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“A un metro da te”: amore e malattia tra adolescenti, un classico del Duemila

Un film semplice, carino, poco impegnativo ma che forse può regalare un messaggio importante ai ragazzini di oggi

Titolo: A un metro da te

Regia: Justin Baldoni

Attori: Cole Sprouse, Haley Lu Richardson, Moises Arias, Kimberly Hebert Gregory, Elena Satine

Durata: 116 minuti

Giudizio: **

Stella è una ragazzina di 17 anni, bella, intelligente, spiritosa, con un sorrisone contagioso e tanta voglia di vivere. Tuttavia, c’è qualcosa che la rende diversa da tutte le altre ragazze della sua età. Stella è affetta da una grave malattia genetica, la fibrosi cistica che, fin da quando era bambina, la costringe a trascorrere lunghi periodi in ospedale, tra pillole, tubi e sondini, in attesa di un paio di polmoni nuovi. A causa, o forse grazie, al suo tragico passato, Stella sente un bisogno, quasi un dovere viscerale di restare aggrappata alla vita. Proprio per questo è attentissima alla sua terapia, che segue alla lettera, scivolando spesso nell’ossessione compulsiva, che la spinge alla necessità di avere sempre tutto sotto controllo.

A stravolgere la sua routine arriva Will, un ragazzo come lei, affetto però da una tipologia molto aggressiva di fibrosi cistica, che non lascia scampo. Per lui, il trapianto non è un’opzione e l’unica speranza che ha di salvarsi e di tentare la via della terapia sperimentale. Tuttavia Will, bel tenebroso interpretato da Cole Sprouse, non trova alcun motivo di lottare per la sua vita, almeno finché non incontra Stella.

Con la scusa di dover far rigare dritto Will con la sua terapia, i due si avvicinano piano piano, sempre di più, fino ad innamorarsi l’uno dell’altra. Fino a qui sembrerebbe tutto meraviglioso, se non fosse che a due come loro, è negato ciò che c’è di più basilare e umano al mondo: il contatto fisico. Due persone affette da fibrosi cistica, se vengono in contatto con il virus l’uno dell’altra, rischiano la morte. Pur di stare insieme, però, decidono di stare sempre ad appena un metro di distanza l’uno dall’altra, quando la prassi ne vorrebbe almeno due. Un rischio enorme che tuttavia sono disposti a correre: la loro vita è troppo breve per rinunciare all’amore per paura della morte.

Un classicone visto e stravisto; un teen-drama di serie B a metà tra Twilight e Colpa delle stelle. Stavolta però si tratta di due ragazzi moderni, come tutti noi, che comunicano tramite whatsapp, si videochiamano e usano un’app per tenere traccia della terapia. E forse sta proprio qui il messaggio: la tecnologia ci tiene in contatto, sempre; ma non ci rendiamo conto dell’importanza assoluta e profondissima del contatto fisico, soprattutto della persona che amiamo, finché non ci viene negato. Dunque non diamolo per scontato e mostriamo affetto ogni volta che ci è possibile.

Un film semplice, carino, poco impegnativo ma che forse può regalare un messaggio importante ai ragazzini di oggi.

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