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Stucchi: “Non dirò stop alle opere avviate, ma sulla Fara voglio la valutazione ambientale” video

Il programma e le idee ci sono e (quasi) anche tutte e quattro le liste a sostegno: Giacomo Stucchi è in pista per realizzare una "Bergamo dei bergamaschi"

Si è fatto attendere, ma, alla fine, il candidato sindaco del centro-destra è sceso in campo. Cinquant’anni, leghista doc, con una trentennale militanza politica (della quale venticinque anni trascorsi tra le aule del Parlamento e del Consiglio provinciale di Bergamo), Giacomo Stucchi è l’anti Gori.

Giacomo Stucchi

“Si è dovuto attendere, certo, ma in realtà abbiamo anticipato l’accordo nazionale tra Lega e Forza Italia: si era bloccati su Cremona e noi invece abbiamo avuto il via libera prima degli altri”, ha dichiarato l’ex presidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza).

Quali ritiene siano i suoi punti di forza?

Concretezza, pragmatismo, le conoscenze acquisite in questi anni da senatore e presidente del Copasir e il fatto che, con grande orgoglio, sono considerato una persona affidabile. Sono mie qualità che mi permetteranno di vincere, ma, certamente, non posso anche prescindere dal favorevole consenso nazionale al centro-destra che, a oggi, è un buon 50%.

Stucchi sindaco

Un leader ha bisogno di una squadra di cui fidarsi, chi avrà nella lista “Bergamo Ideale, Stucchi sindaco”?

Il commercialista Simone Santicoli e Giovanni Pedrali. Come detto, ci sarà anche un nome proveniente dall’ambiente di sinistra che ha scelto di appoggiare me perché è fiducioso che io possa dare una migliore risposta alla città rispetto a giorgio Gori. A loro si aggiungono i nomi già noti come Enrico Negretti, commercialista, l’imprenditrice Rita Messina Moretti, il docente di diritto Luca Nosari, il primario di Treviglio Bruno Ferraro, il consigliere comunale Danilo Minuti, Massimo Fabretti, l’ex calciatore Beppe Savoldi, l’avvocato Giorgio Rossi e Gabriella Gallo, impiegata in questura. Oltre questa lista, ci saranno le liste di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

E per la Giunta?

Mi hanno già sottoposto dei nomi, ma ho detto che studieremo i nominativi dopo le elezioni: deciderò in base alla voglia di volersi mettere in gioco. Non escludo che valuterò anche soggetti esterni che sapranno dare risposte concrete ai bisogni quotidiani della città, con un progetto di Bergamo da qui ai prossimi quarant’anni.

Una delle sue prime iniziative elettorali è stata quella di chiedere ai cittadini di mandarle idee per Bergamo via mail. Quante ne sono arrivate finora? E di quali temi trattano?

Più di 250, a cui ho risposto personalmente. Sono tutte incentrate sul tema della sicurezza, dei parcheggi, della mobilità, dell’inquinamento, e delle piste ciclabili attorno a cui ci sono visioni contrastanti. Arrivano anche molti messaggi sulla pagina Facebook. E ho già inserito nel programma due punti che mi sono stati suggeriti: la questione del parcheggio di via Pignolo 42 e la riduzione della velocità su via Celadina.

C’è un’email che l’ha colpita più di tutte?

Una che riguarda le donne che non si sentono sicure in città, non solo la sera e non solo nelle zone più “problematiche” della città, come la stazione. Ma anche nelle vie più centrali: si ha paura anche solo a camminare da sole la sera da via Tasso a Piazza Pontida. La città è vuota, buia e non c’è mai nessuno in giro. È necessario portare l’attenzione su una situazione di paura che viene percepita da molti cittadini: in centro e nelle periferie.

Come può essere risolta?

Facendo più controlli sul territorio in modo ordinario: con più agenti e più telecamere che servono per prevenire i reati e per poi verificare chi ha compiuto il crimine. Il tema che più di tutti mi sottopongono i cittadini è la sicurezza. Non mi venga a dire Sergio Gandi (assessore alla sicurezza, ndr) che con 170 Daspo urbani ha risolto il problema dei mendicanti molesti o degli ubriachi o dei venditori abusivi: basta andare in giro per la città per vedere che non è così. Come può dire, anche, che la Daspo non può essere fatto con gli spacciatori? Rendere tutte le vie del centro più sicure significa anche garantire ai negozianti di poter lavorare tranquillamente e in sicurezza: nelle zone non frequentate perché ritenute non sicure, i negozi chiudono. Il centro storico deve essere un luogo da vivere per tutti e i parcheggi servono per farlo vivere.

