Tanti i sottoscrittori
|“In Parlamento serve un comitato per la scienza” Garattini e Remuzzi tra i firmatari dell’appello
Una petizione in Parlamento per evitare errori: la Scienza al servizio della Democrazia.
Un gruppo di scienziati, tra cui i bergamaschi Silvio Garattini e Giuseppe Remuzzi, e di giornalisti lancia l’appello affinché il Parlamento italiano si doti di un Comitato per la scienza e la tecnologia. Eccolo.
All’attenzione dei Presidenti di Camera e Senato e di tutti i membri del Parlamento Italiano.
Dalla salute all’energia, dalla privacy online alla sicurezza internazionale, ogni giorno chi governa il Paese deve assumere decisioni che chiamano in causa la scienza e la tecnologia. È fondamentale quindi che anche il Parlamento italiano, come già avviene in molte altre democrazie, abbia una struttura che garantisca un servizio che aiuti a prendere decisioni più efficaci e informate.
In qualche modo ce ne accorgiamo. Nel nostro Parlamento molto – troppo – spesso i dibattiti e le decisioni tipiche della società e dell’economia della conoscenza sono poco informati, poco ponderati. Ideologici. Il paese stesso ne risente. Sono numerosissimi i casi che ci fanno dire che un ufficio parlamentare di consulenza scientifica sia necessario anche da noi.
Si pensi a leggi su temi importantissimi come il clima, le scelte energetiche, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei big data e dell’ingegneria genetica, l’esplorazione dello spazio, la sanità e gli inevitabili risvolti bioetici, serbatoi di batteri che resistono agli antibiotici, ecc.
Pensiamo anche al problematico dibattito sulle vaccinazioni, a quello sulla sperimentazione animale e la lunga sequela di “cure del miracolo”, dal caso Di Bella alla “cura Vannoni”, che hanno sempre coinvolto le nostre istituzioni e le forze politiche in uno scontro in cui la scienza è stata messa da parte ai danni dei cittadini.
Nel dibattito democratico, la disponibilità di informazioni scientifiche attendibili, coerenti e sistematiche è fondamentale come base per prendere decisioni equilibrate ed efficaci. Proprio per questa ragione, in molti Paesi democratici del mondo esperti interni o esterni ai Parlamenti offrono ai rappresentanti dei cittadini un chiaro panorama sullo stato del dibattito e degli attuali confini della conoscenza scientifica, promuovendo quindi un dialogo virtuoso fra politica e ricerca scientifica.
Si vuole che i nostri rappresentanti politici abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie per poter far fronte alle grandi sfide che il futuro ci riserva.
I comitati di esperti non sostituiscono il Parlamento. Le scelte restano responsabilità e prerogativa degli eletti dal popolo. Ma i comitati di esperti assolvono al ruolo di facilitare scelte documentate e ben fondate. Sono, in definitiva, una necessità e insieme un’espressione di una democrazia matura. Sono la forma tangibile di una scienza al servizio della democrazia.
Le Comunità Scientifiche svolgono già ricerche, sviluppano convegni di studio, preparano relazioni e Atti sui risultati delle loro attività scientifiche. Tutto, in generale, a livello istituzionale, con propri fondi e col contributo scientifico dei propri aderenti. Si tratta solo di coinvolgerle opportunamente e abbandonare gli schemi di partito e di potere.
I Coordinatori dell’iniziativa “Scienza in Parlamento”:
Ruggero G. Bettinardi, Alessandro Allegra, Casimiro Vizzini, Chiara Sabelli, Luca Carra, Marco Cattaneo, Pietro Greco.
Ecco alcuni firmatari della petizione:
Antonio Guarino, University College London.
Carlo Alberto Redi, Università di Pavia, Accademia dei Lincei.
Andrea Grignolio e Guido Silvestri a nome del “Patto Trasversale per la Scienza”.
Carlo Rovelli, Università di Aix-Marsiglia.
Francesca Pasinelli, direttore generale Fondazione Telethon.
Giovanni Boniolo, Università degli Studi di Ferrara.
Giuseppe Remuzzi, Direttore Istituto Mario Negri.
Lucia Votano, Laboratori Nazionali di Frascati, INFN.
Maria Luisa Villa e Carlo Alberto Redi, filosofi della scienza.
Maria Luisa Villa, già Università degli Studi di Milano, Accademia della Crusca.
Maria Pia Abbracchio, Prorettore vicario Università degli Studi di Milano.
Marica Branchesi, Gran Sasso Science Institute.
Maurizio Battino, Università politecnica delle Marche.
Nicola Bellomo, Politecnico di Torino, presidente Gruppo 2003 per la ricerca.
Paola Bonfante, Università degli Studi di Torino.
Paolo Vineis, Imperial College, Londra, Consiglio Superiore di Sanità.
Patrizia Caraveo, INAF, Milano.
Piero Genovesi, ISPRA.
Roberto Cingolani, Direttore Istituto Italiano di Tecnologia, Genova.
Sauro Amboni, giornalista e membro certificato della Società Italiana di Statistica. Membro della Società Italiana di Statistica Medica e di Epidemiologia Clinica.
Silvio Garattini, Presidente Istituto Mario Negri.
Telmo Pievani e Giovanni Boniolo, Università degli Studi di Padova.
E tanti, tanti altri.



