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Sciopero alla Sematic contro la delocalizzazione in Ungheria e i 60 esuberi - BergamoNews
Osio sotto

Sciopero alla Sematic contro la delocalizzazione in Ungheria e i 60 esuberi

I lavoratori hanno proclamato uno sciopero martedì 2 aprile contro la scelta aziendale di delocalizzare parte della produzione dalla provincia di Bergamo all’Ungheria, provocando un esubero di circa 60 posti di lavoro

Martedì 2 aprile sono state proclamate 8 ore di sciopero contro i 60 esuberi dichiarati dalla direzione della Sematic, azienda di Osio Sotto che occupa oltre 300 lavoratori, e che ha deciso di spostare in Ungheria parte della lavorazione.

I lavoratori, riuniti nella giornata di lunedì 1° aprile in assemblea, esprimono forte preoccupazione per la scelta aziendale di delocalizzare alcune produzioni in uno stabilimento all’estero, creando un problema di esubero di personale nello stabilimento di Osio Sotto, per ridurre i costi di produzione ed aumentare il profitto del Gruppo Wittur, pur essendo in presenza di bilanci aziendali più che positivi.

“La preoccupazione per la gravi ricadute occupazionali sono amplificate anche dalla mancanza di comunicazioni precise e dalla grande confusione con la quale la Sematic sta gestendo tutta la questione – sottolinea Maurizio Gozzini, della Fim Cisl di Bergamo -. Per questo chiediamo alla Direzione aziendale di rivedere la propria decisione e salvaguardare il lavoro nello stabilimento di Osio Sotto”.

Per martedì 2 aprile, RSU e Organizzazioni Sindacali hanno proclamato una prima iniziativa di sciopero per l’intera giornata, con presidio davanti alla portineria dalle 5.20 fino alle 9.30 del mattino, poi dalle 12.30 alle 14.30.

“La notizia è arrivata il 20 marzo scorso” spiega Claudio Ravasio della segreteria provinciale della Fiom-Cgil di Bergamo. “Poi venerdì 29 marzo si è svolto un incontro in Confindustria, ma la trattativa si è interrotta: non accettiamo le intenzioni della Sematic che, pur in presenza di bilanci aziendali più che positivi, punta solo a ridurre i costi di produzione per aumentare il profitto del Gruppo Wittur, la multinazionale che ha acquisito l’azienda qualche anno fa. Si è parlato di 40 operai e 15-20 impiegati che potrebbero perdere il posto su un totale di 330 dipendenti a Osio. Poi il numero degli esuberi è persino salito, confermando una situazione di grande preoccupazione e incertezza. Parliamo di un’azienda che non viene certo da anni di crisi! Chiediamo alla Direzione aziendale di rivedere la propria decisione: vengano salvaguardati i posti di lavoro nello stabilimento di Osio Sotto”.

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