I parcheggi del centro gratuiti o a pagamento sono oggetto di un grande dibattito…

Sì, noi non vogliamo una città a misura di auto, vogliamo però che le auto, che rappresentano un modo per spostarsi necessario, siano gestite, per quanto riguarda la sosta, in modo moderno, efficace e funzionale. Quindi parcheggi blu liberi e gratuiti il sabato pomeriggio e la domenica (con una regolamentazione oraria ben precisa); la possibilità dalle 18/18.30 in poi per i residenti che non trovano posto nelle strisce gialle, di parcheggiare nelle strisce blu fino alla mattina successiva; e la possibilità di inserire quei dieci minuti/un quarto d’ora di sosta gratuita iniziale per coloro che hanno delle commissioni veloci da fare.

Parliamo del parcheggio più discusso: quello della Fara…

La questione del parcheggio della Fara è sicuramente oggetto di attenzione per tutti i cittadini, non solo i residenti di Città alta. L’idea di portare centinaia di auto all’interno delle Mura venete è balzana e non condivisa. Preliminarmente bisogna fare una cosa: l’amministrazione comunale di Bergamo non ha mai sottoposto a VIA (valutazione di impatto ambientale) quest’opera. Noi crediamo, invece, che il primo passo sia quello di sottoporlo alla VIA e, in seguito, verificare cosa è possibile fare: se sarà positiva, l’opera verrà conclusa e destinata ai residenti (di certo non deve essere il parcheggio di chi viene da fuori), se, invece, sarà negativa, qualcuno ne dovrà rispondere.

E per quanto riguarda gli altri cantieri lasciati aperti dall’amministrazione uscente?

Certamente non si può fermare una macchina in corsa e quasi arrivata a destinazione. Non vogliamo bloccare queste opere: certo, vediamo se sono necessarie e se devono essere ridimensionate. L’importante è che siano adatte per i cittadini e sostenibili finanziariamente dal comune. Io sono una persona molto concreta e pragmatica: lasciamo stare tutto quello che non è utile.

Sui social c’è un avviso “allarme fake news” lanciato da Gori nei confronti delle sue dichiarazioni. Cosa ne pensa?

Dico solo che Gori vuole sempre e solo far vedere le cose belle, negando i problemi oggettivi. Ma quello che ho già detto è che Bergamo non è Hollywood e non si può raccontare solo una parte di realtà. 

Parliamo dell’aeroporto…

È un problema da gestire e su cui ragionare. I tecnici dicono che l’allungamento della pista permetterebbe di diminuire il 50% del rumore. E per quanto riguarda i voli notturni, l’ora massima per volare deve essere le 22/22.30 e fino alle 6.30 non si atterra e non di decolla. Se ci sono voli in ritardo, atterreranno a Malpensa.

Qual è, in definitiva, la sua Bergamo ideale?

La Bergamo dei bergamaschi, che è anche mia, anche se dicono che non sono di Bergamo (ma sono nato qui e ho seguito tanti di quei Consigli comunali…). Voglio una città in cui si lavori per risolvere i problemi dei cittadini, dopo averli ascoltati. Non cerco la gloria e sono felice di questa scelta che mi permette di vivere la città. Non è un trampolino di lancio per me: voglio amministrare meglio la città per migliorare la vita dei bergamaschi con idee maturate in questi anni di esperienza politica e lavorativa. Se vinceremo, il primo giorno sarà di festa, ma subito dopo inizieremo a grattarci la testa per risolvere i problemi. Voglio una città fondata sul rispetto delle regole: ora a Bergamo c’è una tolleranza di tante situazioni troppo spesso non giustificata con un’accettazione, anche, di illeciti. Va bene essere buoni, ma non buonisti: è giusto aiutare gli ultimi arrivati, ma ci sono delle precedenze.

Che tipo di sindaco vorrebbe essere?

Un sindaco presente: sarò a disposizione della città e riceverò le persone una volta alla settimana per poterli ascoltare e lo chiederò anche agli assessori per le loro competenze. Voglio anche riorganizzare il territorio, con presidi territoriali dove ci si può rivolgere e dove trovare una persona per segnalare le cose che non vanno.

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