, i dirigenti delle forze dell’ordine e i rappresentanti della tifoseria atalantina.

Tra questi anche Claudio Galimberti e Daniele Belotti, che anche in virtù della sua esperienza politica faceva un po’ da tramite tra noi e gli ultrà. Alla fine, a parte qualche sfottò in campo, nel complesso andò tutto liscio”.

“Da grande appassionato di sport e di calcio in particolare ho sempre avuto ottimi rapporti con i tifosi e i dirigenti dell’Atalanta. In quel periodo ho conosciuto bene l’allenatore Stefano Colantuono, il direttore generale Giacomo Randazzo e il presidente Ivan Ruggeri, che ricordo con molto affetto. Era molto legato alla sua Dea”.

Il libro sarà presentato giovedì 11 aprile alle 18.30 alla Casa del Giovane del Patronato San Vincenzo in via Gavazzeni a Bergamo.

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