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Il ‘buco’ del gas da 3,5 milioni di euro e l’Irpef che aumenta per gli abitanti di Chiuduno

L'ultimo capitolo di una questione aperta da quasi 12 anni; il sindaco Locatelli: "Paghiamo tutti un errore fatto da chi amministrava prima di noi"

“Una scelta obbligata, che non farà guadagnare un centesimo alle casse del Comune e che permetterà soltanto di coprire il mutuo”. Lo ripete più volte il sindaco di Chiuduno Stefano Locatelli quando parla del rialzo dell’aliquota dell’Irpef appena applicato.

Un problema che non permetteva altre soluzioni, a quanto pare, e che il primo cittadino aveva previsto da tempo: “Da quando A2A ha chiesto al Comune 7 milioni di euro per la concessione del gas riscattata in anticipo con un indennizzo calcolato erroneamente” spiega Locatelli.

La questione è stata sollevata nell’estate del 2011, ma la vicenda prende il via a fine 2007, quando il Comune di Chiuduno – allora guidato dal sindaco Mauro Cinquini e dalla sua maggioranza “Insieme per Chiuduno” – deliberò di riscattare, in anticipo rispetto al termine naturale della concessione, la rete di distribuzione del gas dall’allora gestore Sobergas spa-Asm spa (oggi A2A Reti Gas spa) “al fine di anticipare la riscossione di un canone a vantaggio del Comune”. Il riscatto anticipato comporta un indennizzo all’ex gestore: un consulente del Comune stimò la spesa in 1,2 milioni, ma A2A, ne chiese cinque che sommati all’Iva fanno 6 milioni e 640.069 euro, col tempo poi diventati 7 milioni tondi tondi.

A dicembre la travagliata vicenda ha visto la sua conclusione, con la giunta di Locatelli che è riuscita a dimezzare la spesa per le sue casse: “Ci siamo accordati per un risarcimento di 3,5 milioni di euro – spiega il sindaco -, il male minore per tutti”.

È stato così aperto un mutuo per fronteggiare l’enorme spesa compiuta. Mutuo che, come inevitabilmente accade in questi casi, pagheranno i cittadini: “Avendo previsto questa grossa uscita ho ordinato ai miei collaboratori in questi otto anni di mandato di non alzare l’Irpef, proprio per poterlo fare ora – continua il primo cittadino -. Agli abitanti di Chiuduno spiegherò con un foglio informativo questo aumento”.

Ma quanto sarà questo aumento? Le aliquote passeranno dallo 0,4% attuale (per tutti) allo 0,65% per le famiglie con un reddito fino a 15mila euro annui; allo 0,68% per le famiglie con un reddito fino a 28mila euro annui; allo 0,70% per le famiglie con un reddito fino a 55mila euro annui; allo 0,75% per le famiglie con un reddito fino a 75mila euro annui; allo 0,80% per le famiglie con un reddito superiore ai 75mila euro annui.

Tradotto: la fascia fino a 15mila euro pagherà circa 36 euro in più ogni anno (circa 3 euro mensili), quella fino a 28mila pagherà 72 euro in più ogni anno (circa 6 euro al mese).

Durante il consiglio comunale del 29 marzo scorso le minoranze si sono dette contrarie all’aumento dell’aliquota: “Il rialzo dell’imposta trova il nostro voto contrario – ha dichiarato il consigliere Mauro Giuseppe Rossi della lista civica X Chiuduno -. Secondo noi questo debito andrebbe fronteggiato con delle alternative, come ad esempio l’istituzione di una farmacia comunale”. Una soluzione, quella della farmacia comunale, per la quale il sindaco Locatelli non ha chiuso le porte: “È un’ipotesi in esame da tempo, vedremo”.

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