BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Famiglia tradizionale? A noi giovani interessa solo l’amore

Non si può discutere di qualcosa che in realtà non esiste e la “famiglia tradizionale” non esiste

Più informazioni su

La famiglia tradizionale è quella in cui ci sono mamma e papà, della stessa età, che stanno insieme da quando sono adolescenti e non si sono mai traditi. Solo dopo un bel matrimonio, avvenuto in chiesa, e un lavoro stabile hanno deciso di avere uno o due bambini che ogni mattina si svegliano felici e vanno a scuola, dove stanno bene e imparano tante nuove cose.

Questa però non è la famiglia tradizionale, è un’utopia!

Siamo figli di Friends, sitcom che vede protagonisti cinque amici che formano loro stessi una “famiglia” e hanno genitori divorziati a causa di tradimenti o noia, famiglie numerosissime o, come nel caso di Phoebe (Lisa Kurdon), i genitori non ci sono proprio.

Siamo cresciuti con i Cesaroni e abbiamo sognato guardando la storia di Eva e Marco poiché erano fratelli, ma non di sangue, ma il matrimonio tra la madre di lei, Lucia, e il papà di Marco, Giulio, li ha resi tali. Quando poi Rudy, fratello biologico di Marco ed Alice, sorella biologica di Eva si sono scambiati un bacio tutti abbiamo fantasticato su una possibile storia tra i due.

Noi ragazze, inoltre, cantavamo a squarciagola la sigla di Hanna Montana, la storia di una ragazza orfana di madre che ha come padre una rock star, il quale intreccerà una breve storia d’amore con la madre di Lily, migliore amica di Hanna.

Adesso, sulla base di tutto quello che i mass media ci mostrano da quando abbiamo imparato a parlare, veramente si può credere che la tanto adorata famiglia tradizionale sia quella che viene mostrata solo ed unicamente nelle pubblicità delle brioches in cui persino il cagnolino si sveglia felice?

Non mentiamoci: a tutti spaventa quello che è diverso dalla nostra normalità, ma se ci chiedessimo qual è la famiglia tradizionale sicuramente non risponderemmo la nostra.

Magari nostra madre ama alzare un po’ il gomito quando è da sola, oppure nemmeno ricordiamo quanto sia dolce la voce di nostro padre tanto è il tempo che è sdraiato in quel letto d’ospedale con gli occhi chiusi. La sua voce è stata sostituita dal rumore uguale, psichedelico, ripetitivo dei macchinari che sperano ancora lui si risvegli, ma ormai non ci credi più nemmeno tu.

Ogni giorno, invece, tu esci di nascosto quando i tuoi genitori non sono in casa perché non vivi più in una casa accogliente, ma in un carcere dalle pareti d’oro che agli altri pare magnifico e tu, invece, che hai sempre odiato quelle sbarre, non vedi l’ora di scappare.

Non si può discutere di qualcosa che in realtà non esiste e la “famiglia tradizionale” non esiste.

Non sono le leggi sulla possibilità di abortire (22 maggio 1978) oppure la legge Fortuna-Baslini (possibilità di divorzio, 1 dicembre 1970) che rendono una famiglia perfetta, anzi.

Queste leggi hanno permesso a tantissima gente di ricominciare a vivere.

Prima dell’entrata in vigore della legge che permette l’aborto tantissime ragazze rischiavano la vita con mix di medicinali o erbe per cancellare il segno di una violenza, ad esempio.

Prima dell’entrata in vigore della legge che concede il divorzio molte donne erano schiave di uomini che non amavano e non era il matrimonio, l’unione davanti a Dio, a rendere, purtroppo, un matrimonio felice.
I bambini, però, non sono compresi in questo discorso: i bambini vanno tutelati e cresciuti in un ambiente che permetta il completo sviluppo di una sessualità sana e che sia in grado di lasciare che un bambino sia tale e sia felice.

“Magari, lo sarebbe anche in una famiglia omosessuale.”
“Meglio cresciuto da una coppia che lo ama che in un orfanotrofio”

Vero, assolutamente, ma non si può scommettere su una generazione X e testare il grado di felicità, lo sviluppo di una sana sessualità dei bambini in una famiglia arcobaleno.

Si ricordi però anche quanto sia difficile adottare un figlio in una famiglia eterosessuale e quanto siano duri gli assistenti sociali in Italia: prima di lasciare un bambino ad una famiglia ci sono molteplici test da superare, anni da percorrere e sogni da accantonare e quindi in qualsiasi caso l’adozione omosessuale sarebbe lunga e complicata, come quella di famiglia composta da uomo e donna.

La cosa che fa riflettere, e anche parecchio arrabbiare, è che in Italia la legge del 4 marzo 1983 sull’adozione prevede che pure una coppia non sposata o un single possa adottare un bambino.

Perchè questa legge fa arrabbiare?

Semplicissimo la legge recita che gli individui idonei all’adozione benché non sposati sono:
• Persone che sono unite al bambino da vincolo di parentela fino al sesto grado o da un preesistente rapporto stabile duraturo col bambino, quando il bimbo è orfano di padre e di madre
• A un coniuge, quando il bambino sia figlio, anche adottivo, dell’altro coniuge
• Quando il bambino è disabile e orfano
• Quando non c’è la possibilità di affidamento preadottivo

Benché tre punti su quattro siano condivisibilissimi il terzo punto mi fa sorgere un dubbio: se la famiglia tradizionale prevede mamma papà e bimbi, i bambini affetti dalla sindrome di Down, come ad esempio Alba (figlia adottiva di Luca Trapanesi, single e omosessuale) è di serie B?

Lei non si merita la famiglia tradizionale che pare tanto perfetta oppure ci stiamo tutti ingannati e questa famiglia perfetta non esiste?

Prima di discutere leggi che hanno concesso la libertà a milioni di persone e prima di tornare al Medioevo e condannare una persona perché omosessuale poniamo veramente al centro i bambini perché abbiamo paura che siano discriminati perché adottati da due donne – o da due uomini – ma non ci spaventa discriminarli perché disabili.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.