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Sematic, prime aperture e un passo indietro su parte del trasferimento

Il 20 marzo l’annuncio della delocalizzazione in Ungheria di alcune produzioni: una sessantina gli esuberi annunciati

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Una prima, importante, apertura è arrivata alla conclusione dell’incontro di martedì nella delicata vertenza della Sematic di Osio Sotto dove a rischio ci sono circa 60 posti di lavoro. Il 20 marzo scorso l’azienda metalmeccanica aveva annunciato la decisione di delocalizzare parte della produzione dalla provincia di Bergamo all’Ungheria, provocando un esubero di 40 operai e 15-20 impiegati su un totale di 330 dipendenti.

La preoccupazione è fortissima, tanto che sono stati proclamati scioperi per quattro giorni consecutivi, dal 2 al 5 aprile, per un totale di 14 ore di astensione dal lavoro. Sin da subito la Fiom Cgil aveva detto di non poter accettare una delocalizzazione da parte di un’azienda che presenta bilanci più che positivi e che dunque, pare “puntare solo a ridurre i costi di produzione per aumentare il profitto del Gruppo Wittur, la multinazionale che l’ha acquisita”.

“Nell’incontro di oggi abbiamo ribadito la richiesta di mantenere tutte le produzioni a Osio Sotto. Un primo risultato importante è stata la dichiarazione dell’azienda di rivedere le decisioni già prese, almeno parzialmente, mantenendo qui una parte della prevista produzione da delocalizzare (cioè quella di porte denominate C-MOD)” ha spiegato Claudio Ravasio della segreteria provinciale della Fiom di Bergamo. “Secondo la Direzione aziendale, tuttavia, per il resto delle produzioni per le quali è stato deciso il trasferimento, la scelta di delocalizzare non è reversibile. Apprezziamo questa prima apertura da parte della Direzione, ottenuta grazie alla lotta dei lavoratori. Tuttavia non la consideriamo sufficiente: mancano garanzie per il futuro dello stabilimento di Osio, anche se i rappresentanti della Sematic hanno annunciato che è in corso di acquisizione una commessa per un aeroporto del Kuwait. L’ordine potrebbe andare in produzione a luglio”.

“È una cauta soddisfazione quella che esprimiamo per la dichiarazione della direzione aziendale disposta a rivedere l’entità dello spostamento in Ungheria – ha aggiunto Maurizio Gozzini della Fim Cisl -. Mancano ad oggi garanzie occupazionali per il futuro che cercheremo di verificare nel prossimo incontro”.

Sui contenuti della vertenza venerdì 12 aprile è in programma un incontro nella sede della Provincia di Bergamo. La trattativa, poi, riprenderà mercoledì 17 aprile: si entrerà nel merito delle questioni ancora aperte e sarà l’occasione, in concreto, di verificare la proposta aziendale. Il giorno successivo sono già previste le assemblee con i lavoratori.

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