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Linea dura dell’avvocato del Comune sulla torre del bungee jumping

Il parere del legale incaricato dall'amministrazione: "Manufatto illegittimo, va demolito"

L’avvocato incaricato dal Comune di Torre Boldone lo ha messo nero su bianco. Secondo il suo parere la ‘Top Tower’ del Parco Avventura è “illegittima”. Stiamo parlando della torre del bungee jumping, venti metri d’altezza all’interno del parco divertimenti inaugurato lo scorso luglio.

“Troppo vicina al cimitero – avevano denunciato le minoranze – perché non rispetta i cinquanta metri di distanza minimi previsti dalla Legge”. In effetti i calcoli lo hanno confermato: sono poco meno di tre metri (2,74). Una difformità che rischia di mettere in bilico il futuro dell’attrazione.

L’articolo 338 del testo unico delle leggi sanitarie “stabilisce che, di norma, la fascia di rispetto cimiteriale ha una consistenza di 200 metri” si legge nella relazione firmata dall’avvocato Ernesto Nicola Tucci. Un comma, tuttavia, prevede che “il Comune, con il parere favorevole di Ats, può arretrare la fascia fino a 50 metri”. Secondo il legale questo limite rappresenta “la distanza minima cui non è possibile derogare”. C’è poi il regolamento regionale, secondo il quale, all’interno dei 50 metri, “fermo restando la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, possono essere realizzate solo aree verdi, parcheggi e servizi connessi all’attività cimiteriale compatibili con il decoro e la riservatezza del luogo”, riporta l’avvocato; viceversa, la torre adrenalinica posizionata all’interno della fascia di rispetto cimiteriale viene definita “a tutti gli effetti una costruzione avente finalità sportiva e ricreativa”.

Nella consulenza richiesta dal Comune non viene ritenuta perseguibile nemmeno la proposta di modifica del Pgt avanzata dai legali del Parco Avventura. Da un lato – scrive l’avvocato Tucci – perché l’opera ha “carattere privato” ma soprattutto perché al di sotto del limite di 50 metri il vincolo della fascia di rispetto cimiteriale diviene “molto stringente e limitato”. Per salvare la torre la società aveva invocato una deroga alle norme “anche a fronte dell’ingente investimento sostenuto per un importo vicino a 200 mila euro per la riapertura di un parco pubblico chiuso da anni, che ha creato un indubbio vantaggio sia al Comune di Torre Boldone che ai suoi cittadini”, aveva dichiarato il gestore Marco Zanchi (leggi qui). Una delibera del Consiglio comunale – sempre secondo il parere del legale – rischierebbe tuttavia di essere impugnata per illegittimità.

Dall’altra parte, i consiglieri di minoranza Alberto Ronzoni e Guido Spreafico chiedono di “procedere al ripristino della legalità”. Il che potrebbe anche comportare l’abbattimento dell’attrazione, come peraltro prospettato dalla consulenza dell’avvocato Tucci. Un’eventualità che, di certo, non gioverebbe alle casse del parco.

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