La sentenza
|Fuga da Brebemi, i giudici: no alla cessione di quote della Provincia di Bergamo
Nel giugno 2016 via Tasso aveva optato per la dismissione. L’attuale presidente Gafforelli: “Non sono d’accordo sull’uscita, ci incontreremo per discuterne”. Trenta i giorni di tempo per proporre appello
I giudici dicono ‘no’ alla fuga da Brebemi da parte della Provincia di Bergamo. L’Ente di via Tasso si era appellato alla legge Madia per dichiarare legittima la dismissione della partecipazione detenuta in Autostrade Lombarde Spa, chiedendo la liquidazione delle sue azioni. Ma, sempre in base alla legge stessa, il tribunale delle imprese di Brescia ha rigettato la richiesta. Stessa sorte per il Comune di Brescia e la Città Metropolitana di Milano, condannati al pagamento delle spese legali sostenute dalla società per azioni (circa 36 mila euro per la Provincia di Bergamo).
Nel giugno 2016 i tre enti avevano optato per la dismissione della loro quota in Brebemi, ma la società si era opposta dando origine al contenzioso. La Provincia di Bergamo detiene una quota del capitale sociale pari all’1,14 per cento delle quote (oltre 5 milioni), Brescia lo 0,2 per cento (quasi 1 milione), Milano lo 0,6 per cento (3 milioni). Soldi che “potevano essere usati per la sistemazione di scuole, strade e altre opere”, aveva dichiarato l’allora presidente della Provincia Matteo Rossi, il primo a farsi avanti e avanzare richiesta.
In merito alla sentenza dei giudici, tuttavia, il suo successore, Gianfranco Gafforelli, ha dichiarato di “non essere molto d’accordo sull’uscita da Brebemi” da parte della Provincia. “Le infrastrutture vanno sostenute e l’autostrada comincia ad avere utili”. Sul tema è in programma un incontro martedì 2 aprile. Via Tasso ha comunque trenta giorni di tempo per proporre appello.


