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Ciak si gira a Dossena: The Carpenter, “Action thriller sugli orrori della guerra del Kosovo” foto

Fino al 10 aprile le riprese del film diretto da Steven Renso nel paese brembano: “Location fantastica, per un film che aiuta anche a riflettere sugli orrori della guerra in Kosovo"

Dossena torna ad essere un set cinematografico, grazie alla Klodjo Production e al suo regista, Steven Renso, tornati nel paese per girare “The Carpenter”, un action/thriller che racconta la storia di Sam Rhino, un soldato italiano reduce dalla guerra del Kosovo che decide di andare a vivere in un piccolo paese di montagna con la figlia. Il film è ambientato e girato interamente a Dossena, dove dall’1 e fino al 10 aprile si svolgono le riprese.

“Due anni fa abbiamo deciso di girare un cortometraggio autoriale, Kastriota, basato sulla storia dell’eroe albanese George Castriota Scanderberg.” racconta Steven Renso, il regista. “Ho deciso quindi di venire a Dossena per vedere se fosse stato possibile fare delle riprese, anche su proposta di Anna Rozzoni, con cui collaboro da diversi anni. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla location, quindi abbiamo deciso di girare qui il nostro cortometraggio. Quest’anno poi abbiamo voluto replicare, portando a Dossena un progetto più grande, un vero e proprio lungometraggio, girato interamente in vari luoghi del paese”.

Paese che ha accolto l’esperienza in maniera positiva, aiutando anche la troupe in diversi ambiti. “Mentre giravamo Kastriota, abbiamo notato un certo interesse del paese nei nostri confronti. Dopo quell’esperienza positiva, abbiamo deciso di provare a progettare qualcosa di più complesso, cercando di sfruttare anche i luoghi della Valle Brembana, favolosi sia per quanto riguarda la storia sia per i paesaggi e le location. In un certo senso, la sceneggiatura di The Carpenter è nata pensando proprio a Dossena”.

Una scelta maturata però dopo le difficoltà che Steven Renso e la Klodjo Production hanno incontrato per girare a Verona, nella loro città. “Io amo la mia città e spero di poterla valorizzare un giorno, ma abbiamo trovato sempre molti ostacoli nel girare film. Dovevo decidere se girare comunque nella mia città per una questione di orgoglio e perdendoci economicamente (quindi avere il rischio di non riuscire a fare un prodotto di qualità) oppure poter fare un prodotto di qualità in un paese che, sindaco in testa, sin da quando ho proposto l’idea, mi ha fatto trovare porte aperte e mi ha dato una grossa mano in diversi aspetti. A Dossena riusciamo a girare nei tempi tecnici, le persone riescono a capire le nostre esigenze, anche quando giriamo scene in strada o in centro al paese”.

Scene girate con attori di primo livello come l’attore bergamasco Yoon C. Joyce (“un valore aggiunto, che ha deciso comunque di partecipare al progetto, nonostante la concomitanza delle riprese con l’Integrazione Film Festival a Bergamo, di cui è testimonial), Pino Torcasio (recentemente nel cast nella serie tv Rai “Il cacciatore”), Davide Gambarini (visto anche in “Don Matteo” e “Un passo dal cielo”) e Paolo Massaria (che ha interpretato anche uno dei vescovi nella seconda stagione di “The Young Pope”). “Un cast scelto con attenzione, con quasi sei mesi di selezione”.

Dopo i dieci giorni per girare le scene e la fase di postproduzione, “The Carpenter” dovrebbe essere terminato a settembre (o comunque entro la fine dell’anno), per poi essere presentato, oltre che a Verona, in anteprima anche agli abitanti di Dossena.

Location senza dubbio d’impatto saranno le miniere, dove vengono realizzati i flashback riguardanti il Kosovo, un territorio che inevitabilmente non può essere nominato slegandolo dalla sua storia recente.

“Queste saranno le scene più complicate da girare, anche perché cercheremo di portare molto rispetto per un territorio travagliato dalla guerra e per chi quella guerra l’ha vissuta. Abbiamo approfondito le vicende del periodo, abbiamo sentito alcuni kosovari che sono sopravvissuti a quegli anni di conflitti. Una delle comparse all’interno dei flashback è un kosovaro realmente scappato dalla guerra, una persona che quindi può portare il suo dramma all’interno del personaggio.

Sono stato in contatto con diverse persone del Kosovo e dell’Albania e ho avuto modo di vedere gli orrori di una guerra che, per certi versi, riguarda anche noi italiani. Nei miei lavori cerco di portare un punto di vista storico e politico, pur trasmettendo nelle scene anche un’aurea di mistero ed eroismo, soprattutto dei singoli personaggi. Figure che non vanno però ad intaccare il legame che deve intercorrere tra il pubblico e la pellicola, capace di portare una riflessione sugli orrori delle guerre che esistono ancora oggi”. Una sensibilizzazione civile e storica quella portata dal regista in “The Carpenter”, che può e deve spingere ad una riflessione.

Un lavoro che il regista Steven Renso e la Klodjo Production proseguono ormai da 4 anni, sempre con il medesimo modus operandi: “Noi vogliamo mostrare ciò che ci piace, rispettando chi lavora con noi e i luoghi che ci ospitano, caratteristica che nel cinema indipendente non è così scontata. Dopo il buon successo di Kastriota, The Carpenter vuole essere un ulteriore passo in avanti, nel quale abbiamo messo tutto il nostro volere rappresentare al meglio Dossena, la sua gente e anche la storia di una guerra che è ancora una ferita aperta”.

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