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Atalanta, anche con lo 0-0 di San Siro fuori casa segna come il Barcellona fotogallery

Nerazzurri con l'attacco più forte da trasferta in Europa davanti a PSG e Bayern Monaco. E Zapata tallona Messi tra i bomber fuori casa

Diciamo la verità: l’Atalanta che conclude una partita sullo 0-0 sembra quasi un’altra squadra, non riusciamo quasi a riconoscerla.

Proprio perché è nella filosofia di Gasperini giocare sempre all’attacco per vincere, che l’avversario si chiami Juve o Chievo. Tanto è vero che l’abitudine/tendenza a buttarsi in avanti, anche con i difensori, presta il fianco poi a contropiede che a volte creano problemi anche nei primi minuti, con quei gol che richiedono rimonte urgenti.

A San Siro contro l’Inter, però, mancava un certo Zapata per cui l’Atalanta si è scoperta meno del solito, risultando (se vogliamo) più equilibrata. Ma è stata una necessità, più che una scelta.

Tornando agli 0-0 anche nel calcio i corsi e ricorsi spesso funzionano. Nel caso dell’Atalanta targata Gasp i pareggi senza reti si contano sulle dita di una mano: due in questo campionato, in casa col Torino e ora a San Siro con l’Inter. L’anno scorso? L’unico 0-0 è capitato, guarda caso, ancora con l’Inter ma a Bergamo il 14 aprile. Senza Ilicic, in campo per un tempo Barrow e nel secondo Cornelius. Quindi qualche problema di gol.

Due anni fa ben… tre gli 0-0, di cui due all’andata e al ritorno con la Fiorentina e in mezzo quello di San Siro, ma col Milan. Praticamente, su 107 partite della gestione Gasperini, solo sei 0-0. Che sarà pure il risultato perfettissimo, come sosteneva Gianni Brera, perché sintesi di una partita senza errori, però… che barba, che noia, spesso e volentieri.

La realtà è che a Bergamo ci siamo abituati ben diversamente e non ci annoiamo per niente, tanto è vero che l’Atalanta ha l’attacco più forte del campionato, 64 reti come la Juventus. Non solo: nonostante lo 0-0 di San Siro con l’Inter, la squadra del Gasp resta la regina dei gol segnati fuori casa considerando cinque campionati: 35 reti come il Barcellona, una più di Paris Saint Germain e Bayern Monaco. E tra i bomber fuori casa il confronto è stellare, con Messi in testa a 14 seguito da Zapata a 13. Capite perché, mancando Duvàn a Milano e per la prima volta in questo campionato, l’Atalanta abbia fatto così fatica a fare gol. E non c’è poi riuscita.

I precedenti sono, guarda caso, proprio nel periodo di digiuno del colombiano: l’Atalanta era infatti rimasta a secco tra settembre e ottobre in cinque partite su sei, contro Cagliari in casa (0-1), Spal (2-0 a Ferrara) e, dopo il 2-2 di San Siro col Milan, ancora 0-0 col Torino in casa, a secco di gol con la Fiorentina (2-0 a Firenze) e con la Sampdoria in casa (0-1) fino alla più recente trasferta di Torino (2-0 per il Toro) il 23 febbraio e lo 0-0 con l’Inter. Comunque, nel periodo critico di settembre e ottobre Zapata non aveva ancora segnato (e anche questo conta qualcosa), mentre a Torino mancava Gomez

Se guardiamo invece alla difesa, sette volte quest’anno l’Atalanta non ha subìto gol: 5 volte ha vinto (4-0 col Frosinone, 3-0 al Parma, 1-0 alla Lazio, 5-0 a Frosinone, 1-0 a Cagliari) e due pareggiato, cioè 0-0 col Toro in casa e con l’Inter nell’ultimo turno di campionato. Magari stavolta si è migliorata soprattutto la squadra di Spalletti, visto che all’andata aveva subìto ben quattro reti (a una) e si era dovuta accontentare del gol di Icardi su rigore. Tra l’altro l’Inter ha riproposto la stessa formazione al ritorno, mentre l’Atalanta all’andata (domenica 11 novembre alle 12,30) aveva in campo Berisha, Toloi, Gosens e naturalmente Zapata, anche se con gol firmati da Hateboer al 9′, Icardi al 47′ su rigore, poi nella ripresa l’Atalanta aveva dilagato con Mancini, Djimsiti e Gomez.

E soltanto l’Atalanta è stata capace di segnare quest’anno ben 4 gol all’Inter: ecco perché anche per i nerazzurri milanesi lo 0-0 del 7 aprile è comunque un buon risultato.

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